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tortorici

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Sede Comunale
Via Vittorio Emanuele
CAP 98078
Telefono 0941-421966
Fax 0941-421008

www.tortoricinrete.it


www.provincia.messina.it

Il Patrimonio Architettonico

Il Patrimonio architettonico :

CHIESA di San Francesco , a tre navate, con un altare intagliato al suo interno un gruppo marmoreo del Santo titolare e dell' Annunciazione di Antonello Gagini e una statua lignea dell'Immacolata ed una statua lignea di San Paolo ed un ex convento dei padri minori Conventuali. bello il portale nelle nicchie superiori non più presenti le statue di San Francesco, del'Immacolata e Sant'Antonio, il soffitto della navata centrale a cassettoni con San Francesco, l'Immacolata e Sant Antonio. Nell’altare laterale a sinistra si trova il gruppo marmoreo di San Francesco e Frate Leone commissionato nel 1535 ad Antonello Gagini ed eseguito dai figli nel 1559. Sulla parete laterale sinistra è affisso il seicentesco crocifisso; opera di Frate Umile di Petralia . Nella navata destra attualmente è riposto il fercolo (vara) del Santo patrono San Sebastiano, restaurato nel 2004. Dietro è visibile la statua di S. Cataldo antico patrono della città prima di S. Sebastiano. Parte del pavimento è stato realizzato con marmi di S. Marco ed il soffitto in legno, nel quale risaltano le figure di S. Antonino, S. Francesco e dell'Immacolata, è stato decorato dal celebre Giuseppe Tomasi nel 1600.

CHIESA di Santa Maria Assunta o Matrice, a tre navate a croce latina,nella navata di sinistra un gruppo marmoreo delle stimmate di San Francesco di Gagini ed un altare intagliato, nella facciata sotto il finestrone un trittico con al centro Madonna con bambino e due angeli ai lati ed in alto un rilievo del Padre. Al suo interno un altare del Sacramento una statua di marmo del Gagini Santa Maria del Soccorso e una Madonnina in alabastro del Gagini, un magnifico pulpito con sette pannelli in legno a bassorilievo i quatto Evangelisti e i tre Padri della CHIESA, santa rosalia statua in legno, l'altare del Rosario in legno, vara di san Sebastiano il fercolo è intagliato e dipinto , urna delle reliquie di San Sebastiano

CHIESA del SS. Salvatore l'altare maggiore è costituito da una composizione lignea con colonne a tortiglione un bel crocifisso ligneo

CHIESA di San Nicolo di Bari, con una navata coperta da un soffitto ligneo dipinto ed un altare intagliato, dalla CHIESA l'uscita di San Sebastiano, l'altare maggiore in legno con reliquari di S. Nicolò di Mira e l'altare del Carmine con paliotto e statue lignee, altre statue lignee dell'Immacolata e di san Giuseppe con bambino.

CHIESA dell'Annunziata Badia sull'altare una statua dell'Annunciazione del Gagini ed un angelo sempre del Gagini

CHIESA di Santa Maria dell'Aiuto

CHIESA della Misericordia

CHIESA di S. Maria dove si trova la vara del santo San Sebastiano, caratteristica la scalinata di San Sebastiano.

Ex monastero delle Clarisse una statua di santa Margherita ed un gruppo marmoreo dell'Annunciazione ed una statua della Vergine


ARTE in mostra e FESTE in piazza :


a Pasqua il venerdì nel primo pomeriggio viene portato in processione il Crocifisso, in serata parte la processione dei misteri con il cristo nell'orto degli ulivi , il Cristo alla colonna , il Crocifisso , il Cristo morto nell'urna e la Madre Addolorata.

25 marzo processione della Santissima Annunziata

il 20 Gennaio e il 9 Maggio la festa di San Sebastiano martire patrono del paese. Soldato romano convertitosi al cristianesimo venne legato ad un albero d'alloro e martoriato con le frecce, sotto l'imperatore Diocleziano si adoperò per convertire alla fede cristiana i detenuti delle carceri, scoperto fu denunciato e dopo essere stato indotto all'abiura lo fece trafiggere dai suoi arceri,  La vara viene portata a spalla da trentadue nudi, il 18 gennaio nella CHIESA di S. Maria, il Santo viene portato fuori dalla cella e vestito con l'oro che i devoti nel tempo hanno donato e si procede all'esposizione del Santo ai fedeli, questo rito è chiamato « la Prova ». La festa cade sempre il 20 Gennaio, i devoti che hanno un voto da sciogliere, vanno nudi al Santo, gli uomini, in segno penitenziale vestono di bianco con camicia e pantalone, un fazzoletto piegato a mo di triangolo al cinto e a piedi nudi.

il 20 gennaio a mezzogiorno inizia la Processione per le vie della Città. La prima tappa della Processione è nel Fiume Calagni dove i devoti fanno sostare la vara invocando la grazia, questo rito rappresenta il complesso rapporto della Città di Tortorici con i fiumi, Dopo la sosta nel Fiume Calagni dove venne ritrovata la campana, inizia la « questua», il Santo viene portato per le vie della Città rientrando nella CHIESA di S. Nicolò dove permane fino all'ottava.

Nell'ottava continua la questua nella parte alta della Città. Al termine della questua c'è la Processione di saluto: le donne nude precedono la vara, mentre gli uomini nudi portano o seguono la stessa, al termine il Santo rientra nella CHIESA di S. Maria salutando i fedeli con i tradizionali giri

Festa delle tre verginelle I° domenica di Agosto Si narra che tre fanciulle si erano recate con il padre nel bosco e che, allontanatesi da lui, incontrarono uno sconosciuto il quale, con lusinghe e moine, voleva convincerle a cedere ai suoi illeciti desideri. Le tre ragazze si rifiutarono e neanche le minacce riuscirono a farle cedere. Così l’uomo prese una scure e incominciò a colpire le malcapitate. Dalla sua furia una delle tre non riuscì a salvarsi, sul luogo dove cadde il corpo esanime prese a sgorgare una fonte che ben presto si rivelò miracolosa: chi si inginocchiava con animo puro poteva avvertire il gorgoglio dell’acqua ed essere risanato dai propri mali. In questo luogo, in alta montagna, è stata costruita una Chiesetta, che ogni anno è meta di un tradizionale pellegrinaggio.

MUSEO etnoantropologico Franchina Sebastiano Il Centro di Storia Patria dei Nebrodi di Tortorici è stato costituito nel 1982 dal Prof. Sebastiano Franchina. Nell'agosto 1997 ha inaugurato la nuova sede in un suggestivo seminterrato del Circolo Orice, costruito nel 1862, i cui eleganti prospetti danno sulla Piazza Timpanaro e sulla Piazza Faranda. Nella sede, che di fatto ha acquistato evidenza museale, (Museo Etno-antropologico) sono stati raccolti gli arnesi di lavoro e i prodotti della millenaria civiltà agro-pastorale dei Nebrodi. Si possono, fra l'altro, osservare: u cintimulu (il mulinello) una specie di mulino domestico azionato a mano che serviva per macinare piccole quantità di granaglie; la saraudda (una specie di moderno silos nel quale veniva conservato principalmente il grano; tutti gli attrezzi per la lavorazione del lino ivi compreso il telaio per tessere la biancheria; u scapulari (specie di mantello realizzato col drappo lavorato nel paraturi o gualchiera). Questo opificio, ultimo rimasto in buone condizioni nella provincia di Messina, si trova lungo il fiume Tortorici al confine col territorio di S. Salvatore di Fitalia.
Piazza Timpanaro tel. 328 6590199

MUSEO fotografico Franchina Letizia inerente al periodo 1890.-1980 e realizzate dai fotografi Mons. Calogero Franchina e la nipote Marietta Letizia. Il fondo costituisce per Tortorici un vero e proprio serbatoio della sua memoria storica e territoriale. Il Museo ha sede nell’ottocentesco palazzo comunale in Via Vittorio Emanuele di Tortorici. La sala - mostra, nella quale sono esposte alcune antiche macchine fotografiche, attrezzi di lavoro, riviste specializzate a far data dal 1913
tel. 0941 430762

Tortorici fonderia campane trusso via calagni
tel.: 0941 4231262
www.tortorici.eu    
Unica tra le
antiche rimaste in Sicilia, la Fonderia “Campane Trusso”, risale all’ultimo decennio del sec. XIX.
L’impianto appare di forma troncoconica su base quasi ellittica, essendo costituita dalla
cammara du focu (camera di combustione), dal contiguo furnu (camera di fusione). I due
ambienti, comunicano per mezzo di un orifizio triangolare. La camera di fusione ha altri tre
orifizi di opportuna grandezza: attraverso il primo, alto sul pavimento, si immettevano rame,
stagno e rottami di bronzo; dalla parte opposta e poco più in alto, vi è lo sfiatatoio; infine,
opposto allo sfiatatoio vi è il colatoio che portava il metallo fuso in una cavità, il bacile di
argilla, terracotta o pietra, esterno alla costruzione: il metallo fuso passando attraverso
colatoio e bacile, dove si completava l’amalgama e era possibile, al passaggio, l’eliminazione di
eventuali scorie, scendeva e si depositava nelle forme, interrate in una fossa.
Le forme delle campane venivano interrate completamente ed erano situate con la
circonferenza- base in basso e ricevevano il metallo fuso attraverso i vuoti costituenti la
manichera (corona) di ciascuna campana. Attorno al forno, struttura principale dell’arte
campanaria, sistemati o sparsi per l’ambiente fonderia, tutti gli attrezzi e gli oggetti necessari
alla preparazione e alla rifinitura dei manufatti fusi.

La Pinacoteca comunale "Giuseppe Tomasi" si trova nel cuore della città, all'interno dell' antico Palazzo Municipale di Via Vittorio Emanuele, oggi Centro Culturale Polifunzionale, fulcro della vita sociale, politica e culturale. Oltre alla Pinacoteca, il Palazzo ospita al suo interno il Museo Etnofotografico "Franchina - Letizia", uffici di rappresentanza e, a breve, vi troverà la sua sede definitiva la Biblioteca Comunale con annesso Archivio Storico.

Le riserve naturali presenti nel Comune :

Vallone Calagna

Le aree demaniali presenti nel Comune : Cerasia

Attività Ricettive

Azienda Agrituristica Valle Maira **** Agriturismo
Contrada Casitti - TORTORICI
Tel: +39 0941 497189
Fax: +39 0941 497189

Agriturismo Fontanapietra *** Agriturismo
C.da Colla, 72 - TORTORICI
Tel: +39 0941497001
Fax: +39 0941 901208
www.fontanapietra.it


Azienda Agrituristica Santa Domenica ** Agriturismo
Contrada Santa Domenica - TORTORICI
Tel: +39 0941 421214
Fax: +39 0941 421214

 
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