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Sicilia da visitare > la Sicilia ValDemone > citta e paesi Messina

Sede Comunale
Piazza Scaffiddi
CAP 98066
Tel 0941-246111
Fax 0941-240623

Il Patrimonio architettonico :


la CHIESA di San Nicolò

CHIESA Parrocchiale al suo interno un tabernacolo di scuola gaginesca

convento di santa Maria del Gesù

CHIESA Santa Maria dei Greci o della Candelora , con al suo interno il sarcofago di marmo della regina Adelasia nel transetto della cattedrale di Patti , un ignoto poeta ha scritto in latino
Per Adelasia Sempre che posso io vengo al sepolcro che ti fu rifugio Regina di Marmo di nuovo ogni volta decifro parole antiche della tua terrena passione e più chiare si fanno le risposte via via che il mio pellegrinaggio pareggia il tuo Regina di marmo purificata dei secolari incensi le tue vesti sono cadute in cenere il tuo corpo di marmo perfetto non ha più languori ed è certezza nell'infinito tempo.

CHIESA S. Antonio Abate

la Grande Cattedrale con diverse opere pittoriche, a croce latina , nella cappella di sinistra il SS Sacramento ed in quella di destra la cappella di Santa Febronia, bello il coro ligneo e il campanile che con le sue sei campane due per scandire le ore per la citta, le altre quattro per le funzioni liturgiche incarico affidato ai sacrestani.

CHIESA di San Michele, ad unica navata al suo interno un trittico di Gagini

Tindari :
La città greca "Tyndaris" fu fondata da Dionisio I di Siracusa come caposaldo del suo dominio sulla costa tirrenica, intitolata al re di sparta Tindaro, coniugato con Leda, con la quale ebbe quattro figli due umani Castore e Clitennestra, e due semidei nati da zeus Elena e Polluce, detti Dioscuri, furono sulla nave Argo di Giasone in cerca del vello d'oro, famosi anche per la difesa della sorella Elena, rapita da Teseo. Consegnerà il suo trono a Menelao. marito di Elena, la quale fugge con Paride principe di Troia , dalla quale scaturisce la guerra per eccellenza. Famosi anche perchè alla morte del fratello Castore il fratello Polluce supplica il padre Zeus di renderlo mortale, gli viene allora concesso di alternarsi nell'immortalità, con la possibilità di incontrarsi durante il passaggio, diventeranno i gemelli del segno zodiacale.

Restano dell'antica Tyndaris i ruderi, fondata nel comrensorio di Abacenum oggi Tripi, le venne imposto il nome di una delle divinità protettrici della popolazione che emigrava, prima una frana e poi gli arabi misero fine definitivamente a Tindari. Imponenti ed importanti, sono le testimonianze della sua passata grandezza: le ampie mura perimetrali della città, l'anfiteatro romano, la basilica, le terme, alcune case e vie con importanti mosaici; il museo che conserva reperti archeologici di grande interesse.
Bello il teatro anche se di dimensioni non molto amplie è scavato nella roccia ha un diametro do 63 metri.

Il santuario della Madonna del Tindari :
Il nuovo tempio, a croce latina, costruito tra il 1956 e il 1979, ha una pianta di tipo basilicale caratterizzata da tre navate.
Realizzata nell'agorà alle spalle del nuovo edificio troviamo l'antico e Santuario che in origine era un tempio pagano. Dietro l'altare maggiore si mostra una teca, retta e incoronata da angeli in bronzo, che ospita una statua in legno rappresentante una bellissima Madonna Nera, Nigra sum sed formosa".
Le origini della statua della Madonna Nera sono legate ad una leggenda, secondo la quale la scultura, trasportata per mare, impedì alla nave di ripartire dopo che si era rifugiata nella baia di Tindari per sfuggire alla tempesta. I marinai, depositarono a terra il carico, pensando che fosse questo ad impedire il trasporto, e solo quando vi portarono anche la statua, la nave poté riprendere il mare. La statua venne quindi portata sul colle soprastante, dentro una piccola chiesa che dovette in seguito essere più volte ampliata per accogliere i pellegrini, attratti dalla fama miracolosa del simulacro.
Il santuario si trova all'estremità orientale del promontorio, a strapiombo sul mare, in corrispondenza dell'antica acropoli, dove una piccola chiesa era stata costruita sui resti della città abbandonata. La chiesa, distrutta nel 1544 dai pirati algerini, viene ricostruita poco prima del 1600, il santuario venne ampliato con la costruzione di una nuova chiesa più grande nel 1979.
La festa del santuario si svolge ogni anno il 7 settembre ed è meta di diversi pellegrini devoti alla Madonna, perché hanno richiesto una grazia o per devozione.
La statua della Madonna Nera, scolpita in legno di cedro, viene collocata in epoca imprecisata, forse giunta qui dall'Oriente in seguito al fenomeno dell'iconoclastia, dal greco "immagine" e "pezzo" è stato un movimento di carattere politico religioso, sviluppatosi nell'impero bizantino intorno alla prima metà del secolo VIII. La base dottrinale di questo movimento era l'affermazione che la venerazione delle icone potesse sfociasse in una forma di idolatria, detta "iconolatria". Un'altra ipotesi è quella che le madonne nere, sembrano essere presenti all'epoca delle crociate, perché diversi crociati portarono in patria icone orientali, sia per l'azione di alcuni ordini religiosi molto attivi anche in Terrasanta, soprattutto quello dei templari, che disponevano di proprie chiese nelle principali città europee
Le leggende di Marinello
Alla base del promontorio si trova una zona sabbiosa con una serie di piccoli specchi d'acqua, la cui conformazione si modifica in seguito ai movimenti della sabbia, spinta dalle mareggiate. La spiaggia è conosciuta con il nome di Marinello o "il mare secco" e vi sono legate diverse leggende.
Secondo una di esse la spiaggia si sarebbe formata miracolosamente in seguito alla caduta di una bimba dalla terrazza del santuario, ritrovata poi sana e salva sulla spiaggia appena creatasi per il ritiro del mare. La madre della bambina, una pellegrina giunta da lontano, in seguito al miracolo, si sarebbe ricreduta sulla vera natura miracolosa della scultura, della quale aveva dubitato a causa dell'incarnato scuro della Vergine.
Un'altra leggenda narra della morte, avvenuta proprio su questa spiaggia di papa Eusebio fu il trentunesimo papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo, il 17 agosto del 310, pochi mesi dopo la sua elezione, avvenuta il 18 aprile, che sarebbe stato esiliato in Sicilia da Marco Aurelio Valerio Massenzio, imperatore romano.
Sopra la spiaggia, sul costone, si apre inoltre una grotta, che secondo una leggenda locale era abitata da una maga la Fata Donnavilla, che si dedicava ad attrarre i naviganti con il suo canto per poi divorarli. Quando qualcuno degli adescati rinunciava per la difficoltà di raggiungere l'ingresso dell'antro, la maga sfogava la sua rabbia affondando le dita nella parete: a questo sarebbero dovuti i piccoli fori che si aprono numerosi nella roccia. In realtà i piccoli fori sono creati dai Litodomi o datteri di mare che abitano lungo i litorali marini.

Altre Madonne Nere presenti in Sicilia
" Madonna di Tindari, http:/ /www.santuariotindari.it/
" Santa Maria Dell'Alto Paternò (CT)( pittura su tavola, conservata nell'omonima Chiesa Matrice di origine normanna
" Santuario di Santa Maria di Montalto Messina, quadro orientale del 1300
" Santuario di Santa Maria la Strada a Giarre (CT) (dedicato alla vergine Odighitria da Ruggero I di Sicilia)
" Santuario di Santa Maria di Vena a Vena, frazione di Piedimonte Etneo (CT), del VI secolo, tavola di cedro del Libano con odighitria dipinta
" Maria SS. delle Vittorie nel duomo di Piazza Armerina (EN) vessillo di seta dipinto, dono del papa Niccolò II)
" Madonna del Pileri nella basilica di Santa Maria a Randazzo (CT) (affresco bizantineggiante del X secolo)
" Vergine Santissima del Soccorso, Madonna dei Miracoli, nella chiesa di Sant' Agostino a Caltabellotta AG, Madonna bruna con Cristo nero, statua in legno di fico del 1546
" Santuario della Madonna di Custonaci (TP), tavola dono di una nave francese scampata a una tempesta
" Madonna della Milicia ad Altavilla Milicia (PA) madonna con bambino in trono di tre quarti con S.Francesco e committente
" La Madonna di Loreto è venerata anche nel Duomo di Acireale; la statua
" La Madonna di Loreto è venerata a Vallelunga Pratameno (CL)


Di matrice compostellana sono alcuni toponimi del territorio di Patti riconducibili ad una chanson de geste, di cui sono protagonisti S. Giacomo e Carlomagno. … Alcuni nomi di questa chanson de geste sono ancora oggi riscontrabili nella toponomastica del territorio di Patti: il monte Gioiosa, il Mongioia, oggi Monte Giove .
La strada per giungere a Patti era la più difficoltosa della Palermo-Messina perché attraversava la costa aspra e rocciosa compresa tra i promontori detti Capo d'Orlando e Capo Oliveri, oggi Capo Tindari. Questi due promontori sono dedicati ai due più valorosi paladini di Carlomagno: Orlando e Oliveri.


ARTE in mostra e FESTE in piazza :

il 17 gennaio è la festa di Sant' Antonio Abate

il 25 marzo è la festa dell'annunziata con la processione degli angioletti la CHIESA cattolica ricorda l'annuncio che l'arcangelo Gabriele fece a Maria predigendole la prossima maternità per virtù dello Spirito Santo

il venerdì santo la processione delle varette

luglio l'ultima domenica di si svolge la festa della patrona del paese Santa Febronia vergine e martire, con la processione è trasportata la statua della Santa , una vara più piccola fino a qualche anno fa veniva portata in processione una vara più piccola con le reliquie della Santa , i fedeli vollero che dove era stata battezzata la Santa sorgesse una CHIESA, ed all'acqua vennero attribuite proprietà terapeutiche, tanto che ne fece ricorso la regina Adelasia, madre di Ruggero I re di Sicilia 1118.

I° domenica di Ottobre in contrada Trofillo si onora La Vergine del Rosario

MUSEO della Villa romana via papa Giovanni XXVIII marina di patti
tel. 0941 361593

il MUSEO dell'antiquarium ed il teatro greco di Tindari
tel. 0941 361593

MUSEO Arca Magna via Cattedrale

MUSEO della ceramica, presso Villa Pisani marina di patti
tel. 0941 361663
espone circa 650 pezzi rappresentativi delle diverse tipologie che hanno fatto la storia della ceramica di Patti. Si tratta di un patrimonio di artigianato artistico tramandato nei secoli e conosciuto nell’esteso mare nostrum, solcato dai bastimenti carichi di prodotti della terracotta di Patti Marina.
Ancora nel secolo scorso erano migliaia le persone in vario modo coinvolte nella lavorazione delle maioliche .
Dagli studi risultano una cinquantina di diverse forma vascolari prodotte dai vasai pattesi: dalle ben note pignate a due e quattro manici, alle cassarole, usati normalmente per essiccare il pomodoro, alle burnìe, cugni, cantari, giare, olle bummuli e caruseddi ed ancora alle lumiere, per non parlare della originale produzione di cioccolatiere o caffettiere, come pure delle originali formelle da mostarda dal disegno fi nemente inciso. Tipiche esclusivamente della produzione pattese sono le borracce dette da “pellegrino” con manici a nastro e il corpo a forma di ciambella, che venivano offerte dai venditori ai numerosi pellegrini che si recavano per devozione al Santuario della Madonna Nera di Tindari, e ancora, i piatti decorati con il caratteristico gallo.


il MUSEO Diocesiano via Cattedrale
tel 9041 21885

MUSEO etnografico di Sorrentini CHIESA San Teodoro
tel. 0941 22278

Località San giorgio museo della tonnara
via Andrea Doria , 20
tel. : 334 8512200
www.prolocosangiorgio.me.it
L’istituendo Museo della Tonnara di San Giorgio di Gioiosa Marea è un piccolo museo che è stato realizzato dalla Pro-Loco locale nell’agosto del 2008.
Si tratta in gran parte di una raccolta di reperti provenienti dall’antica Tonnara del borgo marinaro e custodita per lungo tempo dall’Associazione culturale “L’Alternativa”, che con il suo Presidente, Angelo Accordino, ne ha curato il recupero per salvaguardare la cultura popolare del luogo ed evitare la loro scomparsa, come è già avvenuto per l’antica Tonnara, risalente al 1407, oggi in gran parte demolita e in attesa di essere recuperata. Tra i pezzi più caratteristici custoditi nel Museo troviamo le tipiche “buatte”, latte piccole e grandi stampigliate nel 50° anniversario dello Statuto Albertino, meravigliosamente abbellite con l’immagine di San Giorgio in tinta verde su sfondo rosso. Le buatte del tonno una volta pronte, venivano spedite persino nelle lontane Americhe. Gran parte delle àncore (circa 120) tra grandi e piccole, a due e a quattro braccia, si trovano nei pressi della Pro-Loco acquisite dal Comune di Gioiosa Marea e collocate in uno spazio aperto. Esse fanno parte integrante dell’attuale istituendo Museo e giacciono in attesa di una sede più idonea (auspicabile sarebbe il sito dell’antica tonnara recuperato) che possa ospitare anche i resti di un antico paliscarmu, che necessita di essere recuperato al più presto. Parte importante e non trascurabile del Museo è inoltre l’apparato iconografi co consistente in numerose foto d’epoca risalenti alla pesca del tonno praticata in passato a San Giorgio.


laghetti di marinello

Hotel Grotte Albergo
E-mail
Tel.: +39 0941 317125
Fax: +39 0941 318464

Hotel Marconi Albergo
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Tel.: +39 0941 21112 - 241511
Fax: +39 0941 243220

Hotel Sacra Famiglia Albergo
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Tel.: +39 0941 241622
Fax: +39 0941 243072

La Playa Albergo
Tel.: +39 0941 361398
Fax: +39 0941 361301

Park Philip Hotel Albergo
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Tel.: +39 0941 361332
Fax: +39 0941 361184

Villa Romana Albergo
Tel.: +39 0941 361268
Fax: +39 0941 362363

Villaggio Turistico Simenzaru Beach Villaggio turistico
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Tel.: +39 0941 317156
Fax: +39 0941 337072

Medimare Residence Club Residence
Tel.: Fax:

Casa Rubes Bed&Breakfast
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Tel.: +39 0941 21648 - 347 5275001
Fax: +39 0941 21648

Azienda Agrituristica Porticella Agriturismo
Tel.: +39 0941 240040
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Azienda Agrituristica Monte Alto Agriturismo
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Tel.: +39 338 7412880 - 0941 241602
Fax: +39 0941 362400

La Casa del Priore Agriturismo
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Tel.: +39 0941 241058
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La Collina degli Ulivi Agriturismo
Tel.: +39 0941 81190
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Villa Rica Turismo rurale
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Fax: +39 0941 240877

Marinello Campeggio
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Fax: +39 0941 343702



Vento a Tindari
di Salvatore Quasimodo
Tindari, mite ti so
fra larghi colli pensile sull'acque
dell'isole dolci del dio,
oggi m'assali
e ti chini in cuore.

Salgo vertici aerei precipizi,
assorto al vento dei pini,
e la brigata che lieve m'accompagna
s'allontana nell'aria,
onda di suoni e amore,
e tu mi prendi
da cui male mi trassi
e paure d'ombre e di silenzi,
rifugi di dolcezze un tempo assidue
e morte d'anima.

A te ignota è la terra
ove ogni giorno affondo
e segrete sillabe nutro:
altra luce ti sfoglia sopra i vetri
nella veste notturna,
e gioia non mia riposa
sul tuo grembo.

Aspro è l'esilio,
e la ricerca che chiudevo in te
d'armonia oggi si muta
in ansia precoce di morire;
e ogni amore è schermo alla tristezza,
tacito passo nel buio
dove mi hai posto
amaro pane a rompere.

Tindari serena torna;
soave amico mi desta
che mi sporga nel cielo da una rupe
e io fingo timore a chi non sa
che vento profondo m'ha cercato.


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