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etna nord ovest

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Posto a 760 s.l.m. pur sorgendo in un sito abitato sin dalla preistoria, nacque ufficialmente durante il dominio dello Imperatore Carlo V, che volle che vi confluissero una dozzina di casali sparsi nel circondario. Reca il nome mitico, che significa "tuono", di uno dei tre fabbri ciclopi, che costruivano i fulmini per Giove nella loro officina posta sotto il Monte Etna. Da visitare il Santuario dell'Annunziata e la Chiesa Madre e, appena fuori dal centro, la Masseria Lombardo che ospita il Museo dell'antica civilta' locale. Un po' piu' lontano, poche centinaia di metri dopo il Ponte della Ca'ntera, che consente di affacciarsi sulle forre laviche del Simeto, meritano una visita l'antico - e abbandonato - ponte di Serravalle ed il vicino omonimo caseggiato, impreziosito da una cappella con un minuscolo campanile.
Un po' oltre, il Castello di Torremuzza, mentre percorrendo la strada che costeggia il Simeto in direzione sud, si potra' ammirare una possente parete lavica, formatasi a seguito di un'antica eruzione dell'Etna, che presenta, con straordinaria abbondanza, il fenomeno dei basalti colonnari. Suggestiva e' anche la vista dei campi coltivati a pistacchio, un alberello capace di crescere abbarbicato su terreni lavici, ruvidi e scoscesi.




Bronte

m. 642 s.l.m. ,  non e' un centro abitato omogeneo, ma un aggregato di frazioni sparse in un ampio territorio, recentemente promosse a Comune. Essa pero' sfoggia nel suo territorio l'Abbazia di Maniace, fondata dall'omonimo generale bizantino nel 1040, lungo il fiume dove egli aveva sconfitto in battaglia i Saraceni, da cui il nome del fiume, e poi rifondata  dalla regina Margherita di Navarra nel 1173.
Nel 1799 l'Abbazia fu donata dal re Ferdinando di Borbone all'ammiraglio Orazio Nelson, per riconoscenza, e prese il nome di castello.
Oggi e' di proprieta' comunale e dunque fruibile dal pubblico.

Maniace

m. 960, s,l,m. , offre una piacevole passeggiata alla base dei ruderi della torre fortificata, detta "castello" e lungo le stradine del vicino quartiere medievale.
Notevoli la fontana dello "sghiccio", il palazzo baronale di Via Umberto e le antiche case di Via Ospizio. Una visita va fatta alle Chiese di S. Antonio di Padova, di S. Michele Arcangelo ed alla Chiesa Madre.

Maletto

m. 765,  visse secoli fulgidi fra l'XI ed il XVI secolo e di quell'epoca conserva numerose vestigia. Fu divisa storicamente in tre quartieri, quello latino attorno alla Chiesa di S. Maria, quello bizantino, attorno alla Chiesa di S. Nicolò e quello lombardo attorno a S. Martino. Queste chiese costituiscono ancora gli elementi di maggior pregio della citta' assieme al Castello svevo.
Meritano una visita il Museo di Scienze Naturali, con una importante collezione ornitologica, il Museo Archeologico "Paolo Vagliasindi" e quello dei Pupi siciliani.

Randazzo

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