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itinerario cefalu

Sicilia da visitare > porti e approdi > itinerari dagli approdi

L'antica Kephaloìdion assunse la caratteristica fisionomia medievale dalla conquista dei Normanni. Ruggero II fece costruire la Cattedrale che domina la cittadina dal notevole interesse
archeologico e monumentale. La visita ai luoghi cefaludesi è già un itinerario impegnativo: oltre la citata Cattedrale, la Rocca con il tempio di Diana, l'Osterio Magno, il Museo Mandralisca e il lavatoio medievale, sono solo alcuni esempi delle importanti emergenze della cittadina.

IL PORTO NUOVO (Presidiana)
coordinate di riferimento: 38 02', 12 N 14 02', 19 E

E' situato a levante ed è costituito da un molo foraneo a tre bracci al cui interno si trovano due pontili uno in cemento armato ed uno in ferro; il primo, con tre pennelli laterali, è adibito in parte ad ormeggio per imbarcazioni da diporto. L'ingresso al porto è consentito dall'alba al tramonto. Nell'accesso allinearsi con il pontile in cemento o in ferro, mantenendosi ad almeno cento metri dalla testata del molo foraneo.
Sono presenti massi semisommersi in vicinanza della testata del molo di sopraflutto e scogli nel bacino portuale.Il fondo marino è sabbioso con fondali in banchina da 0,20 a 3,50 metri.

Servizi: le banchine sono illuminate ed il porto dispone di fontanella e prese d'acqua, prese elettriche, scivolo, scalo d'alaggio fino a 100 tonnellate, riparazione scafi in legno, servizi antincendio, parcheggio auto, servizi igienici e telefono.

Faro e fanali: Faro a lampi bianchi periodo 5 sec. portata 25 mg., sulla punta NE di Capo Cefalù. Fanale a lampi verdi periodo 4 sec., portata 5 mg. sulla testata del molo di sopraflutto.
Fanale a luce fissa verde e rossa 2 vert., portata 3 mg. sul pontile in ferro.

PORTO VECCHIO
coordinate di riferimento: 38 02', 25 N 14 01', 08 E
E' costituito da un moletto di 70 m. non segnalato da segnali luminosi e privo di qualsiasi attrezzatura. E' vietato ormeggiare.Il fondo marino è sabbioso con fondali in banchina da 0,30 a 3,50 m.

Da quest'approdo, oltre alla visita del centro storico, si propongono tre itinerari:

Percorsi naturalistici Parco delle Madonie







L'itinerario parte dalla costa verso i paesi interni sulle Madonie. Usciti da Cefalù, situato sulla costa siciliana settentrionale, a circa 70 km da Palermo, ai piedi di un promontorio roccioso, è uno dei maggiori centri balneari di tutta la provincia.

Percorrendo la SS 113 verso Messina sino al bivio per Castelbuono l'abitato sorge a circa 423 m s.l.m., sulle pendici del colle Milocca, tra i centri di Pollina a nord, San Mauro ad est, Geraci Siculo a sud-est, il massiccio delle Madonie a sud ed Isnello e Gibilmanna ad ovest. fa parte del Parco delle Madonie, si raggiunge dopo circa 15 km.
Il paese, dominato dal Castello dei Ventimiglia, voluto nel 1316 dal conte Francesco I Ventimiglia ospita il museo "F. Minà Palumbo" www.museominapalumbo.it
, al suo interno nell'attuale "Cappella Palatina" si conserva l'urna del 1521 della reliquia, a forma di busto e ornata di rilievi, con scene della vita di Sant'Anna e San Gioacchino e la nascita di Maria. Nei due altari laterali si osservano due tele, una "Discesa di Cristo", copia di un'opera del Rubens del 1460, e l'"Estasi di San Liborio", opera del pittore castelbuonese Mariano Galbo (XIX secolo).
L'interno è interamente rivestito di stucchi, opera dei fratelli Giuseppe e Giacomo Serpotta ordinati da Francesco Rodrigo Ventimiglia. Vi sono raffigurate figure umane virili, putti, angeli, elementi floreali sacri e mitologici, con una varietà di stile che va dal quello più arcaico pesante di Giuseppe, a quello più agile e realistico di Giacomo. L'apparato figurativo si compone di quattro allegorie che ben si adattano alla Santa: la Presentazione di Maria al Tempio; sposalizio di Giuseppe con Maria; allegoria del Paganesimo e del Cristianesimo. Negli stalli del coro sono presenti i mezzibusti dei Signori Ventimiglia e i personaggi dell'Antico Testamento.

Si prosegue per la SS 286 attraversando Geraci Siculo, fa parte del Parco delle Madonie ed è incluso nel club dei borghi più belli d'Italia, edificato su pizzo Catarineci e dove è visitabile il Museo etnoantropologico delle Madonie, sino al bivio con la SS 120. La visita al borgo può iniziare dal Bevaio della SS. Trinità, fatto costruire dal marchese Simone Ventimiglia sulla base di un rettangolo di 20 m di lunghezza con due fontane laterali in pietra. La Chiesa di Sant’Anna, ritenuta la cappella palatina dei Ventimiglia, dove si tramanda fosse custodito sin dal 1242 il teschio di Sant’Anna, poi trasferito a Castelbuono.  Subito più in basso è la Chiesa di S. Giacomo, dove si conservano un prezioso crocefisso ligneo trecentesco, un affresco in stile bizantino (sec. XIV) e la statua lignea del santo, settecentesca. la Chiesa di S. Giacomo, dove si conservano un prezioso crocefisso ligneo trecentesco, un affresco in stile bizantino. La Chiesa Madre di Santa Maria Maggiore, con il fonte battesimale in marmo della bottega dei Gagini e altre statue di marmo della stessa bottega raffiguranti le Madonne della Neve, della Mercede e con il Bambino. Il Coro ligneo del 1650, così come degna di nota è l’Annunciazione di ignoto pittore del XVI sec. Da visitare, inoltre, il tesoro esposto nella cripta, con importanti suppellettili liturgiche.
Chiesa di S. Bartolomeo, il santo con una statua lignea cui è dedicata la chiesa, il polittico marmoreo sull’altare maggiore attribuito ad Antonello Gagini. Della bottega del Gagini un trittico dell’altare maggiore della Chiesa di Santa Maria La Porta, oltre al trittico in questa chiesa un’altra eccellente scultura in marmo, la Madonna con il Bambino, attribuita a Domenico Gagini. Fuori del borgo, infine, sono da vedere la Chiesa di Santa Maria della Cava, antico cenobio brasiliano di fondazione normanna, con il suo portale ogivale e i resti di affreschi bizantini; e la piccola cappella dei Santi Cosma e Damiano con il suo portale gotico.

Da questo si continua a sinistra per circa 10 km per raggiungere Gangi,  paese edificato sull'intero versante del monte Marone dopo la distruzione, avvenuta nel 1299 durante la guerra del Vespro, Palazzo Sgadari palazzo nobiliare con sede museale Tra i più belli ed antichi palazzi del paese l'ottocentesco palazzo Sgadari, già edificio privato appartenente all'omonima famiglia gangitana, oggi è di proprietà del comune di Gangi che ha creato nel pian terreno un Museo Civico, nel quale sono conservati dei reperti archeologici ritrovati nel vicino monte Albuchia e a Gangi Vecchio. Chiesa Madre al suo interno è possibile ammirare il Giudizio Universale, capolavoro di Giuseppe Salerno (uno dei due Zoppo di Gangi) e varie statue dello scultore gangitano Filippo Quattrocchi. Interessante è l'Oratorio del SS. Sacramento, affrescato nel Settecento, e la cripta contenente le mummie di alcuni sacerdoti comunemente detta "a fossa di parrini".

Ritornati al bivio Geraci si prosegue lungo la SS 120 sino alle Petralie, Sottana collocato sul versante meridionale della catena delle Madonie e Soprana, fa parte del Parco delle Madonie,
ed è il più alto comune delle Madonie dagli scorci suggestivi sia nel centro storico che nel territorio dominato dall'elevata posizione, l'abitato è collocato sul versante meridionale della catena delle Madonie. Il territorio è percorso dal fiume Salso ed è compreso tra un'altitudine di 1657, e generalmente identificata come Petra, la città sicana, i  monumenti, Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (chiesa madre ), Chiesa di Santa Maria di Loreto, antica fortezza trasformata in chiesa dai carmelitani scalzi e rifatta nel 1750 con pianta a croce greca e facciata barocca con sculture dei Serpotta.

Proseguendo ancora per la SS 120 si incontra Castellana Sicula, fa parte del Parco delle Madonie.

Lasciata la SS 120 per raggiungere Polizzi Generosa, fa parte del Parco delle Madonie ricca di chiese e palazzi nobiliari. www.prolocopolizzi.it

MONASTERO DI SANTA MARGHERITA O BADIA VECCHIA L'antico monastero per donne di Santa Margherita è stato fondato dalla regina Elisabetta. L'interno è formato da un'unica navata. All'ingresso due colonne di stile dorico formano tre archi a tutto sesto, che sorreggono il coro, circoscritto da una ricchissima ed elegante grata di ferro battuto a motivi floreali, con preziosi stalli lignei settecenteschi. Nelle due pareti laterali vi sono due cappelle che accolgono quadri di artisti del '600-'700. Nella tela del 1700 posta sull'altare maggiore è rappresentata la Trasfigurazione con Pietro, Giacomo, Giovanni, Mosé ed Elia. Altre opere di interesse sono la statua di S. Margherita in marmo di Domenico Gagini ed il dipinto di S. Benedetto in trono tra i SS. Mauro e Placido di Giuseppe Salerno del 1611. Il monastero oggi non esiste più perché dopo il 1866, con la legge Siccardi, l'ordine religioso venne soppresso.
La Chiesa Madre, S. Maria Maggiore, dedicata a S.Maria Assunta, fu profondamente modificata nel 1690. All'interno, sull'altare maggiore, una statua della Vergine, di Giuliano Mancino (1508). A sinistra la cappella Notarbartolo con notevoli monumenti funebri in stile rinascimentale e barocco, tra cui quello dello storico polizzano G. B. Caruso, e quello di Vincenzo Notarbartolo (1516), costituito dal sarcofago vero e proprio e dall'arco di coronamento colla Vergine, il Bambino e due figure allegoriche, attribuito a Giuliano Mancino. preziosa una statua in marmo della Madonna con Bambino di Domenico Gagini. Nel transetto sinistro, un monumentale reliquario con Crocifisso del Giambologna e alcune statue lignee attribuite al Quattrocchi. Di fronte, sul transetto destro, la cappella di San Gandolfo. Ancora lo stupendo Trittico Marmoreo del Berrettaro e di F.sco del Mastro. L'opera più importante della Chiesa Madre è il grande Trittico Pittorico Fiammingo attribuito a Rogier Van der Weyden che raffigura la Vergine con il Bambino. Di fronte al Trittico Fiammingo, il Trittico della Visitazione. Altre opere del Matta custodite nella Chiesa Madre sono la Strage degli Innocenti e Il Martirio dei Diecimila Martiri .
Civico Museo Archeologico, ha sede nel seicentesco Collegio dei Gesuiti, oggi sede del Palazzo Comunale. Museo Ambientalistico Madonita . Museo del Giocattolo Antico

Da qui per circa 15 km si percorre una strada panoramica sino a Scillato, si trova sui primi contrafforti occidentali delle Madonie, da dove si devia per Caltavuturo fa parte del Parco delle Madonie ed è sovrastato dal monte "Rocca di Sciara"

Proseguendo si giunge alla medievale Sclafani Bagni fa parte del Parco delle Madonie.

Ritornando a Scillato si ridiscende per Collesano, è sede del Museo dedicato alla competizione automobilistica Targa Florio
, di cui costituiva uno dei passaggi principali. Fa parte del Parco delle Madonie. che conserva il nucleo medievale sorto intorno al castello normanno, sino a Campofelice di Roccella.

Cefalù ed i paesi delle Madonie:

Castelbuono

Geraci Siculo

Castellana Sicula

Polizzi Generosa

Caltavuturo

Campofelice di Roccella

L'itinerario si svolge tutto all'interno del Parco delle Madonie, per strade impervie ma molto panoramiche, fra borghi medievali, boschi e cime montuose. Da Cefalù è situato sulla costa siciliana settentrionale, a circa 70 km da Palermo, ai piedi di un promontorio roccioso, è uno dei maggiori centri balneari di tutta la provincia si sale per circa 14 km verso il Santuario di Gibilmanna, secondo la tradizione quello di Gibilmanna era uno dei sei monasteri benedettini che San Gregorio Magno (540-604; pontefice dal 590) fece erigere a proprie spese, prima di essere eletto pontefice, Gibilmanna è una frazione di Cefalù e si trova sulle pendici del Pizzo Sant'Angelo ad un'altitudine di 795 metri sul livello del mare, all'interno del Parco delle Madonie.
Proseguendo si incontra il bivio per Gratteri, fa parte del Parco delle Madonie  fra le più integre cittadine delle Madonie.

Visitato il paese si ritorna sulla direttrice Cefalù-Isnello e si sale sino a raggiungere Isnello, appartenente al Parco delle Madonie, cittadina adagiata ai piedi di monte Grotta Grande, da visitare la Chiesa Madre, di impianto quattrocentesco, è a tre navate. Vi si ammirano gli stucchi seicenteschi di Giuseppe Li Volsi, il coro ligneo di Federico Di Marco e Giacomo Mangio (1601), un tabernacolo marmoreo attribuito a Domenico Gagini, l'organo del 1615 con cassa in legno dorato e intagliato, la cappella dell'Addolorata affrescata da A. Ferraro, detto "il Giulianese", del sec. XVI con il quadro della "Deposizione" dello Zoppo di Gangi, una magnifica statua lignea, quattrocentesca, del San Nicola, cui la Chiesa è dedicata e patrono di Isnello, la Chiesa di San Michele, si ritiene edificata tra il 1300 ed il 1400, vi si ammirano il soffitto in legno a cassettoni, minuziosamente dipinto nel sec. XVII, il quadro dei "Quaranta Martiri" attibuito a Martino Russitto (1616 circa), l'organo ligneo del secolo XVII, un crocifisso ligneo attribuito a Frate Umile e l'affresco di S. Leonardo.La Chiesa di Santa Maria Maggiore, è della fine del 1300. Vi si trovano una statua marmorea della Vergine di scuola siciliana del (1547), la cinquecentesca Croce lignea bifacciale pensile con raffigurante la Crocifissione e la Resurrezione, l'organo del 1754 con cassa lignea intagliata con sculture.

Da qui verso Collesano, sorge su un'area collinare posta ai piedi del rilievo carbonatico di "Poggio Grotta del Signore" (897 m s.l.m.), delimitato da due torrenti, il Mora a nord e il Zubbio ad ovest, entrambi confluenti a valle nel torrente Roccella www.museotargaflorio.i
t. È sede del Museo dedicato alla competizione automobilistica Targa Florio, di cui costituiva uno dei passaggi principali. La basilica di San Pietro è la chiesa madre di Collesano, edificata tra la fine del '400 e gli inizi del '500, è stata consacrata nel 1548. D'impianto basilicale con la presenza di un'interessante scalinata d'accesso, è stata modificata in modo profondo nel prospetto all'inizio del '900. Conserva numerose tele e tavole del '500 e del '600, ad esempio la patrona Maria SS. dei Miracoli, uno splendido ciclo di affreschi con storie dei Santi Pietro e Paolo dello Zoppo di Gangi (1624) e un Crocifisso sostenuto, nella navata centrale, da un apparato ligneo di rara suggestione (1555).La Basilica custodisce i simulacri di San Giuseppe, di San Giovanni Battista, di San Rocco, di San Giovanni Bosco e dell'Immacolata, del Sacro Cuore di Gesù, la Resurrezione. Di notevole rilievo ancora l'organo di Antonino La Valle (1627), il coro ligneo cinquecentesco e un grandioso tabernacolo della fine del Quattrocento attribuito al Gagini.
Fa parte del Parco delle Madonie. Dopo circa 5 km sulla sinistra il bivio per Piano Zucchi e Piano Battaglia, nota località sciistica a quota 1619 metri, cuore del Parco delle Madonie.

Cefalù

Isnello

Collesano

Parco delle Madonie


Piano Battaglia

Percorrendo la SS 113 verso Messina, dopo 13 km s'incontra il bivio per Pollina e dopo altri 3 km il bivio per San Mauro Castelverde, si erge sull'omonimo monte a 1050 metri sul livello del mare. Esso è abbracciato tra il massiccio delle Madonie ad ovest, quello dei Nebrodi ad est  antichi borghi medievali. Da visitarte la Chiesa di S.Giorgio Martire con torre campanaria (sec.XII-XVII) arabo – normanna, al suo interno : icona marmorea  di scuola gaginiana (1514)-sarcofago con le spoglie di S.Vittoria, martire protocristiana- lapide sepolcrale  del sac.don Francesco La Rocca e di Giovanni Ventimiglia-ritratti degli arcipreti dal 1601 al 1892. La Chiesa di S.Maria de’ Francis (sec.XVII) e torre campanaria,a tre navate,a croce latina.Al suo interno: icona marmorea del 1522, di scuola gaginiana-statua della “Madonna del Soccorso” attribuita a Domenico Gagini (1480)-fonte battesimale di Antonello Gagini-resti di un polittico ligneo del ‘400 di scuola senese,raffigurante la Vergine col Bambino,proveniente dalla chiesa di S.Nicola.

Ridiscesi sulla SS 113 si prosegue per Messina sino a Castel di Tusa,  dove l'hotel Atelier sul mare e la Fiumara d'Arte, www.ateliersulmare.it
un connubio fra arte e paesaggio. Da Castel di Tusa si sale sino al sito archeologico dell'antica colonia greca di Halaesa, fondata da Arconide nel 403 a.C., e poi a Tusa, il Santuario di S.Maria delle Palate (XII secolo) e Monastero dei Benedettini (VI secolo) ·
La chiesa si trova sulla collina dove giacciono anche i resti della città di Alesa. Il termine "palate" viene fatto derivare dalla tradizione secondo la quale si potevano acquisire, pregando nella chiesa, tanti anni di indulgenza quanti erano i granelli di una palata di sabbia, nella chiesa Matrice dedicarta a Santa Maria Assunta, nella cappella del Santissimo Sacramento conserva un altare intarsiato di Salvatore Allegra, del 1782, arricchito da elementi di argento. Una balaustra in marmo limita l'ingresso e le pareti sono decorate a stucco. La cappella del Santissimo Rosario si trova all'estremità del transetto: sull'altare una statua lignea della Madonna di Simeone Li Volsi, del 1632. La Cappella del Crocifisso, ospita un altare in marmo acquistato a Messina dopo il terremoto del 1908. Vi si conserva la statua in marmo, attribuita al Gagini, del 1472 che raffigura la Madonna della Mercede. La cappella delle Anime del Purgatorio conserva un quadro dello Zoppo di Gangi.

Ritornati sulla SS 113 si prosegue, in direzione Messina, per Santo Stefano di Camastra,  nota per i laboratori di ceramica dall'antica tradizione artigianale-

Proseguendo si giunge a Caronia, il paese fa parte del Parco dei Nebrodi.

Rientrando verso Cefalù si incontra la deviazione per Mistretta, si trova nel territorio del Parco dei Nebrodi caposaldo fra il Tirreno e la Sicilia centrale, che si raggiunge salendo per 14 km la SS 117, sita su un colle a quasi 1000 metri sul livello del mare, nei boscosi monti Nebrodi, la cittadina, detta anche la "Sella dei Nebrodi" per la particolare conformazione.

Cefalù

Pollina

S. Mauro Castelverde

Halaesa

S. Stefano Camastra


Caronia

Mistretta

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