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Caratteristica cittadina posta a 476 metri sul livello del mare, si presenta con la sua struttura tipicamente medievale dal prorompente fascino dato anche dal color ocra della pietra utilizzata per l'edificazione.
conosciuta per il castello normanno.
Chiesa Madre, fatta edificare da Matteo Barresi, e nel cui interno sono custoditi alcuni sepolcri della famiglia Barresi ed un interessante dipinto di Filippo Paladino.
Chiesa del Rosario, a pianta centrica, costruita tra il XVI ed il XVII sec
Palazzo Tortorici in stile gotico (XX sec.).
Santuario della Madonna della Cava
Chiesa di Santa Maria Maggiore
La commemorazione religiosa più suggestiva è Lu signuri di li fasci
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L’anima di "lu Signuri di li fasci" è una trave di legno di cipresso, terminante a croce. La trave è alta metri 8,50 con tutta "la vara". Essa viene portata all’esterno della chiesa del Carmine (dove ha sede) verso il tramonto del sole e lasciata in posizione orizzontale nello spiazzale antistante la chiesa stessa . Quindi nella parte alta della trave viene apposto una struttura metallica di forma circolare. Di lì a poco i fedeli si avvicinano alla croce e cominciano ad annodare al cerchio numerosissime fasce di tela di lino bianche della lunghezza di circa 32 metri e della larghezza di circa 40 centimetri. Per annodare la sua fascia il fedele deve presentare ai confrati responsabi1i un biglietto di iscrizione che serve per registrare il numero delle fasce.La funzione delle fasce sarà quella di consentire ai fedeli di mantenere in equilibrio la lunga asta di legno lungo il percorso processionale.
Intanto, all’interno della chiesa del Carmine, si svolge un altro atto tradizionale di cui non si conosce 1’origine: un componente della confraternita tutto il pomeriggio è impegnato a stendere, sul corpo del Crocifisso, dei nastrini rossi, detti "misureddi" (piccole misure) che così benedetti, vengono, legati dai fedeli all’avambraccio o alla caviglia.
Poco prima dell’inizio della processione, viene posto in cima alla croce, Crocifisso antico e miracoloso. Commovente il sincronico passaggio del Crocifisso da una mano all’altra ("a ppassamànu") dei confrati disposti a catena dentro la chiesa del Carmine; e ciò al fine di far pervenire il Crocifisso dal posto dov’è tenuto nel pomeriggio per la tradizionale benedizione di "li misurèddi", fino all’esterno dell’ingresso della Chiesa dove già la croce è pronta per essere innalzata. La gente, che si trova in chiesa si riversa fuori per assistere al momento della spettacolare "alzata" della grande croce. Nel mentre, i confrati, impegnati nell’atto rituale del passamano del Crocifisso, pregano gridando la giaculatoria: "Pietà e Misericordia, Signuri". Questa giaculatoria sarà ripetuta dai portatori della "vara",ogni volta che sono chiamati dal doppio colpo di un martello di legno (dato dal confrate-
La processione, che ha inizio abitualmente tra le 20.30 e le 21.00, si muove lentamente per alcune vie del paese. Le finestre e i balconi delle abitazioni che si affacciano su quelle vie sono gremite di persone. Apre il corteo processionale la confraternita Maria SS. del Soccorso, che cura la manifestazione. Quindi segue una delle tre bande musicali (due locali e una forestiera); poi "lu Signuri di li fasci" e una folla immensa; viene dopo una seconda banda musicale e il simulacro dell’Urna col Cristo morto, i fedeli e ancora una terza banda musicale e la statua della Madonna Addolorata. Anticamente dietro "lu Cravàniu" (così era chiamato "lu Signuri di li fasci") si ponevano tutti coloro che durante l’anno avevano ricevuto la grazia di una guarigione per se o per i propri congiunti; camminavano scalzi e con una catena di ferro ai piedi ("la prucissìoni di li malati"). L’artistica Urna col Cristo morto, viene portata a spalla da alcuni confrati incappucciati, mentre altri li affiancanolateralmente tenendo in mano una torcia.
Particolare fascino per il loro sapore di antico e per la caratteristica intonazione lamentevole esprimono le tristi nenie, la cosiddetta "Ladàta"-
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