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Sicilia da visitare > itinerari da scoprire


Alcamo (TP)


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Santuario di Santa Maria dei Miracoli / Diocesi: Trapani.   Indirizzo: piazzetta Santuario.  Calendario: 21 giugno festa della Vergine.
Note: molto curata è la “liturgia in canto”, soprattutto il sabato (dedicato a Maria) e nelle festività mariane.

Il 21 giugno 1547, alcune donne, mentre erano intente a lavare i panni ad un ruscello, videro scagliare delle pietre dal bosco sovrastante; ma le pietre, anziché procurare loro dolore, guarivano le loro parti malate del corpo. Le autorità decisero di disboscare il terreno e fu trovata, nascosta in una buca a forma di cappelletta scavata nella roccia, un’icona della Vergine dipinta su pietra.

La popolazione iniziò a pregare di fronte all’icona trovata e abbondanti giunsero le grazie. Proprio sul luogo del ritrovamento, il nobile condottiero spagnolo don Fernando de Celada y de Vega, a quel tempo governatore di Alcamo, decise di far erigere il santuario in onore della patrona della città.
Il tempio è un misto di forme barocche e rinascimentali. La facciata, oltre a due portali con colonne scanalate e capitelli corinzi, presenta una finestra a tribuna, fiancheggiata da due finestre più piccole intagliate da Innocenzo Arcodaci.

L’interno è decorato di stucchi e sulla volta si trova un affresco della glorificazione della Madonna dei Miracoli. Di rilevanza artistica sono da segnalare le tele del pittore Giuseppe Pataria e la cappella dedicata a Maria Santissima dei Miracoli, con arco a tutto sesto in marmo rosso. Nel 1557 venne costruito, in onore del nobile Fernando Vega, un sarcofago di marmo bianco, con la figura giacente, opera di Rocco Rapi.

ALTAVILLA MILICIA (PA)


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Santuario Madonna della Milizia    Diocesi: Palermo.    Indirizzo: piazza Matrice 19.
Calendario: la festa si celebra nei giorni 6-7-8 settembre.
Note. Da maggio a settembre, l’8 di ogni mese, si tiene un pellegrinaggio dalla stazione ferroviaria al santuario.

All’inizio del Seicento una nave di pirati veleggiava verso Palermo, quando fu sorpresa da una violenta tempesta che obbligò l’equipaggio a scaricare dei pesi e fra questi c’era un quadro, utilizzato come coperchio di una stiva. Il quadro fu ritrovato alla foce del fiume Milicia e trasportato ad Altavilla su di un carro trainato da buoi.

Un’altra tradizione orale sostiene che il dipinto era già presente nella cittadina siciliana e venne rubato durante un’incursione turca. Sopraggiunta una tempesta, un cristiano, fatto prigioniero, attribuì la causa del cattivo tempo al quadro rubato, e i turchi se ne liberarono gettandolo in mare; la popolazione lo ritrovò alla foce del fiume.

La fondazione del santuario risale al 15 luglio 1636. Il tempio s’innalza sulla collina di Altavilla, ai piedi della quale si trova una verde distesa di limoni e oltre ad essa il mare.

La chiesa ha forma di croce latina. Da segnalare quattro tele del Bagnasco ed un museo di quadretti votivi, dipinti su latta di scatole di sardine.
Il famoso quadro ritrovato è composto da due tavole di abete su cui è incollata una tela. La pittura è stata realizzata su uno strato di gesso e colla ed è eseguita con tempera all’uovo.

Nel 1990 il quadro è stato restaurato, riportandolo alle forme originarie. L’effigie riportata è quella della Madonna seduta in trono, dipinta secondo i canoni della maestà medioevali: è avvolta da un manto blu, segno della sua umanità; la veste è rossa, segno della sua divinità; sulle ginocchia Gesù Bambino ritto in piedi che tiene nella mano sinistra il rotolo del Libro delle sacre scritture e la mano destra è benedicente.

A sinistra è raffigurato san Francesco e ai piedi della Vergine il committente del dipinto, posto in ginocchio. L’opera risale alla seconda metà del Trecento e appartiene alla scuola toscana di ispirazione giottesca.


CALATAFIMI (TP)


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Santuario della Madonna di Giubino Diocesi: Trapani.   Indirizzo: via Mazzini 50.

Calendario: la festa cade la quarta domenica di settembre.

Note: il santuario risale al 1300 ed è stato dimora di eremiti, fra i quali il beato Arcangelo Placenza: la sua grotta è tuttora visibile, in essa pregava ed entrava in comunione con il divino alla presenza della Madonna.

Caltagirone (CT)


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Santuario Santa Maria del Ponte  Diocesi: Caltagirone.  Indirizzo: Largo della Fontana.
Calendario: festa solenne il 15 agosto, anniversario dell’apparizione e anche il giorno dell’Ascensione in ricordo dell’apparizione della Stella, con Quarantore.
Note: Nel santuario è conservato un reliquiario in legno, dove si riconoscono le reliquie di vari santi, fra cui un frammento della Croce di Cristo.

Il 15 agosto 1572, alla fonte del rione Ponte, una bambina sordomuta, attingendo acqua, vide riflessa la Vergine con in braccio il Bambino Gesù. La notizia si sparse per l’intero paese, ma l’immagine della Madonna era visibile soltanto a chi era in grazia di Dio. Un pittore ritrasse la Vergine (il dipinto è conservato nel santuario) e un anno dopo il quadro si trovava sul luogo dell’apparizione. Alla fine del XVI secolo si avverò un altro straordinario evento: la domenica dopo il giorno dell’Ascensione si udirono le campane suonare spontaneamente e nella fonte, ormai divenuta celebre, si vide una Stella luminosa con sei candele intorno.
Dal 1777 Maria Santissima del Ponte è patrona della città e nel 1942 il santuario fu eretto a parrocchia. Nella metà degli anni Sessanta del Novecento fu costruita la nuova chiesa parrocchiale, dove fu posta l’immagine della Vergine e nel 1987 divenne santuario mariano diocesano. L’anno successivo l’immagine di Maria Santissima fu incoronata da monsignor Vittorio Mondello, vescovo di Caltagirone. L’antica fonte dell’apparizione è oggi inglobata all’interno del santuario, in una cappelletta marmorea, a cui i pellegrini attingono l’acqua miracolosa. Nel nuovo tempio troviamo anche due bassorilievi all’ingresso, mosaici, una via Crucis in terracotta, una vetrata istoriata che rappresenta l’apparizione, una statua della Pietà e del Sacro Cuore, abside in ceramica e presepio in terracotta.

CAPO D’ORLANDO (ME)


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Santuario Santa Maria di Capo d’Orlando  Diocesi: Patti.
Calendario: la festa è il 22 ottobre.
Note: si tiene la mostra d’arte sacra nazionale «Ecce Mater».

La notte del 22 ottobre 1598, sul castello di Capo d’Orlando, i fratelli Raffa, guardiani, videro un pellegrino che si mise a suonare la buccina, strumento che serviva a dare l’allarme durante le incursioni dei pirati.

Il pellegrino sparì lasciando un sacchetto. Venne aperto e in una cassetta fu trovato un piccolo simulacro raffigurante la Vergine Maria che teneva fra le braccia il Bambino Gesù. Il pellegrino sarà riconosciuto come san Cono Navacita, colui che in vita aveva indicato sulla cima di Capo d’Orlando il luogo in cui erigere un santuario e il santuario venne costruito sulla sommità del promontorio: il 22 ottobre 1600 poté accogliere la Madonna.

Ci sono 230 scalini prima di arrivare al tempio che si trova in una splendida posizione, proprio di fronte alle isole Eolie, dove un tempo sorgeva un castello. I dipinti conservati sono di autori locali. La cassetta trovata dai fratelli Raffa conteneva un’immagine simile alla Madonna miracolosa di Trapani. Tale cassetta era chiusa da due sportelli raffiguranti l’immagine di san Michele Arcangelo e di san Francesco da Paola. Nel 1925 il simulacro venne rubato e sostituito con uno in argento, opera del maestro Ugo.

CALTANISSETTA


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Santuario di Gesù Crocifisso Signore della Città  Diocesi: Caltanissetta.  
Indirizzo: via del Signore della Città 68.
Calendario: la festività principale si celebra il Venerdì Santo.

Note: nel giorno in cui il santuario celebra la sua festa, il Crocifisso, posto sul percolo, è portato a spalle dai discendenti di coloro che lo trovarono nella grotta e a piedi nudi, cantando in dialetto le lodi del Signore. La chiesa sorse fra il XIV e XV secolo ed è il tempio più importante di Caltanissetta dopo la cattedrale. Sorse in seguito al ritrovamento del Crocifisso ritrovato in una grotta dalla famiglia Fogliamari. Durante lo sbarco degli Alleati in Sicilia, la chiesa subì gravi bombardamenti. Fu ampliata nel 1898, arricchita di una cantoria e di un pregevole prospetto. I mosaici che adornano il Crocifisso e le due artistiche finestre istoriate sono di Bevilacqua di Palermo (1956) e i mosaici laterali del presbiterio sono del Fornasier (1970). L’artistica tela della Madonna di Pompei è del pittore romano Bottoni (1908). La tela di santa Elisabetta d’Ungheria è stata dipinta da Salvatore Randazzo e la scultura di sant’Antonio è dello Scimé.

LAMPEDUSA (AG)


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Santuario Beata Vergine Maria di Porto Salvo Diocesi: Agrigento.
Indirizzo: Contrada Madonna.
Calendario: festa il 22 settembre, a ricordo del restauro della chiesa avvenuta nel 1843.

Note: Già al tempo delle crociate a Lampedusa si venerava un’immagine della Vergine in una grotta del Vallone della Madonna.

Nel 1602 l’immagine fu trafugata da uno schiavo, Andrea Anfossi, e portata a Castellano (IM), dove è venerata ancora oggi. La Madonna prese il titolo di Madonna di Porto Salvo, quale patrona dei pescatori.



GIBILMANNA (PA)


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Santuario Santa Maria di Gibilmanna Diocesi: Cefalù.

Calendario: la festa si celebra la prima domenica di settembre e l’8 settembre, la natività della Vergine.

Note: Costruito nel 1624 dai Frati Cappuccini, qui insediati su un antico cenobio benedettino.

Secondo la tradizione sarebbe uno dei sei monasteri fondati da Gregorio Magno in Sicilia, prima di essere eletto Pontefice (590-604).

Nel IX secolo, durante l’invasione dei saraceni, il monastero benedettino fu abbandonato, tranne la chiesa, custodita da vari eremiti fino al 1534.

                                                
LENI (ME)
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Santuario Santa Maria del Terzito Diocesi: Messina-Lipari-Santa Lucia.
Indirizzo: Isola di Salina (Isole Eolie) Via del Terzino 8.
Calendario: 23 luglio festa del santuario, preceduta da un novenario.
Note: in questi luoghi si trovano malvasia e capperi.

Il santuario è stato eretto sull’isola di Salina, una delle sette dell’arcipelago delle Eolie, nella solitaria Val di Chiesa. Qui, nella prima era cristiana, un eremita costruì un piccolo oratorio collocando un’immagine della Madonna.

Secoli dopo, il 23 luglio 1622, la Madonna apparve ad un boscaiolo, Alfonso Mercorella, il quale trovò fra le rovine di un vecchio fabbricato un quadro di legno antico che raffigurava la Madonna con le stesse sembianze della visione avuta da poco. Venne costruita una chiesa ed esposta una riproduzione del quadro, perché l’originale venne distribuito in piccole parti ai devoti.

Nella metà dell’Ottocento il santuario fu ampliato nella sua forma a croce latina. Venne consacrato il 21 luglio 1901. Nel tempio è custodita una statua lignea che rappresenta la Madonna riprodotta nel quadro di origine; l’autore, palermitano, è ignoto.
Il quadro che oggi si ammira sull’altare centrale risale a dopo il 1622 e rappresenta la Madonna con un campanello in mano e così facendo sovrasta l’arcipelago oliano. Il Santuario ha preso il nome di Terzito, cioè di “terzo sito”, terza riedificazione o terza chiesa dell’arcipelago. Negli ultimi decenni sono stati aggiunti i due campanili che completano la facciata, sormonatata da una grande statua marmorea della Madonna, opera di Antonio Bonfiglio.

MESSINA


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Santuario Santa Maria di Montalto Padri Redentoristi. Diocesi: Messina.
Indirizzo: via Dina e Clarenza 16.
Calendario: la festa del santuario si celebra il 12 giugno che corrisponde alla festa cittadina detta della “Colomba”, ricordando la colomba miracolosa.
Note: Nel santuario si conservano alcune reliquie di sant’Alfonso Maria de Liguori e di santi redentoristi, inoltre una lettera di sant’Ignazio di Lojola datata 1550. In questo luogo si tiene il Premio nazionale di Poesia religiosa Madonna di Montalto.

Il Santuario si erige su un’altura che domina la città e il porto di Messina. L’origine del tempio cristiano è legata alla guerra dei “Vespri siciliani”, scoppiati a Palermo il 31 marzo 1282, lunedì di Pasqua.

A Messina la rivolta scoppiò il 28 aprile e la popolazione, in preda alla disperazione, ricorse all’intercessione di Maria Vergine. Nella notte fra l’8 e il 9 agosto fu notata una signora vestita di bianco che copriva con veli i punti più vulnerabili delle mura... e la città fu salva. Ai primi di giugno del 1294 la Vergine indicò il luogo in cui voleva venisse edificato il santuario a lei dedicato: fu vista una colomba volare sul luogo e segnare i confini della chiesa stessa.

I lavori del santuario terminarono nel 1295 e fu affidato alle monache cistercensi.
Più volte, lungo i secoli, la Madonna fece sentire la sua particolare presenza e protezione sopra la città: in occasione di lotte, epidemie e terremoti, quello terribile e devastante del 1908 che vide la regina Elena di Savoia intrepida soccorritrice dei terremotati, provocò la distruzione del tempio, che venne celermente ricostruito fra il 1910 e il 1911. Sarà ampliato fra il 1928 e il 1930. Dal 1946 il santuario appartiene ai Padri Redentoristi, fondati da sant’Alfonso Maria de Liguori.
Il 1° gennaio 1950 l’icona viene solennemente incoronata e la diocesi è affidata al Cuore Immacolato di Maria. Il Santuario, in cemento armato e mattoni pieni, ricorda quello del 1295, in stile romanico-gotico, con facciata fiancheggiata da due campanili gemelli degli architetti Valenti e Barbaro.

Nell’interno troviamo un’icona bizantina che riproduce, su tavola, una Madonna seduta che offre ai fedeli il Bambino Gesù, in piedi sulle ginocchia, quale unico Salvatore. Nel secolo XVII l’icona venne rivestita da una mantea argentea finemente cesellata dalla scuola di Pietro Juvara. Giovanni Paolo II, nella sua visita al santuario di Messina, nel 1988, donò per questa Madonna una corona d’argento filigranata. Il tetto del tempio, in legno, è decorato da Gregoretti di Palermo; mentre il pavimento, in marmo policromo, è del Diletti di Messina del 1984.

MESSINA


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Santuario di Sant’Antonio Padri Rogazionisti. Diocesi: Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela.
Indirizzo: via Santa Cecilia 121.
Calendario: 1° giugno festa del beato Annibale. 13 giugno festa di sant’Antonio.
Note: Nel santuario è custodita l’urna con le spoglie del beato Annibale Maria di Francia.

Il santuario ebbe origine dalla volontà del beato Annibale Maria di Francia, fondatore dei Rogazionisti e delle figlie del Divin Zelo. Il beato dedicò la sua vita all’infanzia povera e abbandonata negli orfanotrofi.

Nel 1909 papa Pio X offre a padre Annibale una chiesa in legno, che viene distrutta da un incendio scoppiato nel 1919. Nel 1921 il padre costruisce un tempio dedicato al sacro Cuore di Gesù per la preghiera a favore delle vocazioni, detto anche santuario di Sant’Antonio, prima chiesa in muratura dopo il terremoto nel 1908. La consacrazione del santuario avvenne il 22 agosto 1937: padre Annibale era morto dieci anni prima, a lui, nel 1969 venne dedicato un monumento con bronzi di Mario Lucerna. Il tempio è a tre navate e si ispira alle forme rinascimentali.

L’esterno è rivestito di pietra, con un altorilievo centrale raffigurante sant’Antonio e due statue laterali di san Matteo e san Luca. L’altar maggiore è di marmo intarsiato da bronzi dorati, sul paliotto è raffigurata l’ultima Cena in bronzo, modellata dal Gangeri.
                                                                                 
Nicosia (EN)


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Santuario Madonna del Carmine / Diocesi: Nicosia.
Indirizzo: Via Giambattista Li Volsi.
Calendario: 16 luglio, si celebra solennemente la festa della Madonna del Carmine.

Note: il santuario sorge dove i Carmelitani ebbero uno dei primi e più importanti conventi, probabilmente fondato verso il 1250. All’interno, sul ricco e solenne altare maggiore si conserva il gruppo marmoreo dell’Annunziata di Antonello Gagini del 1527.

Palermo


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Santuario di Santa Rosalia / Diocesi: Palermo
Indirizzo: Monte Pellegrino
Calendario: il 4 settembre si celebra la festa solenne di Santa Rosalia
Note: è disponibile una casa di accoglienza con 40 posti letto, con stanze a più letti, sala pranzo che funge anche da sala incontri. Cucina autogestita.

Il santuario sorge sul Monte Pellegrino che domina la città e la Conca d’Oro. Santa Rosalia visse nel XII secolo. Appartenente ad una nobile famiglia, era figlia del duca Sinibaldo. Educata cristianamente, si ritirò a vita di preghiera e penitenza in una grotta a Santo Stefano Quisquina.

In seguito passò sul Monte Pellegrino, dove rimase fino alla morte (1166). La sua esistenza di pietà e penitenza attirò l’attenzione dei palermitani che già in vita la proclamarono santa. Dopo la sua morte e sul finire del secolo, sorsero molte cappelle e chiese in suo onore. Il culto a santa Rosalia esplose con forza solo nel 1624, anno in cui furono ritrovate le sue ossa, dimenticate, nella grotta del Monte Pellegrino. Un cacciatore, Vincenzo Bonello, salì il Monte con intenzioni suicide perché era morta sua moglie, di peste.

Lungo il cammino gli si avvicinò una giovane Romita. Lo rincuorò rivelandogli che quella grotta, dove erano giunti, era stata la sua dimora in vita e tomba in morte. Gli disse di essere Rosalia e lo incaricò di far sapere al vescovo di Palermo che, se le sue ossa fossero state portate in processione, la peste sarebbe cessata.

Le ossa vennero esaminate e si riscontrò che appartenevano ad una donna vergine. Furono allora portate in processione nel capoluogo siciliano. La peste cessò realmente e santa Rosalia fu proclamata patrona di Palermo.
Nel 1625 fu costruito il Santuario, composto dal convento e dalla grotta-cappella. Il tempio ha una facciata seicentesca, sormontata da un’edicola con la statua di santa Rosalia (1700). In fondo al santuario si trova l’ingresso della grotta, profonda 25 metri, dalle cui pareti stilla acqua miracolosa. Sotto l’altare, coperto da baldacchino, si trova l’urna con la statua giacente della santa, opera di Gregorio Tedeschi del XVII secolo: è di marmo bianco, rivestita in lamina d’oro. Si tratta di un dono di Carlo III di Borbone, re delle Due Sicilie.

Siracusa


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Santuario Madonna delle Lacrime
Diocesi: Siracusa
Indirizzo: via del Santuario 33

Note: Il Santuario più famoso della Sicilia, in questi ultimi tempi è divenuto il Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa. Inaugurato da Giovanni Paolo II in occasione della sua visita il 1° maggio 1994.

Il 20 agosto 1953, in una modesta casa di Siracusa, un’immagine di gesso, raffigurante il Cuore immacolato di Maria iniziò a piangere: le lacrime uscirono per tre giorni consecutivi. Seguirono fatti miracolosi, finché il 12 dicembre dello stesso anno l’episcopato di Sicilia accertò la realtà dei fatti e decise di edificare un santuario in onore della Madonna delle Lacrime.

Gli architetti francesi incaricati costruirono un tempio modernissimo: una struttura verticale, alta 135 metri, a pianta centrale con unica navata del diametro di 90 metri. Intorno all’altare maggiore 36 cappelle.

Scala Ritiro (ME)


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Santuario Santa Maria della Scala detta “Badiazza”
Diocesi: Messina, Lipari, Santa Lucia del Mela.
Indirizzo: Contrada Badiazza.
Calendario: 2 agosto, anniversario della consacrazione del tempio.
Note: il Santuario si trova alle porte di Messina, ad un chilometro dal torrente Badiazza, ai piedi del Colle San Rizzo.

Negli anni 370-381 i monaci Basiliani si insediarono in un modesto cenobio circa 200 metri più in basso dell’attuale santuario. Fra il 680 e il 690 ottennero da papa Leone II, messinese, l’assenso a costruire un santuario di forma cubica e, adiacente, un piccolo monastero. Le incursioni arabo-saracene distrussero tutto. Su quelle macerie il conte Ruggero I d’Altavilla, normanno, ricostruì il santuario che divenne Cappella reale. La guerra dei Vespri siciliani distrusse nuovamente la costruzione (1347). Il degrado attraversato da sei re normanni, due svevi, uno angioino, quindici aragonesi, fu tale da far assumere ai resti del luogo il titolo dispregiativo di Badiazza (1600), riferito non al tempio, ma al monastero, abbandonato dalle suore Benedettine nel Cinquecento.
Ogni modello plastico della chiesa segue un programma teologico. Il programma costruttivo comprende la scienza dei numeri, della geometria e ottica arabe. L’antico quadro della Madonna della Scala, del XII secolo, che veniva portato in processione, non esiste più ed è stato sostituito da una pittura moderna.

Tindari (ME)


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Santuario Madonna del Tindari / Diocesi: Patti

Calendario: 8 settembre, festa della Madonna nera

Note: Il tempio venne costruito al tempo delle lotte iconoclaste, quando fu trafugata dall’oriente una statua della Madonna bruna che approdò a Tindari e fu consegnata dai marinai a degli eremiti.

                                                  
Paternò (CT)
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Santuario Madonna della Consolazione / Opera Don Orione (dal 1966) / Diocesi: Catania. /

Indirizzo: Piazza della Consolazione 1.

Calendario: l’ultimo sabato e l’ultima domenica del mese di maggio si celebra la festa solenne a ricordo dell’apparizione mariana.

Note: il santuario sorge sulla Rocca di Paternò. L’origine della devozione mariana risale al 1580: l’ultimo mese di maggio una fanciulla, al pascolo, vide la Madonna che domandò la costruzione di una cappella promettendo, in cambio, protezione e conforto.

Ragusa


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Santuario Madonna del Carmine / Frati Carmelitani Scalzi / Diocesi: Ragusa.
Indirizzo: Piazza Carmine 2.
Calendario: il 16 luglio festa solenne della Madonna del Carmine e il 14 dicembre di san Spiridione, santo del III secolo.

Note: nel 1726 il monastero fu costruito insieme alla chiesa del Carmine.
Nel 1957 l’antica chiesa venne abbattuta e fu costruito, ex novo, l’attuale santuario.

Sciacca (AG)


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Santuario di San Calogero al Monte / Frati Francescani / Diocesi: Agrigento.
Calendario: l’ultimo martedì del mese processione delle reliquie di San Calogero alla Grotta. La festa liturgica ricorre il 18 giugno.

Note: il santuario sorge sul Monte San Calogero. San Calogero nacque a Calcedonia, in Asia Minore, e al tempo delle persecuzioni, si stabilì in Sicilia, dedicandosi ai malati, alla predicazione e all’eremitaggio, passando da una grotta all’altra fino quando si fermò a Sciacca, nella grotta del Kronio. Le origini del santuario risalgono alla fine del 1400. L’attuale tempio fu inaugurato nel 1644 per volere del vescovo Mariano Manno e sostituì la vecchia chiesina. La grotta, dove visse San Calogero, è visitabile.

Siracusa


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Santaurio di Santa Lucia al Sepolcro / Diocesi: Siracusa / Indirizzo: Via Bignami 1.
Calendario: 13 dicembre, festa di Santa Lucia.
Note: Sotto la chiesa e l’ex convento si trovano le catacombe di Santa Lucia, le più grandi della Sicilia, la cui parte più antica risale, addirittura, al III secolo.

La chiesa sorse in epoca bizantina, nel VI secolo, sul luogo dove a Santa Lucia venne inflitto il martirio nel 304 d.C. sotto l’Impero di Diocleziano.

La chiesa venne riedificata nel tempo normanno e cioè nel XII secolo. Di quest’epoca si conservano ancora le absidi, il portale, parte del campanile, un rosone trecentesco.

Il resto venne ricostruito agli inizi del Seicento e dopo il terremoto del 1693.
Antichi e preziosi i documenti artistici all’interno del santuario: opere del XIII e XV secolo.

Appoggiata al pilastro destro del presbiterio è collocata una colonna in granito, presso la quale sarebbe avvenuto l’orribile martirio della santa. Nell’abside è collocata un’opera del Caravaggio che rappresenta il seppellimento di Santa Lucia (1609).

Il corpo della santa, trasportato in un primo tempo a Costantinopoli, si trova ora a Venezia, nella chiesa di San Geremia. Alcune reliquie della martire sono custodite nel Duomo di Siracusa.

Trapani


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Santuario Santa Maria Annunziata / Frati Carmelitani / Diocesi: Trapani
Indirizzo: via Conte Agostino Pepoli 194
Calendario: 16 agosto, festa della Madonna di Trapani Note: L’antico santuario venne edificato fra il 1315 e il 1336; il nuovo risale al 1839.
                                                                                                     Siccardi Cristina

 

A chi, cattolico, non è capitato, almeno una volta, di trovarsi in una città o in un paese non troppo familiare e voler vestire i panni del pellegrino per conoscere santuari sconosciuti? E se, fortunatamente, ci indicano il luogo, restiamo delusi per la mancanza di nozioni sull’origine e sulla storia di quel tempio.
Con questa nuova rubrica vorremmo dunque fornire ai nostri lettori la possibilità di raccogliere un pratico vademecum dei tanti e tanti santuari, innalzati in onore della Madonna e dei santi, dove ogni giorno la gente varca la soglia delle cattedrali dello spirito e della devozione per pregare, ringraziare, gioire, piangere e trovare fortificante conforto.
I Santuari che verranno di volta in volta presentati, formeranno, al termine, una mappa geografica con l'intento di una agevole e veloce lettura.
Occorre tenere a mente che le intitolazioni dei templi sono ufficialmente sancite dall’autorità ecclesiastica ed esse rispettano la devozione e la tradizione popolare del luogo. Quasi sempre l’origine di un santuario è legata ad un fatto miracoloso e prodigioso compiuto ad opera dell’intercessione di Maria o di un santo. “L’apparizione... preferibilmente dove esisteva un’edicola votiva o un affresco murale (tanto che si può forse definire un santuario come un’edicola che ha fatto fortuna) è un elemento comune a molti racconti delle origini” sostengono gli studiosi Piercarlo Jorio e Laura Borello. Le migliaia e migliaia di ex voto che si possono osservare nei diversi santuari è la testimonianza più genuina e più bella dell’amore che il popolo di Dio ha avuto e continua a manifestare.
È interessante che i santuari di età medioevale erano situati lungo le grandi vie dei pellegrinaggi, ma non solo, si trattava anche di basilari crocevia del commercio e dell’economia. Molti di essi offrivano ai pellegrini l’“ospizio” o addirittura l’ospedale. Le foresterie e l’accoglienza anche notturna, nella maggior parte dei casi, sono state mantenute e lungo i secoli si sono ampliate.

 

Santuario Santa Maria Addolorata Di Romitello
Il Santuario si trova a 5km di distanza da Borgetto, a 750m sul mare, in una delle zone più panoramiche della Siclia. Fu fondato dal Benedettino Giuliano Majali, abile e nobile diplomatico, che nel 1460 costruì un piccolo oratorio ad uso personale nel luogo in secondo la tradizione apparve più volte La Madonna Addolorata (la Pietà). Giuliano ottenne poi il permesso di passare dal Monastero di S.Maria delle Ciambre al bosco della "Carrubbella", il luogo delle apparizioni , deove passò gli ultimi sei anni della sua vita come eremita. L'abate del Monastero gli permise infatti di costruire due cellette per dua dimora: il piccolo romitorio generò il nome di "Romitello del luogo".
Il piccolo oratorio fu ingrandito di pochi metri e portato alle dimensioni attuali. A metà degli anni Settanta, poichè il numero dei fedeli continuava a crescere, la vecchia chiesina fu abbandonata e venne utilizzato come Santuario un grande salone, decorosamente attrezzato e funzionale, anche se pur smepre insufficiente. Ora è in via di realizzazione un grande Santuario, che sorgerà accanto all'antica chiesina. Il quadro qui venerato rappresenta la deposione di Gesù dalla croce alle ginocchia della Madre. Dopo alcuni fatti straordinari accaduti il 31 agosto 1896 la Curia di Monreale dichiarò miracolosa l'immagine della Madonna del Romitello. Nel 1920 il Santuario fu affidato ai Padri Passionisti e il 27 agosto 1922 l'immagine della Madonna fu incoronata. Nel 1971 fu eretta la Parrocchia di Maria SS. Addolorata del Romitello.

www.comune.borgetto.pa.it

 

Santuario Di Maria Ss. AddolorataLa storia

Il santuario di "Maria SS. Addolorata" è la prima chiesa che si incontra entrando dalla Porta Garibaldi (Porta di Mare), una delle quattro antiche porte delle città di Marsala.E' la più frequentata dai marsalesi, anche se è piccola, è meta di continui pellegrinaggi.
La storia di questa Chiesa ha qualcosa di miracoloso. Presso l'arco di Porta di Mare era posta una cappellina con una statua dedicata alla Madonna di Concenzione. Qui molti fedeli si recavano per pregare la Santa Madre di Dio,soprattutto nei momenti di calamità. Si narra che nell'inverno del 1691 si scatenò una spaventosa tempesta accompagnata da fulmini e tuoni che sconvolse l'intera popolazione.
La gente impaurita corse a cercare rifugio a Porta di Mare per supplicare la Vergine Immacolata di essere liberata da quelle terribile tempesta.Improvvisamente un fulmine con fragore immenso, dopo avere sfiorato diverse persone che si trovavano in preghiera, colpì a morte un cavallo che, per fatalità, alcuni momenti prima, un ragazzo aveva lasciato in quei pressi perfermarsi a pregare davanti alla S. Immagine. Tutti gridarono al miracolo e, da quel momento il Simulacro fu soprannominato"Madonna del Fulmine".
Il 14 luglio 1691 il popolo marsalese in segno di gratitudine alla Madonna, con il consenso del Senato della città e con le offerte raccolte, volle costruire sul luogo del miracolo, al posto della cappelletta, una chiesa.Il nuovo tempio, sorto dalla ristrutturazione dell'armeria del vicino quartiere militare, era di forma rettangolare e aveva l'ingresso dall'atrio di Porta di Mare. La S. Immagine trovò la giusta collocazione nell'altare Maggiore (attualmente nella cappella del lato destro).Nell'ottobre del 1750 la Congregazione dei Servi di Maria SS. Addolorata, fondata nel 1746 dal Sac. Gaspare Rallo,essendo cresciuta notevolmente di numero, con il permesso da parte del Senato, si trasferì dalla vicina chiesa di S. Giovanni di Rodi nella chiesa della "Madonna del Fulmine".
Qui il consesso cittadino raggiunse, punte mai registrate prima, per cui, durante il rettorato del Sac. Giovanni Tommaso Morana (1770), si avvertì l'esigenza di ampliare e rinnovare la chiesa divenuta angusta per l'aumentato afflusso di fedeli. La pianta rettangolare fu trasformata in circolare (le sue dimensioni vogliono riprodurre la cupola della Chiesa Madre crollata nel 1893) e l'ingresso fu trasferito sulla piazzetta chiamata "Addolorata",
dove attualmente si trova. Si rese quindi necessario creare una nuova abside sull'asse d'ingresso, dove si trova collocato il Simulacro dell'Addolorata, lasciando nel posto originario la primitiva cappella della "Madonna del Fulmine".
L'esecuzione dei lavori fu affidata al capo mastro Pietro Russo e i lavori, come attesta la lapide posta sul prospetto, durarono dal 1786 al 1790.

Santuario Maria Ss. Del ParadisoLa storia

Il culto in onore di Maria SS.del Paradiso, praticato a Mazara sin dall'inizio del XVIII secolo, ricevette un impulso nel 1797 per opera dei padri Liquorini, che furono invitati a tenere un corso di esercizi spirituali di due mesi dal vescovo del tempo: Mons. Orazio De La Torre, palermitano di origine, che resse la diocesi di Mazara sino al 1816. Nel corso degli esercizi, i partecipanti venivano istruiti sul perdono, sulla grazia e sulla gloria futura, nella Cappella del Paradiso della Casa Santa, dove troneggiava l'immagine dell'immacolata, opera del cavaliere Sebastiano Conca (1680-1764).
Fu proprio il 3 Novembre del 1797, verso le ore 21, che la Beata Vergine, mesta d'aspetto e dolente, si degnò volgere i suoi occhi misericordiosi verso gli astanti. Ripetutosi varie volte il prodigio durante la notte ed il giorno seguente, fu disposta la traslazione della sacra immagine alla Cattedrale. Cosa che fu fatta con grande solennità e con grandissima partecipazione di popolo. Durante la veglia notturna ed il giorno seguente, il prodigio lasciò esterrefatti i presenti, perché la Beata Vergine a volte abbassava gli occhi, a volte li innalzava, qualche volta li girava a destra o a sinistra e li fissava sugli astanti, altre volte li chiudeva e li riapriva. prodigio si ripeté nel collegio di S. Carlo e nei monasteri di S. Caterina, di S. Veneranda e di S. Michele. Qui il prodigio ebbe dell'inimmaginabile; si potè infatti constatarlo per ben 24 ore di seguito. Dal 10 dicembre 1797 a tutto il mese di giugno dell'anno seguente, fu celebrato, per ordine del Vescovo, il processo di questo mirabile prodigio, a prova della sua veridicità.Il Vescovo, che ebbe pure lui il privilegio di osservare il prodigio,supplicò il Capitolo Vaticano di coronare l'immagine della Madonnasecondo il legato di Alessandro Sforza. Il Capitolo Vaticano, il 10aprile 1803, decretò l'incoronazione, che ebbe luogo a Mazara Il movimento degli occhi della Sacra immagine, si è rinnovato e ripetuto il 20 ottobre 1807 testimone Don Giuseppe Maria Tomasi ,dei principi di Lampedusa Nel santuario si ripetè nel 1810, ancora il 21 gennaio 1811, il 5 marzo 1866 ed altre volte. L'ultimo, in ordine di tempo, è stato osservato nel 1981 in Cattedrale.
La Madonna del Paradiso è patrona della Diocesi e compatrona della Città di Mazara del Vallo.La chiesa dedicata alla Madonna del Paradiso, deve la sua esistenza alla pietà e alla munificenza del vescovo Orazio De La Torre.
Concluso il processo canonico, Egli si adoperò perchè in Mazara sorgesse un decoroso tempio al posto dell'angusta Casa Santa. Dal 1515 sorgeva nelle vicinanze la chiesetta dedicata alla Vergine del Rosario e il conventino, per un secolo gestiti a vario titolo dai Padri Domenicani. Dopo una breve reggenza dei Padri Carmelitani, la chiesa fu chiusa e il conventino divenne sede della Inquisizione della diocesi. A questa chiesa indirizzò la sua attenzione il vescovo, che non risparmiando fatiche, spese, ed anche con il concorso del popolo, trasformò, aggiungendovi l'abside, quattro sfondi laterali con relativi altari. L'architetto Cenci di Palermo, il plastificatore Curto di Castelvetrano e il pittore Francesco Cutrona hanno lasciato nella chiesa opere del loro ingegno e della loro fede.
La chiesa è ad un'unica navata: nell'alto dell'abside sopra l'altare venne incastonato il prezioso quadro in una cornice marmorea sorretta da due angeli. Nell'abside sono collocati quattro quadri (Annunciazione, incoronazione, primo prodigio e quello della cattedrale), opere che il Gianbecchina ha realizzato per il santuario negli anni cinquanta del secolo scorso. Negli altari laterali sono esposti alla venerazione tre quadri del 1700: S. Vito, S. Sebastiano, Madonna del Rosario. La volta maestosa e le pareti sono dipinte a grandi affreschi allegorici. Il frontone alto e semplice richiamano linee settecentesche. Il Campanile, costruito a fianco della chiesa a pianta quadrata, è di stile barocco. Sovrasta la cella campanaria una torretta ottagonale con piastrelle Lachiesa fuconsacrata ed aperta al pubblico il 06.11.1808. Fu proclamata Santuario il 9.7.1978 da sua Ecc. Mons. Costantino Trapani. La chiesa non è meta solo dei fedeli e devoti della Madonna, ma anche di numerosi pellegrini provenienti da ogni parte del mondo.Tra i tanti personaggi illustri che hanno sostato in preghiera ai piedi della Madonna nel santuario, perchè non vada perduta memoria ricordiamo la regina Maria Carolina e il principe Leopoldo nei giorni 9 e 13 giugno 1813.Festività liturgica il 4 novembre; festività cittadina la 2 domenica di luglio

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