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L’itinerario ha come punto di partenza e di arrivo la città di Ragusa,che si lascia per puntare su Comiso, posta alle falde meridionali dei monti Iblei e da cui si può proseguire l’itinerario principale verso Chiaramonte oppure puntare su Vittoria città di nuova fondazione ricostruita dopo il terremoto con regolare planimetria a scacchiera. Vittoria è ricca di testimonianze dello stile Liberty e Art Decò, introdotto dal grande architetto palermitano Ernesto Basile. La Chiesa e il Convento Santa Maria delle Grazielo in stile tardo-
Ricordiamo la seicentesca Chiesa di S. Vincenzo, a tre navate e ricca di stucchi
Ragusa
Comiso
Da qui si perviene agevolmente a Chiaramonte Gulfi ad una quota di 668 m s.l.m. , prende nome dalla fa miglia Chiaramonte che la incasellò e dal santuario di Gulfi con interessanti resti tardo gotici e ricostruita dopo il terremoto. La chiesa Basilica di Santa Maria la Nova, costruita inizialmente in stile gotico con archi a sesto acuto e con soffitto in tavole fregiate con arabeschi, in seguito fu trasformata in stile barocco nel 1608, il Convento di Santa Maria di Gesù dei Francescani Minori. Sec. XVII. al suo interno è arricchito di pregevoli stucchi attribuibili alla scuola del Serpotta i quali si magnificano nell'abside, un tempo culminante dalla grande tela dell'adorazione dei magi, sparita agli inizi del XX sec. Degno di nota il crocefisso di frate Umile da Petralia Soprana, la cappella del SS. Sacramento, opera settecentesca di Benedetto Cultraro, con la magnifica tela della deposizione della Croce opera di Mattia Preti e la custodia opera recente di ispirazione barocca del famoso ebanista concittadino Sebastiano Catania. La cappella della titolare arricchita di intarsi in pece e pietra ospita la statua marmorea della vergine opera cinquecentesca del Mancino e Berrettaro.
Chiaramonte Gulfi
Da Chiaramonte si procede per Monterosso Almo ( fondato nel Trecento da Enrico Rosso, conte di Aidone ), la Chiesa Madre intitolata a S. Maria La Nova, con prospetto rinascimentale nel primo ordine (ultimato nel 1608) e settecentesco negli altri due, chiesa e convento di S. Maria di Gesù (secolo XVII). La chiesa che trae nome da un simulacro marmoreo di tarda bottega gaginiana, custodisce alcune interessanti opere: un crocifisso ligneo opera di fra Umile da Petralia, una Pietà di scuola del Preti, il dipinto S. Francesco d’Assisi di Simone Ventura, resti degli eleganti stucchi attribuiti ai Gianforma.
Monterosso Almo
Si ritorna poi verso Giarratana ( centro sorto nel secolo XII ), posto sulle pendici del Monte Lauro ad una altitudina di 520 m s.l.m., il sisma dell'11 gennaio 1693 la rase al suolo, risparminadone tuttavia l'altare barocco, L'attuale chiesa ha un'imponente facciata in stile tardo barocco suddivisa in tre ordini architettonici, il superiore dei quali è costituito dalla cella campanaria. Sul cornicione è incisa la dedicazione dell'edificio al patrono san Bartolomeo, l'interno è a tre navate, separate da colonne doriche La chiesa, custodisce il corpo della martire Ilaria, dono del pontefice Alessandro VII ai principi Settimo Calvello, signori di Giarratana. La Basilica di Sant'Antonio Abate veniva rasa al suolo in seguito al disastroso sisma del 1693. La facciata è in stile barocco e domina l'attuale abitato, essa è attribuita all'architetto Mario Diamanti, L'interno è a tre navate, decorate con stucchi dorati con foglia ad oro zecchino (lavorazione a bolo e acqua), pregevoli in particolare le dorature e gli stucchi nella navata centrale e nelle cappelle del Santissimo Sacramento, dell'Addolorata e di Sant'Antonio attribuiti alla scuola del Serpotta. www.sanbartolomeoapostolo.org
Giarratana
Si punta su Modica, attraverso l’altopiano di Modica con l’interessante torre seicentesca di Frigintini. L’antica sede della contea di Modica è un esempio cospicuo delle città delle cave, essendo posta sui fianchi di uno sperone roccioso all’interno della vallata del fiume Modica.
Modica
L’esempio più antico di questa città è Cava d’Ispica che presenta oltre a un suggestivo aspetto naturale un grande interesse paleontologico e archeologico. Da qui attraverso la vicina Ispica, si procede verso il mare dove si raggiunge Pozzallo nota per la torre quattrocentesca a difesa del famoso Caricatore, si percorre il litorale fino a Sampieri costellato di monumentali ville neoclassiche e belle e frequentate spiagge.
Cava d'Ispica
Scicli con l’interessante insediamento troglodita di Chiafura e bei monumenti barocchi.
Scicli
Si ritorna verso il litorale, visitando il convento della Madonna delle Milizie, luogo della battaglia dei Normanni contro i Saraceni, toccando Donnalucata e Marina di Ragusa (con interessanti torri seicentesche ) e si percorre la strada Marina di Ragusa-
Castello di Donnafugata