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Il parco dei Nebrodi
separa il mare Tirreno dall'Etna , con una vista mozzafiato sulle isole eolie.
... è suddiviso in quattro zone, funzionali alla conservazione e, quindi, alla valorizzazione delle risorse che costituiscono il patrimonio dell’area protetta.
La zona A (di riserva integrale), comprende i sistemi boschivi alle quote più elevate, le uniche stazioni siciliane di tasso ed alcuni affioramenti rocciosi. Oltre i 1200 metri sul livello del mare, sono localizzate varie faggete , mentre a quote comprese fra gli 800 e i 1200 metri, sui versanti esposti a nord, e tra i 1000 e i 1400 metri, sui versanti meridionali, è dominante il cerro. Ampie aree per il pascolo s’aprono, inoltre fra faggete e cerrete. È importante evidenziare che il faggio trova nel parco l’estremo limite meridionale della sua area di diffusione. A quote meno elevate (600-
La zona B (di riserva generale) include le rimanenti formazioni boschive ed ampie aree destinate al pascolo, localizzate ai margini dei boschi. Sono, inoltre, presenti limitate zone agricole ricadenti in aree caratterizzate da elevato pregio naturalistico e paesaggistico.
La zona C (di protezione), comprende nove aree, strategicamente distribuite sul territorio, in cui sono ammesse le attività rivolte al raggiungimento d’importanti finalità del parco quale, ad esempio, la realizzazione di strutture turistico-
La zona D (di controllo) costituisce la fascia esterna dell’area protetta consente il passaggio graduale nelle aree a più alta valenza naturalistica.
tel. 0941 702524
info@parcodeinebrodi.it
www.parcodeinebrodi.it
Si affaccia sulla costa tirrenica settentrionale siciliana, di fronte alle Isole Eolie, e si sviluppa alle falde del maestoso monte San Fratello. Il Monte è un massiccio calcareo (710 mt) che ospita la suggestiva Grotta di San Teodoro, ruderi del vecchio castello, all'interno del quale sono ancora riconoscibili le cantine, gli appartamenti privati del Barone e i saloni. Al suo interno si trova la sconsacrata chiesetta di San Giuseppe, recentemente recuperata, che custodisce un pregevole altare settecentesco, la Chiesa di Acquedolci era stata concepita come la nuova Chiesa Madre di San Fratello, all'indomani della disastrosa frana del 1922 che distrusse il paese , la chiesa di Acquedolci custodisce al proprio interno un organo realizzato dalla Fabbrica Organi Ruffatti
www.prolocoacquedolci.it
www.camposolidarieta.it
Acquedolci
a 398 m s.l.m. sulle pendici dei Nebrodi, che si estendono dalle cime del monte Crasto ,circa 1.300 m s.l.m. a nord est, all'altopiano di Miraglia, con il monte Soro 1.847 m s.l.m. .
L'antico Monastero di Santa Maria del Rogato, sul versante sinistro del fiume Rosmarino. Era un centro conventuale dei monaci basiliani, il 10 giugno 1490 un violento terremoto fece crollare gran parte dell'edificio restando intatta la chiesa in cui si conservava l'arca col corpo del Santo Politi. Dopo questo disastro, i Padri basiliani recuperarono quel che poterono dalle macerie e ripararono alla meglio quella piccola parte del monastero che era congiunta alla Chiesa e che, pur essendo lesionata era rimasta in piedi. Dopo alcuni anni i monaci si trasferirono al più vicino monastero basiliano che era quello di San Filippo di Demenna detto di Fragalà (Frazzanò). La chiesa è composta di due locali, in uno c'è un altare spoglio, nel secondo locale c'è un altare e su di esso è collocata l'urna di cipresso, in cui furono conservate per circa un secolo le ossa del santo Politi. Sotto l'altare, un simulacro di San Nicolò disteso supino, con occhi chiusi e mani incrociate.
La fontana Abate fu costruita in epoca pre-
« Quas antro gelidas hausit Gens Turia lymphas, Arcara hoc placido splendida fonte bibit »
« La splendida Alcara beve da questo placido fonte le gelide acque che la Gente Turiana cavò fuori dall'antro »
Al di sopra di questa iscrizione è fissato l'antico stremma della città, cioè un'Aquila coronata con le ali spiegate scolpita artisticamente in pietra.
Il Lago Maullazzo è un piccolo lago artificiale di circa 5 ettari ricadente nel comune di Alcara Li Fusi, posto alle pendici di Monte Soro.
La Grotta del Lauro costituisce un polo di straordinaria attrazione per le innumerevoli stalattiti, stalagmiti e colonne dalle forme più svariate. In essa è presente anche un tipo di concrezione mammellonare formata da spessi strati di calcite, trasparente nel suo interno.
Le Rocche del Crasto sono formazioni rocciose di natura calcarea dell'era mesozoica ricadenti nel territorio dei comuni di Alcara Li Fusi, Longi e San Marco d'Alunzio, ad un'altezza di 1315 m s.l.m., sui monti Nebrodi.
Queste rocce calcaree, che secondo il parere di alcuni studiosi sono le più antiche di Sicilia, risalgono all'era Mesozoica
Il 24 giugno, festività di san Giovanni Battista, si tiene nel paese la festa di "U Muzzuni".
Centro Parco
Laboratorio Didattico “La Tana delle Idee”
Via Ugo Foscolo 1 – 98070 Alcara Li Fusi (Me)
Tel. 0941 793904/5 – fax 0941 793240
Punto Escursionistico Area Dei Grifoni
Associazione AMBIENTESICILIA
C/da Grazia -
Tel. 347 8284625 – 340 4899247
www.ambientesicilia.it
Punto Escursionistico Area del Capriolo
Associazione Amici della Terra Nebrodi
C/da Miserella, -
Tel. 0941 911270 -
www.bibliotecheinrete.it
Punto Escursionistico Portella Gazzana
Area Didattica Bosco di Mangalaviti
Portella Gazzana – 98070 Longi (Me)
Tel. 0941 485267
Punto Escursionistico Urio Quattrocchi
Associazione -
Via Libertà 267 -
Tel. 334 9355522 – 339 8613333
www.prolocomistretta.it
Nebrodi Adventure Park
c./da Pado
tel. 348\9580802, 393\9462506
fax 0941\485068
e-
www.nebrodiadventurepark.it
Amici della Terra Nebrodi
Tel. 0941 911270 -
Via F. Lo Sardo, 9
98071 Capo d’Orlando
info@pec.amicidellaterra-
www.amicidellaterra-
BIOS Soc. Coop. Sociale Onlus
“Ecoteca dei Parchi” Centro Commerciale Etnapolis di Belpasso
Tel/Fax 095 512346 – 095 6171255 – 392 9777850
Viale Benedetto Croce, 53 – 95123 Catania
www.bioscatania.it
bioscatania@libero.it
Associazione Efkaristos Terra
Tel. 328 7776401 – 3295884106 – 320 3296288
Via Fortuna 18,
98070 Galati Mamertino
efkaristos.terra@gmail.com
Francesco Corsaro
cell. 349 8140977 -
Viale Aldo Moro n. 59/D
95014 Giarre (CT)
www.ucirnecucaminaetalia.it
corsarofr@gmail.com
Fabrizio Meli (Apri Scheda)
Tel. 095 321869
Cell. 347 5104413 – 338 5228889
Via P.A. Coppola n. 43
Catania – 95131
www.natoursicilia.it
f_meli@yahoo.com
I Nebrodi” Associazione Naturalistica
Tel. 348 5431229 – 331 3706622 – 328 6935396
Via Vittoria n° 1
980177 S. Stefano di Camastra
www.inebrodi.it
info@inebrodi.it
ISEA Viaggi -
S.P. San Teodoro-
94018 Troina
095 464922 – 334 2930790
Fax 095 464672
www.bracalla.com
bracalla@gmail.com
Associazione “La Casermetta”
Cell. 388 4728469 – 349 7362863
C/da Petrosino
95030 Maniace/Bronte (CT)
lacasermetta@libero.it
www.aliseo.org
Associazione Culturale MORSI D’AUTORE
Tel 0935 578965 -
Via S. Vincenzo 3
94010 Calascibetta
www.morsidautore.sicilia.it
info@morsidautore.sicilia.it
Nebrodi B&B
Tel. 0941 485068 – 348 9580802
Corso Umberto I
98070 Longi (ME)
www.nebrodibandb.it
info@nebrodibandb.it
Nebrodi&olie – Viaggi e Turismo – Tour Operator
Tel. 0941 913224
Fax 0941 916343 -
Via Roma n. 2
98071 Capo d’Orlando (ME)
www.nebrodieolie.it
info@nebrodieolie.it
escursioni@nebrodieolie.it
Nebrodi Escursioni Leanza
Tel. 095 696645 – 330 848546 – 320 8687656
Via Trieste 68 – 98033 Cesarò (ME)
www.nebrodiescursionileanza.it
info@nebrodiescursionileanza.it
NeT Natura e Turismo
Castello Nelson
Tel. 338 2993077 – 388 4728469
Centro Parco c/o Castello di Nelson
Bronte
Pro Loco Maniace
Tel. 095 690823 -
Corso Margherito 45
95030 Maniace (CT)
www.prolocomaniace.it
prolocomaniace@virgilio.it
Pro Loco Mistretta
Via Libertà 267 -
Tel. 334 9355522 – 339 8613333
www.prolocomistretta.it
info@prolocomistretta.it
Rangers International
Tel 329 7914309
Via Padre Bernardino, 107
98060 Ucria
c/o Punto Informativo del Parco -
rangersinternational@tiscali.it
Riportiamo alla Luce
Tel. 091 6884417 -
Via della Ferrovia, 3 -
www.riportiamoallaluce.org
info@riportiamoallaluce.org
Sicilia Mountain Trekking
Tel. 333 2982189
Via Pietro Nenni
95036 Randazzo (CT)
www.siciliamountaintrekking.it
info@siciliamountaintrekking.it
Soc. Coop. Roccaforte
Tel. 3891911012 -
Via Cirino Scaglione 167
98075 San Fratello (ME)
www.sanfratelloroccaforte.net
ptgroccaforte@libero.it
Trasporti Valenti
Tel. 0941 485124 – 333 2553225
Piazza degli Eroi 9
98070 Longi (ME)
valenti_a@libero.it
Il nome del paese deriva dal latino Capitium, che significa falco. La prima attestazione dell'esistenza della cittadina è di Cicerone e risale quindi al periodo romano. La Chiesa Madre, risalente al 1234, e la statua cinquecentesca attribuita ad Antonello Gagini che si conserva, all'interno della Chiesa di San Giacomo.
Festa del Corpus Domini a Capizzi -
Festa di San Giacomo a Capizzi -
il Castello è sicuramente il più importante fra i monumenti cittadini. Costruito in epoca normanna (XII secolo) probabilmente al tempo di re Ruggero il castello, oggi di proprietà privata, al Castello appartiene una cappella, uno dei pochissimi esempi in Sicilia di cappelle normanne a tre navate. La centrale quasi doppia delle laterali con pilastri a base rettangolare, chiuse da tre piccole absidi semicircolari, originale architettura riconducibile a motivi e stili tipici delle chiese basiliano
sede legale
tel.: 0921 333015
Caronia
Centro Parco “Museo della Conoscenza e del Paesaggio”
Palazzo Zito
via Bellini, 79
98033 Cesarò
tel 095 7732061
Cesaro
Sorgendo a 1275 metri è il comune più alto della Sicilia
www.florestagiovane.it
Floresta
Sorge in una zona montagnosa interna, posta a 800 metri sopra il livello del mare.
Chiesa Madre, dedicata a S. Maria Assunta, dove si trovano tele e statue di pregevole bellezza, tra cui una tela raffigurante il Martirio di Sant'Agata di Pietro Novelli, detto il Monrealese, le statue marmoree della Trinità e dell'Annunciazione di Antonio Gagini, tele del Mercurio e del Tresca, la statua lignea di S. Sebastiano di fattura fiamminga.
Chiesa del Rosario, che ospita, fra le altre opere, la statua in marmo della Madonna della Neve di Antonello Gagini.
Chiesa di S. Luca, caratterizzata da un'imponente scalinata in pietra.
Chiesa di S. Caterina, dove si possono ammirare il Crocifisso ligneo di frà Umile da Petralia, dall'anatomia precisa e commovente, l'Immacolata del Abagnasco, la statua in marmo di S.Caterina d'Alessandria, opera del Gagini.
Rilevanti sono pure il Santuario della Madonna di Trofillo immerso nei noccioleti e il borgo Milè, esempio tipico, perfettamente conservato, degli antichi villaggi siciliani.
la stupenda Cascata del Catafurco e il bosco di Mangalavite all'interno del parco dei Nebrodi.
Galati Mamertino
Sez Paleontologica Museo Maugeri-
P.zza San Giacomo
98070 Galati Mamertino
Tel. 328 7776401 – 3295884106 – 320 3296288
efkaristos.terra@gmail.com
La Chiesa Matrice, dedicata a S.Michele Arcangelo, all’interno la chiesa è la pianta latina, divisa in tre navate. La prima è la statua del SS. Crocifisso ( un Gesù in croce a tuttotondo, grandezza naturale, e documenta un genere di intaglio, tutto siciliano, usato nella religiosità dei conventi Francescani) e la seconda è una scultura di un busto rappresentante l’ Ecce Homo, (conservato in una teca di legno di acero con intarsi di gusto orientale).
Interessanti anche le statue di Maria Ausiliatrice (Secolo XVI, attribuita alla scuola del Gagini) e di San Michele Arcangelo (Secolo XVII).
La Chiesa Annunziata, la pianta della chiesa ricorda quella classica paleocristiana con una sola navata longitudinale e un’abside. Un’ opera di interesse storico e artistico contenuta all’interno è una statua della madonna Annunziata, in marmo con decorazioni in pitture in oro, opera certa dei fratelli Antonino e Giacomo Gagini.
Il Belvedere Serro è un punto Panoramico di straordinaria bellezza: domina tutta la vallata che il Fiume Fitalia
www.nebrodiadventurepark.it
Museo Naturalistico “La Petagna
tel.: 0941-
cell.: 338-
Sorge in una zona montana litoranea, posta a 420 metri sopra il livello del mare.
Chiesa di S. Domenico del 1400 al cui interno è custodito il sarcofago con le spoglie della baronessa Laura Russo, opera della scuola gaginesca.
Chiesa di S. Sebastiano che custodisce una pregevole tela seicentesca
Chiesa Madre dedicata a S. Biagio eretta nel XVI secolo che conserva opere artistiche risalenti al 1600 e al 1700.
Militello Rosmarino
Chiesa Madre, dedicata a S. Lucia edificio risalente al XII secolo, completato tra il ‘500 e il ‘600, è stretta da due torri con un portale seicentesco in pietra. Sul fianco sinistro è un portale marmoreo del 1494 attribuito a Giorgio da Milano. All'interno tele seicentesche di G. Tomasi; un dossale con i Santi Pietro e Paolo di A. Gagini (1552). Nel presbiterio, oltre il settecentesco altare di I. Marabitti, si trova un coro ligneo del XVII secolo, cantoria con pannelli dipinti e grande organo a canne. Si ammirano inoltre due bassorilievi raffiguranti l’Ultima cena e Gesù con la Maddalena (1739), la statua della Madonna dei Miracoli, del 1495, la Pietà di A. Manno, il Cristo Risorto di A. Gagini (1552). -
Chiesa del Carmine. All’interno si conserva un singolare paliotto del 1665, statue del XVI-
Chiesa di San Vincenzo, con interessante interno tardo barocco (1800) a pianta ovaleggiante che termina nel rettangolare presbiterio (statue e tele dei secoli XVII-
Chiesa di San Giuseppe. Questa presenta una semplice facciata con torretta campanaria del 1595 e un interno con tombe, dipinti del XVIII secolo.
Chiesa di Santa Maria, già dei Cappuccini, con un bel Crocifisso di fra’ Umile da Petralia.
Chiesa di Santa Caterina con bel portale in pietra scolpito a motivi vegetali (1576) e campanile a bifore. All’interno ammiriamo sll'altare barocco un dossale gaginiano che incornicia una statua di Santa Caterina (1493), attribuita a Giorgio da Milano.
Il Museo Regionale delle Tradizioni Silvo pastorali “Giuseppe Cocchiara” è ilprimo museo demo-
Ai piedi del monte del Castello sorge un'antica Chiesa rurale dedicata alla Madonna Della Luce
Fondata tra il XV ed il XVI secolo, doveva avere all'origine dimensioni e forme architettoniche ben più modeste di quelle attuali. Nel corso del tempo, la Chiesa si trasforma in santuario con l'aggiunta di nuove fabbriche annesse all'edificio centrale: la sagrestia, l'eremitorio, un refettorio, e una pinnàta. Dal 1747 vengono realizzate tre cappelle su richiesta del procuratore pro tempore Filippo Portera. I lavori continuano fino al 1830. La Chiesa assume così la forma di una croce latina con cupola su tiburio ottagonale all'incrocio dei bracci.
www.madonnadellaluce.altervista.org
La chiesa del Patrono è una delle maggiori di Mistretta; affiancata da una solida torre campanaria. La facciata presenta un maestoso portale principale con lunetta ogivale in mistura con la rappresentazione del santo confortato dall'angelo
www.sansebastianomistretta.it
Via Libertà n.267
Mistretta (Me)
cell.+39 3349355522
email: info@prolocomistretta.it
www.prolocomistretta.it
Mistretta
Castello Gallego (sec. XVII), palazzo che ingloba nel lato a mare due torri, una di età aragonese, l'altra cinquecentesca. Dal cortile si accede agli ambienti destinati alla guardia, alle scuderie, ai magazzini. Per una scala o chiocciola si sale al piano nobile, dove erano gli appartamenti del principe e i terrazzi, un tempo armati di artiglierie (panorama). Il lato orientale è occupato dalla chiesa dell'Addolorata dall'interno neoclassico (opere lignee
Duomo. La chiesa fu costruito nel 1850 su progetto di L. Savoja, e conserva nell'interno neoclassico altari barocchi, una croce dipinta, stucchi dei Beccalli e una statua (S. Giuseppe) del Bagnasco.
Duomo. La chiesa fu costruito nel 1850 su progetto di L. Savoja, e conserva nell'interno neoclassico altari barocchi, una croce dipinta, stucchi dei Beccalli e una statua (S. Giuseppe) del Bagnasco.
Castello Gallego – Piazza F. Crispi
sede di ufficio del parco
tel 0941 705934
Santa Domenica Vittoria sorge a 1080 m sul livello del mare
Tra le ventidue chiese ancora presenti sul territorio: San Teodoro, chiamata anche Badia piccola, è sorta nel XVI secolo sui resti di una cappella bizantina, ha pianta a croce greca e ciascun braccio quadrato termina in una cupoletta. L'interno è decorato da magnifici stucchi nello stile di Giacomo Serpotta.
Il monastero delle Benedettine, edificato nel 1545, è stato di recente ristrutturato per accogliere il Museo bizantino-
San Giuseppe è allestito un Museo Parrocchiale che custodisce arredi sacri, reliquiari in legno, una Vergine Odigitria in legno policromo, una bella statua lignea della Maddalena (XVII sec.) e una tela della Deposizione (XVIII sec.).
Chiesa della Madonna Annunziata, situata all’inizio del paese come a guardia dell’abitato, fu costruita probabilmente sui resti di un tempio pagano ma nel corso dei secoli ha subito diverse trasformazioni, alcune delle quali, sono documentate da affreschi bizantini ritrovati sotto l’intonaco dei muri. È una chiesa piccola e a una sola navata che custodisce una bellissima statua della Vergine in marmo bianco di Carrara del XV secolo sul cui piedistallo, in bassorilievo, è raffigurata una città medievale; le mani e la testa della statua sono in gesso perché le originali sono andate distrutte durante un’incursione saracena.
Chiesa Madre di San Nicolò, con una sobria facciata arricchita soltanto da tre portali in marmo rosso locale, utilizzato a profusione anche all'interno.
Santa Maria delle Grazie, che custodisce il monumento funerario dei Filangieri, opera di Domenico Gagini (1481), con una bella statua giacente dall'espressione dolce e serena.
Chiesa di San Basilio, settecentesca, di cui si conservano i resti di un loggiato ad archi acuti,
Chiesa dell'Ara Coeli, secentesca, che presenta un portale affiancato da colonne scanalate e arricchito da volute e decorazioni floreali. All'interno, la Cappella della Santissimo Crocefisso, decorata con begli stucchi serpottiani raffiguranti santi, vivacissimi putti, angeli e ghirlande di frutta, custodisce un espressivo Crocefisso ligneo secentesco di scuola spagnola.
Chiesa di San Salvatore, detta Badia Grande poiché vi era annesso un importante monastero di suore benedettine fondato dalla regina Margherita di Navarra, ora diroccato, sorge isolata in direzione del campo sportivo. L'elegante portale, in marmo aluntino, è impreziosito da colonne, angeli e putti. All'interno si è accolti da un tripudio di angeli che suonano le trombe, figure allegoriche, putti che giocano e sostengono drappi, cartigli e ghirlande di fiori; la ricchezza di fregi e decori di scuola serpottiana e della decorazione a stucchi culmina nel sontuoso drappo che scende dal baldacchino ligneo, posto sul tabernacolo dell’altare maggiore in legno dorato, opera di don Corrado Oddo del 1704.
San Fratello, un tempo chiamata Apollonia, è una storica cittadina in provincia di Messina posta sui Monti Nebrodi a circa 640 metri sul livello del mare, è racchiuso tra i torrenti Inganno e Furiano.
Santuario di San Benedetto (Chiesa Madre), è stata edificata intorno al 1600, è stata costruita per volontà di una nobildonna di Palermo in onore a San Benedetto il moro per averla guarita dalla malattia. La Chiesa è ad un'unica navata, oltre le reliquie di San Benedetto il moro e dei Tre Santi, si ammira l'altare maggiore in legno intarsiato arricchito da nicchie con cornici in madreperla dove sono situate statue di legno e al centro di un pregevole dipinto d'epoca, un Crocifisso di Fra Umile da Petralia (Giovan Francesco Pintorino), una statua del Gesù della scuola del Gaggini col bambino in braccio (presente in tutti i conventi dei frati minori), la statua della Madonna del latte, in marmo bianco nell'atto di porgere la mammella al bambino e il Crocifisso portato in processione il Venerdì Santo. Il Chiostro Francescano. Costruito nel 1600, si trova attaccato alla Chiesa Maria SS Assunta.
Santuario dei Tre Santi Alfio, Filadelfio e Cirino
Dedicato ai Tre Santi Fratelli Alfio, Filadelfio e Cirino. Il Santuario è considerato Monumento d'interesse nazionale. Il Santuario è di stile Normanno, formato da un'unica navata con abside centrale, E’ diviso da archi in tre campate, di cui quella centrale presenta un tamburo ottagonale che sostiene la cupola
Chiesa del SS Crocifisso
Una costruzione di rara bellezza. Con la sua forma ottagonale si trova in una posizione che la pone in cima al paese, rappresenta un tocco d'arte barocca
Settimana Santa: Festa dei Giudei
È una manifestazione folkloristica della settimana pasquale caratterizzata da gruppi di persone che scorazzano per il borgo suonando trombe ed indossando un costume carnevalesco detto appunto da "Giudeo". In accordo con la tradizione antisemita, il nome dei "Giudei", ovvero il popolo accusato per secoli di "deicidio", viene trasposto ad una sorta di demoni allegri e chiassosi, quanto il loro coloratissimo costume e la musica dei loro ottoni
Sorge in una zona montana interna, posta a 1.1.50 metri sopra il livello del mare
www.prolocosanteodoro.it
Chiesa di Santa Maria Assunta, la costruzione nel nuovo sito iniziò nel 1756 e fu completata nel 1798, con materiali in parte provenienti dalla vecchia chiesa di S. Maria de Platea travolta dalle alluvioni del 1682. All’interno si trovano parecchi dipinti di Giuseppe Tomasi: ”S. Maria delle Grazie con S. Giovanni e S. Lucia” (1638), “Assunzione di Maria Vergine” (1652), “Spasimo” (1653). Un pulpito in legno (1675) con intaglio a rilievo e otto pannelli raffiguranti i quattro evangelisti e quattro padri della chiesa, il tutto sorretto da un vecchio opera dello scultore locale mro Sebastiano Leone; un organo, costruito nel 1778 da Giovanni Platania di Acireale, Accanto alla chiesa si eleva il campanile nel quale troneggia il campanone del peso di due tonnellate. E’ stato fuso nel 1552.
Chiesa di San Nicola, già esistente prima del 1400; ritenuta la più antica; fu praticato il rito greco fino al 1502. Chiesa ad una sola navata, era munita fino a poco tempo fa di ben 14 altari. Nell'altare centrale in legno sono custodite le reliquie di S. Nicolò di Mira
Chiesa Madre. Dedicata a S. Pietro Apostolo, fu costruita nel 1625 in stile rinascimentale, l’interno della Chiesa è a 3 navate, separate da 8 colonne monolitiche completate da un capitello in stile corinzio.
CHIESA DELL’ANNUNZIATA
Costruita verso la fine del XIV sec, il portale in pietra con figure di angeli in rilievo mentre il basso vi sono due leoni che reggono gli stemmi e gli stipiti. Al suo interno è conservata l’antica statua della Madonna dell’Annunziata realizzata dallo scultore palermitano D. Gaggini.
Chiesa del S.S. Rosario costruita nel 1720 dai frati domenicani. Sull’altare maggiore in una graziosa cappella di legno, sono poste le statue della Madonna del Rosario e di S. Domenico. Particolarmente bello il soffitto composto da tavole dipinte ad olio con decori floreali. Il campanile termina con una cuspide maiolicata colorata di bianco e azzurro. Il piano della torre campanaria (alla quale si giunge dopo aver salito 38 scalini incastonati nei muri perimetrali) presenta 4 magnifici balconi ampiamente panoramici. Di recente è stato collocato nella Chiesa l’imponente mosaico dello scultore Nico Nicosia: “Due Mondi a Confronto”.
MUESEO PEDAGOGICO DELL’ARTE E DELLA CREATIVITA’ GIOVANILE
Contiene pregevoli opere degli studenti delle più importanti “ Accademie di Belle Arti” d’Italia e dei Paesi mediterranei.
MUSEO DELL’ARTE POPOLARE
Contiene reperti della tradizione popolare con i quali s’intende comunicare non solo messaggi che si legano al valore d’uso, ma soprattutto che ne sottolineano il significato simbolico. Molti di questi oggetti sono legati al mondo femminile come ad esempio: splendidi ricami, tappeti tessuti a mano, elementi del corredo della sposa fino ad oggetti in terrecotta e ceramica.
MOSAICO “DUE MONDI A CONFRONTO” DI Nico Nicosia
È un grande pannello musivo, lungo 15 m e alto 3m, in pasta di vetro, grès e arricchito da preziose murrine e oro zecchino. Racconta l’itinerario verso le terre lontane delle caravelle di Colombo. Da notare il “buio” del “vecchio mondo” e la solare “luminosità” del “nuovo mondo”.
MUSEO ETNOLOGICO DELLE MASCHERE DI CARTAPESTA
Contiene circa 500 maschere in cartapesta opera dell’artista romano Gianpistone, che ha realizzato la riproduzione delle più importante maschere africane e asiatiche, ma anche di carnevale. Il materiale più utilizzato per la creazione delle maschere è il legno, ma anche: vimini, bambù, zucche e gusci di noci di cocco. Fra i materiali di origine animale si trovano l’avorio, l’osso e il corno.
MUSEO ETNOSTORICO DEI NEBRODI
È il più antico dei cinque musei. Contiene attrezzi di lavoro del mondo contadino e pastorale e tanti altri oggetti di una società che non esiste più. Voluto dal Prof. Aurelio Rigoli antropologo di fama internazionale, ucriese di origine, testimonia la vita dei Nebrodi.
www.prolocoucria.it
Rangers International
C/da Caffuti -
Tel. 329 7914309
rangersinternational@tiscali.it
Si estende alle pendici occidentali dell'Etna, le Forre laviche del Simeto sono gole, con pareti di altezza variabile tra i 5 e i 15 metri, scavate dal fiume Simeto nel basalto, la gestione della riserva è stata affidata al Dipartimento Azienda Regionale Foreste Demaniali
Chiesa Madre
La chiesa di Santa Maria, l’edificio ha conservato la struttura architettonica a tre navate, sostenute da dodici colonne di pietra arenaria con capitelli corinzi, oggi nascoste dalle opere murarie successive.
Le volte risalenti al XVIII sec. hanno sostituito l'originario tetto a capriate. Entrando dall'ingresso principale si notano, sulla destra, colonne in pietra arenaria con capitelli corinzi e fregi con temi floreali. Si tratta dell'antico ingresso della chiesa di Santa Maria.
Di notevole interesse sono gli altari del Crocifisso e del Purgatorio. Entrambi risalgono alla met?del XVII sec.
L’altare del Crocifisso ha quattro colonne a spirale con viti dorate attorcigliate. Tra le colonne vi sono quattro medaglioni raffiguranti gli Evangelisti e statue di angeli.
La croce in legno, con il Crocifisso in cartapesta del 1505, è stata portata nella chiesa Madre dopo l'eruzione dell'Etna del 1651.
Di fronte all'altare del Crocifisso èposto quello del Purgatorio, anch'esso in stile barocco e ancora piùricco di decorazioni e di fregi del primo. Anche in questo altare si notano quattro colonne a spirale con viti dorate attorcigliate, terminanti in un viluppo di ricco fogliame.
Al centro, in alto, uno scudo su cui è impresso un verso di Orazio.
Fra le colonne della nicchia sono scolpiti diversi scheletri che, con gli adeguati ornamenti, rappresentano gli appartenenti alle gerarchie ecclesiastiche e politiche compresi papi ed imperatori.
Degno di attenzione è il battistero, risalente al 1614, come mostra la data incisa sulla base.
Il fonte battesimale è in marmo, ricoperto da una struttura ottagonale in legno con cupola. Su fondo bianco emergono decorazioni lignee in azzurro e oro.
CHIESA DI SAN SILVESTRO
o della Badia, successivamente fu incorporata col monastero delle benedettine e prese il titolo di chiesa di Santa Scolastica.
Il monastero di Santa Scolastica, fu eretto sulla sinistra della chiesa nel 1610 per opera del Comune e dei cittadini brontesi e fu floridissimo (nel 1714 ospitava quarantacinque monache, ed era uno degli enti ecclesiastici pi?ricchi di Bronte).
Una tradizione, viva ancora nei nostri anziani, ricorda come presso il Monastero fosse la cosiddetta "Ruota dei projetti", istituita dall'Ospedale di Palermo nel lontano 1755.
La Ruota, il meccanismo girevole con il quale le monache mantenevano i contatti con l'esterno, serviva a lasciare nel corso della notte i piccoli "rejetti" o "projetti", figli abbandonati appunto dalle madri, un fenomeno abbastanza diffuso anche a Bronte nei secoli passati.
Un abbandono molto spesso fittizio: ricevute le prime attenzioni dalle monache, battezzati, i piccoli (incogniti o nati da parenti incogniti) venivano poi dati in consegna agli organi amministrativi che li affidavano alle nutrici (le stesse madri) con una paga mensile che corrispondeva l'Ospedale.
Il Monastero di clausura femminile fu parzialmente distrutto dal terremoto del 1818. La chiesa è a forma rettangolare con abside al suo interno risaltano le decorazioni a losanghe dorate del soffitto della navata e dell’abside ed il motivo alternato di archi e lesene appena in rilievo che scandiscono la partitura delle piatte pareti laterali.
Ha sette altari, una cantoria (nella quale si può ancora ammirare ciò che resta dell’originario soffitto ligneo) e un antico organo non più funzionante.
L’altare centrale, a sinistra, racchiude fra due colonne tortili un dipinto di G. Tommasio del 1664 e rappresenta San Benedetto circondato da altri santi (San Placido e Santa Geltrude alla sua sinistra e Santa Scolastica e San Mauro a destra; in basso a sinistra è ritratta la prima superiora del monastero).
CHIESA DELLA SANTISSIMA ANNUNZIATA
Sulla campana si legge la data 1535, ma probabilmente la chiesa è stata edificata su un edificio sacro già esistente.
La chiesa, ad una sola navata, ha otto altari e due cappelle poste una di fronte all'altra. Entrando, a destra, si trova l'altare dedicato alla Natività; segue quello dedicato a S. Martino di Tours, quindi la cappella di Cristo alla Colonna e l'altare di S. Ignazio di Loyola.
Da notare l'arco rinascimentale che adorna la cappella, sicuramente un inserimento postumo, le cui colonne sono sostenute da leoni alati a destra ed animali con il volto di sfingi a sinistra.
Sui capitelli sono scolpite figure di re e profeti: sul frontone lo Spirito Santo circondato dagli angeli e sotto di esso un mascherone con ai lati due delfini dal volto umano. La statua del Cristo, in cartapesta, pare sia stata costruita da un pastore del luogo che, compiuta l'opera, morì tre giorni dopo. Si dice che il pastore raccontò d'aver visto Gesù Cristo in sogno che si era complimentato con lui per la buona riuscita del lavoro e che per questo gli aveva assicurato il regno dei cieli. A sinistra vi sono l'altare della Madonna delle Grazie, il cui dipinto risale al XVII sec., quello di Gesù e Maria e, a seguire, la cappella di San Giuseppe e l'altare di S. Michele Arcangelo.
L'altare maggiore, posto in fondo al coro, è dedicato alla Vergine Annunziata compatrona della città. Di fronte all'altare maggiore, posti ai lati dell'entrata sono da ammirare i dipinti raffiguranti S. Orsola (XVI sec.) e la Madonna degli Angeli (XVII sec.), con accanto i santi Francesco e Chiara e il paese di Bronte salvato dall'ira del vulcano. L'opera che più merita attenzione è il gruppo scultoreo, consegnato alla città nel 1543 e posto sull'altare maggiore, rappresentante la Vergine Annunziata e l'Angelo Gabriele. Il gruppo marmoreo, di scuola gaginesca, coglie l'attimo dell'annuncio appena dato con l'angelo chino verso la Vergine. Il dorso e l'ala dell'angelo non sono stati ultimati.
La leggenda vuole che tale opera sia stata barattata dai saraceni per un pezzo di rude stoffa. La scultura fu posta su un carro trainato da buoi non ancora addomesticati che, appena ricevuto il carico, diventarono improvvisamente mansueti e cominciarono il loro percorso verso Catania. Al loro passaggio, continua la leggenda, gli alberi chinavano le fronde e la strada si spianava diventando agevole. Giunti però sul posto dove ora sorge la chiesa i buoi si fermarono. Si comprese così che la Vergine aveva in tal modo voluto indicato il luogo dove edificare la propria chiesa.
Il cosiddetto "Castello di Maniace" si trovava a cavallo della grande trazzera regia che per tutto il medioevo fu l'arteria più importante di penetrazione nell'interno dell'Isola, percorsa da Re e Imperatori, da eserciti e torme di invasori. Per essa infatti penetrarono nel Valdemone gli Arabi; su di essa si svolsero le prime battaglie dei conquistatori Normanni; per essa si avventurava, dopo aver fatto testamento, il viaggiatore che voleva raggiungere Palermo.
Associazione NeT Natura e Territorio
Castello di Nelson – Bronte (Ct)
Tel. 338 2993077 -
Castello Nelson
Chiesa di santa Maria di Maniace è un insigne monumento dell’arte romanica del dodicesimo secolo e sembra preludere al bel gotico cistercense per la sobrietà e la purezza dei suoi profili architettonici. L’interno, a pianta longitudinale, si dispiega su tre navate e si interrompe, quasi bruscamente, nella piatta parete di fondo all’altezza dell’arco trionfale, di cui rimangono tracce
Centro Parco “Parco dei Parchi”
Corso Umberto, 197 – 95036 Randazzo (Ct)
tel. 095 7991611
La Chiesa Madre è dedicata a Sant'Ambrogio (patrono del paese di origine lombarda); la sua costrzione si fa risalire al 1455 e successivamente è stata più volte rimaneggiata. All'interno si ammirano una statua in marmo bianco della Madonna col Bambino, realizzata dal Gagini, la bellissima settecentesca statua di San Michele Arcangelo scolpita dal Quattrocchi di Gangi ed alcune tele del seicento.
La Chiesa di Sant'Antonio, del XVI secolo, edificata dal 1519 sotto il barone V.G.Rosso, ha facciata barocca affiancata da un basso campanile e portale gotico con coppie di colonne corinzie che reggono frontoni spezzati. L'interno è a tre navate su solide colonne e decorata con fini stucchi sulle volte e le arcate; contiene la statua di San Vito.
Solenni festeggiamenti in onore della Madonna della Lavina si svolgono annualmente a Cerami nei giorni 7 e 8 settembre. Durante la novena ogni mattina, all'alba mentre dal campanile della Chiesa Madre echeggiano le note dell'Ave Maria, il rullo dei tamburi per le vie del paese chiama i fedeli alla Messa. All'imbrunire, poi, i fedeli molti a piedi scalzi, ritornano laggiù, al Santuario a fare i "Viaggi a Lavina".
Cerami
Troina sorge in una zona montuosa, al centro di un terreno ricco di boschi e di pascoli, una torre normanna, rimaneggiata o forse completata nel ’500, che funge da campanile della Chiesa Madre, Maria Santissima Assunta, profondamente trasformata nel ’400 e nell’800.
Oggi, con prospetto neoclassico: la Chiesa ha ben poco della bellissima costruzione voluta, circa il 1061, dal conte Ruggero. All’interno sono custodite alcune tavole tardo bizantine, tra cui una Madonna col Bambino, quattrocentesca, e un San Michele, in campo dorato, del 1512.
Associazione Turistica "Pro Loco Troina"
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Troina