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Paterno'
095 842 016
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Giarre
095 932 181
Riposto
095 932 201
Nunziata di Mascali
095 969 325
3+837 Catania Borgo (Metropolitana di Catania) 53 m s.l.m.
Galleria artificiale Borgo
5+487 Catania Cibali 100 m s.l.m.
7+250 Catania Nesima 132 m s.l.m.
8,00 Lineri 165 m s.l.m.
11+150 Misterbianco 213 m s.l.m.
14+188 Belpasso-
18+234 Valcorrente 263 m s.l.m.
20+837 Giaconia 297 m s.l.m.
La chiesa Matrice di Paternò, intitolata a Santa Maria dell'Alto fu fondata nel XII secolo e rifondata nel 1342. Nel XVIII secolo, forse in seguito ai gravi danneggiamenti del terremoto del 1693 l'edificio subì nuove trasformazioni, tra cui addirittura ne fu cambiato l'orientamento per avere il nuovo accesso orientato verso la città. In quello stesso periodo fu dato all'edificio un aspetto consono al gusto del periodo, il Barocco. L'edificio è a pianta basilicale con tre navate, divise da due file di pilastri realizzati con conci in pietra lavica a vista, su cui si impostano archi a tutto sesto sormontati dal cornicione con modanature tuscaniche. La facciata fu realizzata nel tardo XVIII secolo secondo un gusto neoclassico molto lineare. Particolarmente importante è anche la monumentale scalinata di accesso, che collega la chiesa alla città sottostante.
Le origini del convento di San Francesco alla Collina risalgono al 1086, quando il Gran Conte Ruggero fece erigere sulla collina di Paternò una chiesa in onore di S. Giorgio. La costruzione, probabilmente di modeste dimensioni, nel 1114 fu eretta in regia cappella da Ruggero II; nel 1196 fu ceduta ai monaci benedettini. Dopo la morte di Federico III di Aragona, il complesso rimase proprietà della regina Eleonora d'Angiò che alla sua morte nel 1343, lo donò ai francescani, i quali, concessa l'autorizzazione nel 1346 dal pontefice Clemente VI, demolirono le vecchie case per l?edificazione del nuovo complesso conventuale. Per molti anni il convento prosperò grazie ai Moncada, ma a causa dell?evento sismico del 1693 subì gravi danni. Il monumento più rilevante dell'intero territorio è sicuramente il Castello Normanno fatto erigere nel 1072 dal conte Ruggero e in seguito più volte rimaneggiato.Il Castello fu oggetto nel corso del tempo di diversi lavori di restauro.
25+684 Scalilli 335 m s.l.m.
Sorge sul versante sud occidentale dell?Etna. Una chiesa dedicata alla Madre di Dio, esisteva sin dall?epoca dell?occupazione saracena della Sicilia., nella contrada denominata Licodia. Con l?occupazione Normanna della Sicilia, inizia il processo di ri-
Il comune è situato alle falde dell'Etna, a 513 metri sul livello del mare, a nord-
La costruzione della chiesa di Santa Maria dell'Elemosina ebbe inizio con ogni probabilità tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento, subito dopo la fondazione della città nel 1488. Il suo interno è a croce latina: le tre navate, riccamente ornate da stucchi dorati della fine del '700, sono separate da grandi pilastri, da questi pendono lampadari in vetro di Murano offerti come ex-
Chiesa Santa Maria dell' Annunziata, venne edificata come una tra le 15 chiese dedicate alla Madonna dagli antichi coloni albanesi. Il primo nucleo della chiesa risale ai primi del seicento, e venne notevolmente ingrandita nella prima metà del settecento
38+998 Adrano 560 m s.l.m.
39,00 Adrano Centrale 588 m s.l.m.
45,00 Passo Zingaro 688 m s.l.m.
55,00 Bronte 835 m s.l.m.
La Chiesa Madre, dedicata ai Sacratissimi Cuori di Gesù e Maria, fu costruita nel XIX secolo, da Monsignor Mariano Palermo, consacrato successivamente vescovo di Piazza Armerina. La chiesa presenta un'imponente facciata, a culmine della scenografica scalinata d'accesso, decorata da paraste in pietra lavica. La tripartizione segue l'impianto interno a tre navate.
68,00 Gurrida 870 m s.l.m.
74,00 Randazzo 753 m s.l.m.
79,00 Calderara 689 m s.l.m.
82,00 Passopisciaro-
86,00 Solicchiata 670 m s.l.m.
91,00 Cerro 628 m s.l.m.
la Chiesa Madre, la cui fabbrica ebbe inizio nel 1613. La facciata severa, eseguita probabilmente su disegno di Filippo Vasta, sfrutta equilibratamente la tonalità bicroma risultante dall'accostamento della pietra lavica con quella arenaria, l'interno della Chiesa, è a tre navate, dietro l'altare maggiore si apre l'ampio monumentale Coro, intagliato con fregi, bassorilievi e sculture a tutto tondo ricorrente per l'intera abside. Ogni lacunare di spalliera contiene un bassorilievo ligneo con una scena della vita di Gesù. La Chiesa dell'Immacolata, con annesso Convento dei padri Cappuccini, sorge sul Piano cappuccini. La fabbrica ebbe inizio nella prima metà del seicento, è a due navate, l'altare maggiore, in noce a intarsio con motivi floreali, è di Frate Mariano da Francavilla, intagliatore dell'ottocento. Sull'altare è la custodia (1708-
Museo Etnografico, all'interno della sede della PRO-
97,00 Terremorte 490 m s.l.m.
Nel suo nascere, agli albori del XVII secolo, fu battezzata con il nome di "Belvedere" grazie agli incantevoli panorami che si ammirano dalla colina ove sorge, sita ai piedi del vulcano sul versante orientale dell'Etna. La Chiesa Madre, dedicata alla Madonna del Rosario ed eretta nel XVIII secolo, in cui si conserva una preziosa statua in legno policromo del XVII secolo.
La chiesa fu costrutita tra il 1711 e il 1713, ma ha subito vari interventi. Ha una forma basicale a tre navate. La Chiesa di San Michele, il principe Ferdinando Francesco la fece costruire nel 1718, per assolvere ad un voto fatto durante una violenta sommossa popolare nella città di Palermo. Ritornata la tranquillità, il Principe, riconoscente verso l?arcangelo San Michele, che aveva esaudito le sue preghiere, volle dedicargli un tempio . Convento dei Cappuccini fu costruito per volere del Principe Ferdinando Francesco, con annesso convento dei padri Cappuccini. Nel suo interno si ammirano opere di un certo valore: gli altari laterali in intarsio di legno e l'altare maggiore scolpito in legno. Il Santuario Vena e la fonte si trova nella frazione di Vena, a poca distanza da Piedimonte Etneo. Le origini dovrebbero risalire al 597 dell'era cristiana. Alcuni monaci Basiliani, per sfuggire alle persecuzioni, si inerpicarono sulle alture dell'Etna, portando con loro un quadro della Madonna, dipinta su una tavola di cedro. Una leggenda racconta che la mula che trasportava il quadro, ad un certo punto si fermo' e cominciò a scavare con gli zoccoli il terreno, ed in quel punto apparve una "vena" d'acqua. I monaci lo considerarono un segno divino, e decisero di fermarsi nel posto indicato dalla mula. E proprio lì con il consenso di Papa Gregorio Magno, fondarono il monastero gregoriano di Vena. Il culto della Madonna di Vena ebbe in quelle zone una grande diffusione. La storia di Vena ha origini antiche, la sua chiesa sorge sui ruderi del vecchio monastero basiliano, distrutto nel corso dei secoli. All'interno della moderna struttura si possono osservare pregiati mosaici che descrivono la storia del monastero. Il Santuario mariano di Vena custodisce una immagine antica della Vergine col Bambino.
104,00 Santa Venera 275 m s.l.m.
L'odierna Mascali è sorta in prossimità del mare dopo la distruzione,nell'anno 1928, di quella antica, sepolta dalla lava dell'Etna e di cui rimane solo una traccia nell'allora periferico quartiere cittadino di Sant'Antonino, oggi frazione.
109,00 Cutula 132 m s.l.m.
113,00 Giarre-
La nascita di Giarre ha nel vescovo conte Nicola Maria Caracciolo il suo protagonista, così, il 5 ottobre 1558 il vescovo convocò nella chiesa di S. Maria degli Angeli a Mascali alcuni rappresentanti per offrire loro, attraverso lo strumento dell'enfiteusi, queste terre, ricche di acqua, prevalentemente in pianura, questa data segnò l'inizio del popolamento del territorio, anche perchè le terre furono concesse a censi molto bassi e a chi voleva stabilmente dimorare nel territorio.
Giarre divenne un centro di benessere, anche perchè dopo il terremoto del 1693 la vecchia strada consolare che la tagliava fuori dal transito per Catania e per Messina, venne spostata verso il mare. Il piccolo quartiere iniziò una dura lotta per la supremazia su tutto il territorio.
Nel 1784 aveva aperto una strada che dal centro arrivava alla marina di Riposto da dove tutte le merci dell'hinterland partivano per i vari porti del Mediterraneo.
Riposto