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Scopriamo la profondità di campo
La profondità di campo dipende da quattro fattori che si influenzano vicendevolmente :
la distanza di messa a fuoco
il diaframma utilizzato
la lunghezza focale dell'obiettivo
il cerchio o circolo di confusione.
Il cerchio di confusione lo si può definire come dei punti posti su un piano ben preciso. I raggi luminosi che vengono generati da un oggetto attraversando l'obiettivo , convergeranno su un piano e l'insieme di questi punti formeranno l'immagine. Se noi consideriamo che il piano sulla quale si forma l'immagine si forma prima o dopo il piano di messa a fuoco non avremo un punto ma un piccolo cerchio, il cerchio di confusione.
Ci sono dei fattori che influenzano la risoluzione ALFA che altri non è che un valore di fascia, fissato a 140 come valore medio per gli individui normovedenti, la base di partenza consiste nel riconoscere un tratto di spessore ad una data distanza. Fissato questi a 140 indica che siamo capaci di distinguere un tratto di 0,68 mm ad 1 metro, quindi CdC = 0,68 mm.
La formula matematica per il diametro del cerchio di confusione è data da CdC = D * 2 *tan (ALFA /2)
D = la distanza della visione ; ALFA = alla risoluzione dell'occhio umano ; la D corrisponde alla Df cioè alla diagonale del formato di stampa, la formula finale sarà CdC = Df * 0,00068
Dato l'esiguo spessore l'area viene considerata dall'occhio umano come un singolo punto e non un cerchio.
Partendo da quest'ultimo valore, possiamo calcolare i valori anche per le altre dimensioni ad es. per i 24 x 36 mm. della pellicola35 mm la diagonale è 43 mm, CdC = 0,0294, rapportandoli all'immagine 20 x 25 cm avremmo: un fotogramma 35 mm. (24 x 36 mm.) deve essere ingrandito 7,06 volte per raggiungere le dimensioni di 20 x 25 cm. quindi, il cerchio di confusione, sarà calcolato come (0,20 mm. / 7,06) = 0,028 mm. Al diminuire o all'aumentare di questo valore, l'immagine risulterà rispettivamente più o meno nitida.
Si definisce distanza iperfocale o iperfocale, quella particolare posizione di messa a fuoco, che per un dato diaframma produce una profondità di campo nitida, che va dall'infinito, alla metà della distanza stessa, che aumenta quanto più piccolo è il foro dell'apertura del diaframma e quanto maggiore è la distanza di messa a fuoco
La pratica ci dice che la profondità di campo è descrivibile tramite due variabili, la distanza del soggetto ed il diametro del foro del diaframma, più si diaframma maggiore sarà la zona nitida sul piano orizzontale .
La lunghezza focale dell'ottica ha un altra influenza, perchè se noi utilizziamo una focale corta mantenendo la stessa distanza, aumentiamo la sensazione di profondità , allungando la focale dell'obiettivo è come se avvicinassimo i piani.
Dopo avere tergiversato sulla CdC , occorre sapere come gestirlo, impostata la messa a fuoco sul barilotto dell'obiettivo, la distanza iperfocale Dh impostata a 3 metri sara determinata dalla formula
Dh = F2 / (CdC * fn) in pratica F = la lunghezza focale , fn l'apertura del diaframma e la CdC per il formato 35 mm sarà di ,0,0294 . Il dato ottenuto ci dirà quale Dh abbiamo.
Tutte queste considerazione valgono per il formato 35 mm , per il formato APS occorre rifare tutti i calcoli.
Per chi invece ama le complicazioni, o vuol passare dalla teoria alla pratica, ci sono due formule che permettono di ottenere la profondità di campo e sono:
I = F?/N*0,028mm
I = (300mm?/(f2.8*0.028))
I = iperfocale o distanza in metri , N = l'apertura del diaframma , F = la focale in mm
distanza lontana Dl = I*S/(I-
oppure
H = f? / (N * c) + f
300? / (2,8 * 0,025) + 300
Dv = s(H-
H = iperfocale s = distanza in metri f = la focale in mm N = apertura diaframma
sviluppando le formule per il formato 24 * 36 avremmo :
25 metri 50 metri 100 metri
I 900,00
Dl -
Dv 0,88 0,89 0,89
la zona messa a fuoco varia dal punto al punto
25 metri 50 metri 100 metri
H 1.607.442,86
Dl 24,62 48,50 94,16
Dv 25,39 51,60 51,60