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perchè le greenways

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Un patrimonio culturale da tutelare è costituito da beni di pregevole fattura, di opere d’arte ancora utilizzabili quali viadotti, ponti, e gallerie.
La ragione dell' abbandono possono essere tra le più disparate oltre alla diffusione dell’automobile e dei mezzi di trasporto pesanti, delegando a torto al trasporto su gomma, il ruolo di mezzo primario negli spostamenti delle merci e delle persone.

L’Associazione Italiana Greenways nasce il 20 luglio 1998 ,una tra le prime ONLUS nel settore della tutela dell’ambiente, con l'intento di recuperare le ferrovie dismesse, promuovendo la loro trasformazione in percorsi naturali o attrezzati per uso pedonale o ciclistico, le cosiddette greenways.  

Le greenways dovrebbero essere realizzazione in un sistema tra loro connessi, essere gestiti e sviluppati in modo da ottenere benefici di tipo ricreativo, ecologico e storico-culturale, per promuovere e salvaguardare percorsi che possono creare un prodotto turistico, con l'intento di valorizzare il territorio contribuendo nel loro piccolo allo sviluppo economico delle zone interessate.

L’AIG vede nel suo organico, presieduto dal Prof. Ing. Alessandro Toccolini, docenti e ricercatori dell’Università degli Studi e del Politecnico di Milano, rappresentanti di enti parco, membri di associazioni culturali e professionali. La sua costituzione è avvenuta in seguito al convegno sul tema delle greenways, che si tenuto nell’aprile 1998 presso la facoltà di Agraria di Milano, in cui è intervenuto il professor Julius Fabos dell’Università del Massachusetts (USA), capofila del movimento internazionale delle greenways, rendendo evidente l’esigenza della creazione di una corrente italiana.

Per conoscere le greenways italiane censite o per segnalare una linea ferroviaria abbandonata visitare il sito www.greenways.it


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