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Santo Stefano Quisquina da vedere e conoscere

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Il Patrimonio architettonico :

Chiesa Madre del XVI secolo dedicata a S. Nicola di Bari che conserva un Crocifisso ligneo intagliato

la Chiesa del Santuario di Santa Rosalia, posto in luogo ameno, ricco di vegetazione e situato tra i monti Cammarata e delle Rose.

Insigni sono le architetture urbane come il Palazzo Baronale dei Ventimiglia del 1745 e la splendida Fontana del XVIII secolo sita in piazza Castello.

Centro di fondazione araba appartenuto poi ai Ventimiglia.
In piazza Castello prospetta il palazzo baronale dei Ventimiglia del 1745 e la fontana in pietra. Proseguendo per via Roma, superata piazza della Vittoria, si giunge alla chiesa Madre del XVI secolo. Sulla stessa piazza prospettano le chiese del SS. Sacramento e di San Francesco di Sales, entrambe del XVIII secolo e l'ingresso alla Villa Comunale realizzata all'inizio del XX secolo. Appena lasciato il paese, in cima al monte San Calogero, si trova una piccola chiesetta dedicata a San Calogero.
La chiesa, ad aula unica con campanile, rappresenta uno dei luoghi dedicati al Santo eremita vissuto nel V secolo che nella provincia di Agrigento è profondamente venerato.
Procedendo in direzione di Cammarata, si incontra a sinistra una strada che si inerpica nella Serra Quisquina per raggiungere il santuario di Santa Rosalia alla Quisquina.
Il Santuario fu costruito nel 1760 sul luogo dove si trova la grotta nella quale visse in eremitaggio la Santa. La costruzione emerge dalla foresta su un'altura che ha come scenario la vallata del Fanaco ed i pizzi del monte della Quisquina. All'interno del complesso architettonico è conservato un pregevole affresco dei fratelli Manno ed un paliotto a intarsi, entrambi raffiguranti la Santa la cui statua si trova all'interno della grotta - in prossimità del santuario - che la ospitò e che oggi è meta di pellegrinaggio dei devoti.



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Festa di Santa Rosalia
Prima domenica di giugno
La festa in suo onore viene effettuata dal 1624, dalla scoperta della grotta che ospitò la giovanissima eremita "Rosalia Sinibaldi", fuggita dalla vita mondana per dedicarsi a Dio, per ben dodici lunghi anni (1150 - 1162). Il programma alterna in 5 giorni, momenti di grande intensità religiosa (il busto con le reliquie viene portato in processione per il paese) a momenti di svago con tradizionali giochi in piazza, gruppi folkloristici e cantanti. Il martedì, una processione di fedeli accompagna l'argenteo busto della santuzza dalla Chiesa Madre fino all'Eremo, attraverso un suggestivo percorso tra campagne ed il secolare bosco della Quisquina. Il simulacro è portato a spalla dai devoti provenienti da varie località della Sicilia preceduti da un centinaio di cavalieri che, con i loro migliori cavalli dalle ricche bardature, danno vita alla tradizionale cavalcata. All'arrivo al Santuario, dopo la Messa, è tradizione consumare il pranzo. Nel tardo pomeriggio, un lungo corteo di fedeli in macchina scorta il ritorno della santuzza sino all'entrata del paese, dove si ricompone la processione guidata dai cavalieri, per condurre l'argenteo busto sino alla Chiesa Madre.
Nella selvaggia foresta del Monte Quisquina una damigella della principessa Margherita di Navarra della corte di Guglielmo I volle fissare la sua dimora. Era l’anno 1150 circa quando Rosalia, figlia di Sinibaldo, signore di Quisquina e delle Rose, lasciò la città di Palermo e le agiatezze della corte per rifugiarsi nell’oscura e fredda grotta della Quisquina: “per amore del suo Signore Gesù Cristo”. la Quisquina per rifugiarsi definitivamente nella grotta del Monte Pellegrino a Palermo. Una tela del 1464 che si è sempre conservata nella Chiesa Madre e riproduce i tre protettori del paese: S. Stefano protomartire, la Madonna della Catena, e S. Rosalia con una rosa in mano e un diadema di rose sulla testa.

www.santarosaliaallaquisquina.it


 
 
 
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