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Il porto di Licata, importante approdo commerciale già nel XII sec., ha avuto una fiorente attività legata all’esportazione del grano e dello zolfo sino ai primi del ‘900. Il centro abitato, ai piedi della “Montagna di Licata”, ha subito diverse modifiche nel corso del tempo. Ormai dei castelli e delle fortezze che lo caratterizzarono in epoca medievale non rimane traccia mentre permangono le riedificazioni dei secoli XVII e XVIII a testimonianza dello sviluppo economico della città. Il centro urbano è dominato dal palazzo del Municipio, costruito in stile Liberty, che prospetta sulla piazza principale; poco distante il Museo civico ospita importanti sezioni archeologiche del Neolitico e di età Ellenistica. Le chiese ed i conventi di San Francesco e del Carmine, restaurati ed in parte ricostruiti nel XVIII sec., ospitano crocifissi lignei e pale d’altare di grande interesse artistico.
Appena fuori dal centro abitato si trova il castel Sant’Angelo edificato a metà del ‘600 sulla vetta dell’Ecnomo, il promontorio fortificato dellla città greca.
Dall’approdo si propone il seguente itinerario:
Da Licata, percorrendo la strada litoranea panoramica che, dopo circa km.9, si innesta sulla SS 115, si giunge a Palma di Montechiaro antico centro feudale dei Tomasi di Lampedusa, situato in posizione panoramica verso la costa. Il comune conserva il bel Palazzo Ducale e la Chiesa Madre del XVII secolo. Palma di Montechiaro è anche uno dei luoghi dove si articolano le iniziative del Parco Letterario Giuseppe Tomasi di Lampedusa.
A 4 km si trova Marina di Palma, piccolo borgo di pescatori sito in prossimità del fiume Palma, sulla cui riva si eleva la Torre San Carlo. Prima di giungere a Marina di Palma, intraprendendo sulla sinistra una stradella, si arriva al castello di Montechiaro.
Ritornati a Palma di Montechiaro, percorrendo la SS 410, dopo circa 15 km si giunge a Naro, si trova ad un'altitudine di circa 600 m s.l.m cittadina ricca di storia, dove in posizione dominante si erge il Castello Chiaramontano, è un fortilizio la cui configurazione attuale può essere fatta risalire all'epoca medioevale ad opera principale della famiglia Chiaramonte., adibito a spazio espositivo per mostre temporanee, attualmente visitabile e presenta al suo interno la Mostra permanente dell'abito d'epoca "Vento di donne", raccolta di abiti (per lo più femminili) e accessori di fine Ottocento e inizio Novecento.
Si esce da Naro in direzione Campobello di Licata, situato su un altopiano della valle del fiume Salso a 316 m sul livello del mare, si giunge dopo avere percorso circa 15 km. Attraversato il centro urbano, caratterizzato dall’impianto a maglia regolare, si prosegue in direzione Ravanusa giungendovi dopo circa 5 km.
Ravanusa, paese fondato nel periodo normanno risale al 1086 anno in cui Ruggero d'Altavilla conquistò Agrigento e il territorio circostante. Racconta la leggenda che l'esercito normanno assetato per l'eccessivo caldo e la mancanza di acqua stava per soccombere, Ruggero invocò la Vergine che gli indicò il fico che si trovava ai piedi del monte dal quale sgorgò l'acqua. L'esercito si dissetò e, riprese le forze, sconfisse i Saraceni. Vicino al fico per ringraziare la Madonna venne eretto il primo tempio cristiano dedicato alla Madonna del Fico e del Fonte.
Imboccando la SS 644, dopo circa 30 km, si fa rientro a Licata.