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parco delle madonie in Sicilia

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Parco delle Madonie



Il Parco delle Madonie è un Parco naturale regionale; comprende quindici comuni della provincia di Palermo in Sicilia (Caltavuturo, Castelbuono, Castellana Sicula, Cefalù, Collesano, Geraci Siculo, Gratteri, Isnello, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Polizzi Generosa, Pollina, San Mauro Castelverde, Scillato e Sclafani Bagni).

Comprende il massiccio montuoso delle Madonie, situato sulla costa settentrionale siciliana, tra il corso dei fiumi Imera e Pollina.
Il parco è gestito dall'Ente Parco delle Madonie, con sede a Petralia Sottana e si estende per 39.941 ettari, suddivisi in quattro zone a tutela differenziata:
A: Zona di riserva integrale nella quale l'ambiente naturale è conservato nella sua integrità e cioè nella totalità dei suoi attributi naturali, tanto nell'individualità dei popolamenti biologici che nella loro indipendenza. In tali zone s'identificano, di massima, ecosistemi ed ecotoni (o loro parti) di grande interesse naturalistico e paesaggistico, presentanti una relativamente minima antropizzazione. Per tali zone l'Ente Parco delle Madonie ha proceduto gradualmente all'acquisizione delle relative aree;
B: Zona di riserva generale nella quale è vietato costruire nuove opere edilizie, ampliare le costruzioni esistenti, eseguire opere di trasformazione del territorio. In queste zone possono essere consentite dall'ente gestore del Parco le utilizzazioni agro-silvo-pastorali e le infrastrutture strettamente necessarie quali strade d'accesso, opere di miglioria e di ricostruzione di ambienti naturali. Nelle predette zone s'identificano, di massima, ecosistemi ed ecotoni (o loro parti) d'elevato pregio naturalistico e paesaggistico con maggior grado d'antropizzazione rispetto alla zona A;
C: Zona di protezione nella quale sono ammesse soltanto costruzioni, trasformazioni edilizie e del terreno rivolte specificatamente alla valorizzazione dei fini istitutivi del Parco quali strutture turistico-ricettive, culturali e aree di parcheggio;
D: Zona di controllo nella quale sono consentite tutte le attività purché compatibili con le finalità del Parco.

Il nucleo centrale si sviluppa perlopiù sopra i 1600 metri di quota, da Pizzo Carbonara (1979 m) a Pizzo Antenna (1977 m) e a Monte Ferro (1906 m). Essi sono separati da un'ampia vallata dal Monte San Salvatore (1912 m) e dal Monte Quacella, tipico massiccio dolomitico, e da un'altra vallata dal Cozzo Dipilo (1385 m), caratterizzato da profonde balze e dirupi; il vallone Madonie separa questi monti dal massiccio del Cervi (1794 m), grande contenitore delle riserve d'acqua delle Madonie.

Corso Paolo Agliata, 16
Petralia Sottana (PA) 90027
tel.: 39 0921 684011
fax.: 39 0921 680478
www.parcodellemadonie.it



Info Trekking

www.parcoavventuramadonie.it

www.madoniegal.it


www.haliotis.it


www.madonie.info


aapit.pa.it


www.pianobattaglia.it


www.coloridelparco.it


Discovery Madonie
C.so Umberto I, n.35
90013 Castelbuono (PA)
Tel. 0921 676236
Cell. 3201464563    3662485285
info@discoverymadonie.it
www.discoverymadonie.it


www.madonie.it


www.pianobattaglia.net


www.castelbuonotrekking.it

C.so Paolo Agliata, 29  
Petralia Sottana    
90027  
tel.: 0921998221  
cell.: 3284840950  
www.madonie-extreme.it

 
Caltavuturo

Il nome del paese significa Rocca dell'avvoltoio; derivando dalla parola araba calaat (rocca) e da quella siciliana vuturu (avvoltoio).
Caltavuturo Sito fortificato, di origine araba, sorse su di un altopiano a nord dell'attuale paese. Da visitare il Castello di Terravecchia, chiesa della Madrice  eretta nel 1582 e dedicata ai Ss. Pietro e Paolo, nel cui interno si conservano una tela raffigurante l'Adorazione dei Magi di scuola fiamminga, una statua della Vergine e un organo riccamente ornato, le Gole di Gazzara, Terravecchia, Rocca di Sciara, i mannari, chiesa del casale.
Si festeggia principalmente: la Patrona (Maria S.S. del Soccorso), S. Calogero.
Il museo Geopark di Caltavuturo ha sede nei locali del chiostro e del primo piano del convento di San Francesco, dove ha sede anche il Museo Civico di proprietà del Comune.
Il laghetto, nei pressi del paese, il cui nome è Lago dei Suvari, cioè lago dei sugheri, per via delle piante acquatiche ivi presenti.

www.mopsmadonie.it

Castelbuono

Nel 1316 Francesco Ventimiglia fece costruire un castello sul vicino colle S.Pietro d'Ypsigro, dove vi trasferì la contea. Mentr'era vicario di Sicilia il conte Francesco II Ventimiglia, soggiornò nel castello il sovrano Federico III d'Aragona nel 1357. Ornata da stucchi dei fratelli Giuseppe e Giacomo Serpotta, eseguiti nel 1683, è la Cappella Palatina, in un Urna si trova custodita la reliquia del teschio di Sant'Anna, patrona di Castelbuono; l'urna formata da un piedistallo a mezzobusto d'argento della Santa, del 1521.
L'artistico Coro ligneo è opera dello scultore Castelbuonese Domenico Coco, 1760.
Cappella Palatina. Attribuita al fratello di Giacomo Serpotta, Giuseppe, e datata 1683, la decorazione della cappella si presenta come un insieme complessivamente lontano dal fluire di moto che caratterizza l'opera di Giacomo: le figure dei lottatori, simboleggianti cristianesimo e Paganesimo, hanno una maggiore dichiarata monumentalità; ma le invenzioni dei teatrini dei tondi della parete di fondo sono già, nella loro composizione, esempi che sembrano guardare al maggiore dei Serpotta.
E' possibile che, nella parete di fondo sia intervenuto in un momento successivo uno scultore della sua cerchia, quel Vincenzo Messina che risulta documentato, nei primi anni del '700, per gli altari della Matrice Nuova, dove la struttura con le colonne tortili con racemi riprende il modello della prima importante impresa serpottiana: gli altari della chiesa di Carmine Maggiore, a Palermo, eseguiti, insieme al fratello Giuseppe, tra il 1683 e il 1684.

La chiesa è dedicata alla Natività di Maria. E collocata in piazza Parrocchia, e venne iniziata nel 1602 per volere del Principe Giovanni III° Ventimiglia.  La chiesa originaria aveva nel prospetto due campanili, e alla sommità del transetto una cupola, caduti in seguito al terremoto che colpì le Madonie nel 1819. La chiesa fu ricostruita a partire dal 1830. Al suo interno si possono ammirare: una Croce pensile, ritenuta opera di Pietro Ruzzolone; Ostensorio d'oro del sec.XVI, opera di Bartolomeo Tantillo; Portantina settecentesca con disegni di Giuseppe Velasquez. Ai lati del transetto vi sono due altari degli inizi del XVIII sec. di Vincenzo Messina, che con Giuseppe Serpotta nel 1683 aveva rivestito di magnifici stucchi la Cappella Palatina dedicata a S.Anna nel Castello dei Ventimiglia
La chiesa è dedicata a Maria Assunta. La sua costruzione risale al 1362, sotto il dominio di Francesco II Ventimiglia e all'origine non presentava il portico che vi fù aggiunto nel sec.XVI.
La costruzione presenta un elemento inconsueto per una chiesa e cioè la merlatura, nella fattispecie è di tipo ghibellino  i Ventimiglia, nella lotta tra Guelfi e Ghibellini, partegiavano per questi ultimi. Sull'altare maggiore un Polittico, opera del XVI sec., attribuito ad Antonello De Saliba dedicato alla Vergine Maria, alla sommità del quale vi è L'Eterno Padre ligneo che regge il mondo. Nel Polittico vi è il dipinto di un patriarca con gli occhiali. Di particolare importanza, sono: un Ciborio di marmo opera di Mastro Giorgio da Milano del XVI sec., e una Cripta sotto il Presbiterio, dove vi era il Sacramento. Resti di Un'affresco sono presenti nel muro di prospetto, sotto il portico.
La chiesa di San Francesco fu edificata nel 1332, ma ristrutturata nel sec.  XVIII; la officiarono i Frati Minori Conventuali, chiamati dal fondatore di Castelbuono Francesco I° Ventimiglia.  Incorporato nella chiesa vi è il Mausoleo, costruzione ottagonale,  opera della scuola di Francesco Laurana, sec.  XV.  Nel suo interno emerge, fra gli altri, il maestoso sarcofago del Principe Francesco IV Ventimiglia scultura del ?barocco?  siciliano. Nella chiesa, splendida nell?insieme, sono degni di attenzione la statua della Madonna col Bimbo datata 1528, gaginiana, ed il lussoso drappo settecentesco a stucco decorato dell?Altare Maggiore.
Un affresco bizantino che raffigura ?Santa Maria di Bisanzio?, del 1345, trasportatovi dall?antichissima e ormai diruta chiesa di ?Santa Maria del Perpetuo Soccorso?, si ammira nel Prònao.
Al Chiostro cinquecentesco, all?interno dell?ex convento, si accede dalla piazza, attraverso l'artistico Portale datato 1755.
Chiesa di Sant'Antonio, al suo interno vi è un prezioso Crocifisso ligneo di Frate Umile Pintorno (1600-1639).

Museo Civico di Castelbuono

Museo  Minà Palumbo, conserva le collezioni create dal naturalista Francesco Minà Palumbo www.museominapalumbo.it

 
Castellana Sicula

Castellana Sicula ad un' altitudine di 765 metri s.l.m..
Rappresenta, la vera porta d' entrata del Parco delle Madonie. Le principali attività di Castellana Sicula sono la pastorizia e l' agricoltura, anche se ultimamente, sono state realizzate delle opere per incentivarne il turismo. E' conosciuta oltre confine per il famoso ballo folkloristico, il Ballo della Cordella tutt' oggi mantenuto in vita dai giovani del luogo; si tratta di una rappresentazione con balli e canti che richiama gli antichi riti di ringraziamento per il raccolto dei campi e di propiziamento per i raccolti futuri.

 
Cefalù

Il Duomo di Cefalù, secondo la leggenda, sarebbe sorto in seguito al voto fatto al Santissimo Salvatore da Ruggero II, scampato ad una tempesta e approdato sulle spiagge della cittadina. La vera motivazione sembra piuttosto di natura politico-militare, dato il suo carattere di fortezza, La facciata è inquadrata da due possenti torri, alleggerite da eleganti bifore e monofore e sormontate da cuspidi piramidali aggiunte nel Quattrocento e diverse l'una dall'altra: una a pianta quadrata e con merli a forma di fiammelle, che simboleggerebbe la mitria papale e il potere della Chiesa, mentre l'altra, a pianta ottagonale e con merli ghibellini, la corona reale e il potere temporale. L' interno è a croce latina, diviso in tre navate. La figura dominante è quella del Cristo Pantocratore che, dall?alto dell?abside, benedice con la destra alzata mentre con la sinistra regge il Vangelo aperto sulle cui pagine si legge, in greco e latino: Io sono la luce del mondo, chi segue me non vagherà nelle tenebre ma avrà la luce della vita (Giovanni 8, 12).
Al centro, nel registro inferiore, è la Vergine orante elegantemente panneggiata e scortata dai quattro arcangeli.Nel secondo e terzo registro, ai lati del finestrone centrale, sono figure di apostoli ed evangelisti, distribuite secondo un preciso programma teologico. Nelle pareti laterali sono invece figure di profeti e santi. Nella decorazione della crociera sono raffigurati quattro cherubini e quattro serafini.
Sui due lati si contrappongono figure regali (parete destra, opposta al trono reale) e figure sacerdotali (parete sinistra, opposta al seggio episcopale. Tutte le figure sono accompagnate da scritte, in greco o in latino, che indicano il nome del personaggio.
I mosaici riguardanti Cefalù interessano esclusivamente quelli che campiscono la superficie absidale. Distinti in quattro zone orizzontali, rappresentano il sublime Pantocratore nel catino, la Vergine orante fiancheggiata dai quattro arcangeli Raffaele, Michele, Gabriele e Uriele nella zona sottostante, i santi Pietro e Paolo, gli evangelisti Marco, Matteo, Giovanni e Luca nella terza fascia e, infine, nella quarta gli apostoli Filippo, Giacomo, Andrea, Simone, Bartolomeo e Tommaso. Ciascuna figura è accompagnata dal proprio titulus in greco che ne permette l?esatta identificazione. Cristo, con la mano sinistra, tiene il Vangelo aperto al versetto 8,12 di Giovanni: Io sono la luce del mondo, chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita, nella duplice iscrizione greca e latina.
Il patrimonio monumentale della Città è ricchissimo. Il lavatoio Medievale, foce del fiume Cefalino che, nascendo dalle montagne alle spalle di Gratteri, giunge a Cefalù attraverso un percorso sotterraneo, rafforzando quel legame ancestrale, mare - monti, che ha permeato la storia di Cefalù e del comprensorio delle Madonie. Il famosissimo Duomo con il Cristo Pantocratore e il Chiostro, Chiesa dell'Addolorata, Chiesa della Catena, L'Osterio Magno che è un'antica fortezza Normanna, Chiesa del Purgatorio, l'ex Convento di S.Caterina, l'Oratorio del Sacramento e il Palazzo vescovile. Altro: Museo Mandralisca e la Rocca con il Tempio di Diana, il Santuario a Gibilmanna. Il barocco, altra epoca d'oro per la Sicilia, è rappresentato a Cefalù dai prospetti del Monte della Pietà (1716) e della bella Chiesa del Purgatorio (1668)

Il Santuario di Gibilmanna, dedicato alla Santissima Vergine, è un celebre luogo di culto della provincia di Palermo, che si trova a Gibilmanna, frazione di Cefalù. La statua della Madonna con Bambino è realizzata da Antonello Gagini, splendida custodia in legno il tabernacolo. realizzata intorno al 1700 da Pietro Bencivinni, artista di Polizzi Generosa. Il tabernacolo è a forma di cupola sormontato da una piccola croce. Scolpendo il legno, l'artista ha ricavato, tutto intorno, delle nicchie nelle quali ha posto varie figure: San Francesco e Sant'Antonio nelle nicchie in basso, rispettivamente a sinistra e a destra; al centro, in alto, l'Immacolata tra San Bonaventura, a sinistra, e Santa Chiara a destra. Nelle altre nicchie sono figure di altri religiosi non identificati.

Il pastore Dafni, che trascorse il resto della sua vita nella spiaggia di Cefalù, reso cieco per vendetta da Giunone, per avere osato preferire la bella Climene ad Echeneide, figlia della dea. Dafni, sulla spiaggia, poteva udire le urla dei gabbiani unirsi al suo canto di dolore e le onde infrangersi impetuose fra gli scogli. Poteva abbandonarsi al tepore del sole come in un caldo abbraccio di conforto e sentire gli odori mediterranei provenienti dalla campagna circostante, miscelarsi con quelli del mare in un unico profumo inebriante.

www.aastcefalu.it


www.fondazionemandralisca.it

Collesano

Collesano è un paese delle basse Madonie sito a 468 metri s.l.m.
Collesano è conosciuta dagli appassionati di automobilismo, insieme alla limitrofa Isnello, perchè facevano parte del tracciato della storica Targa Florio.
Molto c' è da vedere a Collesano, per ciò che concerne l' arte; la Chiesa Madre, ad esempio è un vero e proprio museo, custodisce al suo interno alcune tra le più note opere d' arte, come la scultura degli apostoli del Gagini e l' affresco della Madonna dei Miracoli del Lavarco che ogni anno viene trasportata durante la processione della patrona di Collesano, che secondo quanto si narra, salvò l' intero paese da una terribile carestia, che stava mettendo in serio pericolo la vita di tutti i cittadini.
Molto viva è la tradizione popolare, infatti ogni cinque anni si celebra la casazza, una rappresentazione della vita e della passione di Cristo, molto ben curata per ciò che riguarda la scenografia ed i vestiti, ed a cui partecipano numerosi molti cittadini.

Rifugio C.A.S.
Piero Merlino
Piano Battaglia - Isnello PA
Tel +39 347.8511511
Tel +39 0921.649995
Tel +39 0921.649996
Tel +39 0921.420151
info@rifugiopieromerlino.it
www.rifugiopieromerlino.it


Rifugio Orestano
C/da Piano Zucchi
Tel/fax 0921.662159
Cell. 337899022
Cap 90010 Isnello (PA)
www.rifugiorestano.com


Rifugio Francesco Crispi
Piano Sempria
90013 Castelbuono
tel.: 0921 672279
fax.: 0921 67227

Rifugio Giuliano MARINI
Piano Della Battaglia
Petralia Sottana
CAI Palermo, via Agrigento 30
90141 Palermo
tel. 091/6254352-6256587
caipalermo@palermoweb.com
Tel.: 0921/649995

Rifugio Alpe Cucco
Godrano Palermo
90030
Tel.: 0918208225
fax.: 0918208225
alpe.cucco@libero.it
www.alpecucco.it



Geraci Siculo

Geraci Siculo, si trova ad un altitudine di circa 1078 mt s.l.m.
Ogni 7 anni a Geraci Siculo si festeggia la Carvaccata d'i vistiamara, una festa ispirata al mondo feudale dei Ventimiglia. In questa cerimonia, sfilano per le vie del Paese (centro) cavalli bardati a festa con drappi colorati, mentre i pastori del luogo offrono ai bambini ma non solo, forme di formaggio raffiguranti animali.

 
Gratteri

Gratteri è un piccolo paese agricolo delle Madonie è sito ad un' altitudine di circa 658 metri s.l.m.

 
Isnello

A Isnello è posto a 530 metri sul livello del mare, la superfice ricade sul parco delle Madonie.
Suggestivaè la passeggiata ai ruderi del castello bizantino e alla Madrice, con il panorama sui tetti del paese e sui campanili in maiolica colorata.
Per visitare l'interno della Madrice bisogna rivolgersi in piazza al parroco che custodisce le chiavi.
Isnello è anche conosciuta dagli archeologi e dagli speleologi. Più rinomata è la grotta Abisso del Vento che scende sino a 200 metri sotto terra, meno note quella del Fico e delle Balatelle dove in passato sono state rinvenute necropoli neolitiche ed armi in pietra.
In quanto ad arte, Isnello possiede numerose opere di spicco. Il quadro della Natività dello Zoppo di Gangi e la Madonna del Rosario della scuola di Antonello da Messina.

 
Petralia Soprana

Petralia Soprana ha dato i natali a due grandi scultori francescani, frate Umile Pintorno e frate Innocenzo. È nella Chiesa Madre dei Ss. Pietro e Paolo, caratterizzata da un elegante portico a colonne binate oltre il quale si apre un notevole portale quattrocentesco in stile gotico-catalano, che si conserva il primo, stupendo Crocifisso di frà Umile.
Sempre nella Madrice si possono ammirare molti altri capolavori tra cui una statua raffigurante la Madonna dell’Udienza attribuita ad Antonello Gagini, una Madonna della Catena attribuita a Giorgio da Milano, un organo settecentesco di Giacomo Andronico.
La Chiesa intitolata a Santa Maria di Loreto, edificata sui resti del Castello, si presenta con una pianta a croce greca e quattro cupole angolari, fiancheggiate da due campanili a cuspide. Al suo interno si possono ammirare, tra le varie opere d’arte, la quattrocentesca icona marmorea raffigurante la Madonna col Bambino.
Ancora da visitare sono la Chiesa del Ss. Salvatore, a pianta ellittica, dove si custodiscono alcune tele dello Zoppo di Gangi e la Chiesa di S. Teodoro, voluta dal conte Ruggero, dove si conserva un bel sarcofago .

 
Petralia Sottana

Petralia Sottana è posta a 1.000 metri sul livello del mare, è sede del parco delle Madonie.
La cordella, l'antica danza di origine contadina che si riallaccia al mito pagano di Cerere, ha visto nascere un gruppo folkloristico che, recuperata la tradizione delle coppie che danzano attorno al sole rappresentando i mesi dell'anno e le costellazioni, ha fatto il giro del mondo.
Il piccolo museo civico raccoglie tutti gli oggetti della tradizione e della vita nei campi: terrecotte, vecchi tappeti, paramenti per gli animali, ceste, lucerne.
Il centro storico ha una tipica struttura medioevale. Stradine tortuose, scale e portici in pietra, chiese e monasteri imponenti. Nel Duomo sono custodite opere d'arte come il candelabro arabo dell'XI secolo, altre argenterie neoclassiche. Gioiello barocco è la chiesa di S. Francesco, mentre all'interno della cinquecentesca chiesa della Badia è custodito il monumentale pulpito in marmo policromo del Gagini.
Molte altre sono le meraviglie racchiuse entro monasteri e chiese, opere spesso in restauro, o in attesa di essere catalogate e semplicemente rese fruibili al visitatore.
Da ricordare sono anche le celebrazioni di Pasqua con le processioni di statue per il paese e la festa di San calogero celebrata il 18 di giugno.
Molte le escursioni che da Petralia portano nei luoghi più belli e panoramici delle alte Madonie: il santuario della Madonna dell'Alto a 1800 metri d'altitudine, il vallone Madonna degli Angeli dove cresce l'Abies nebrodensis, pregiato abete endemico di queste montagne, piano Cervi, con il laghetto naturale adagiato in una rocca.

Corso Paolo Agliata, 100 - 90027 Petralia Sottana, (PA)
Tel/fax 0921/641811
www.petraliasottana.net/museocollisani/Home/Home%20ok.htm


www.ballodellacordella.it


 
Polizzi Generosa

Polizzi Generosaè posto a 920 metri sul livello del mare, la superfice ricade nel parco delle Madonie.
Sembra che Federico II le dette il nome di "generosa" proprio perchè la cittadina, con l'oro e con il sangue seppe difendere le sue libere istituzioni e non piegarsi ai dominatori stranieri. Polizzi è uno dei pochi paesi della Sicilia ad avere mantenuto uno stemma proprio, simbolo d'indipendenza, la stessa per la quale i Polizzani scesero in piazza anche per i moti di Palermo del 1820.
Tra le curiosità di carattere storico-culturale, oltre alle numerose opere d'arte conservate nei monasteri e nelle chiese, va menzionata la biblioteca comunale dono della famiglia Lancia Di Brolo, con oltre quindicimila volumi. Polizzi possiede veri tesori d'arte sacra: un trittico fiammingo ed opere del Gagini nella chiesa Madre, un altare marmoreo attribuito ancora a Gagini nella chiesa della Badia Nuova. Numerose sono le chiese minori mentre una visita valgono anche alcuni palazzi nobiliari, palazzo Gagliardo e palazzo Carpinello, così come il palazzo comunale, ex convento dei gesuiti, costruito alla fine del '600 e oggi restaurato.


Museo Ambientalistico Madonita
Piazza Castello, 7
Polizzi Generosa
info@mam.pa.it
tel.:  0921 649184       
www.mam.pa.it






 
Pollina

Pollina a 730 metri sul livello del mare, il piccolo abitato di Pollina ha decisamente l'aspetto della roccaforte medievale.
>Tra le iniziative di maggiore spicco, gli spettacoli classici nel piccolo ma panoramico teatro che l'istituto del Dramma Antico organizza a Pollina periodicamente.
Antichissima di origine, Pollina conserva numerosi tesori d'arte. Alcune opere del Gagini si trovano nella Chiesa Madre, che risale all'XI secolo; poi la chiesa di San Pietro del XII, la fontana araba ed il ponte cartaginese.
Come Castelbuono, Pollina fu ed è ancora oggi produttrice di manna, cui è dedicata la festa paesana del mese di luglio.

 
San Mauro Castelverde

San Mauro Castelverde è posto a 1.050 metri sul livello del mare, la superfice ricade all'estremo lembo nord-orientale del parco delle Madonie, vanta anche un discreto numero di beni artistici, nonchè un piccolo ma interessante museo etnoantropologico. Da visitare sono la chiesa di San Giorgio e la chiesa di S. Maria dei Franchi (all'interno dipinti dello Zoppo di Gangi e statue del Gagini); la chiesa di Santa Sofia del XII secolo, i ruderi del castello e le tombe bizantine. Una visita vale anche U Miriciu, il gorgo di roccia a strapiombo sul fiume Pollina.
Da alcuni anni San Mauro ha scoperto la sua vocazione di paese-albergo.

 
Scillato

la Chiesa di S. Maria della Catena, al cui interno si conserva una statua marmorea della Madonna di scuola gaginiana, la Chiesa del Baglio

 
Sclafani Bagni

la Chiesa Madre, dedicata a Maria Assunta ed originariamente cappella dei feudatari. Al suo interno si conserva un Ecce Homo, opera seicentesca di frate Umile Pintorno da Petralia, una tela dello Zoppo di Gangi e un sarcofago marmoreo greco-romano.
la Chiesa di S. Filippo, una delle più antiche di Sclafani, e quella di S. Giacomo, impreziosita al suo interno da pregevoli stucchi di scuola serpottiana.

 
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