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La fotografia > la tecnica fotografica
 

In fotografia, il termine esposizione indica il tempo durante il quale l'elemento sensibile il sensore elettronico, resta esposto alla luce che passa attraverso il sistema ottico dell' obbiettivo. L'esposizione si misura in EV o valore di esposizione ed è determinata con l'ausilio dell'esposimetro.
L'esposizione è definita come: esposizione = intensità luminosa × tempo e pertanto dipende dalla combinazione tra le impostazioni del diaframma, che regola l'intensità luminosa, e del tempo di esposizione. Fissata una data esposizione, diaframma e tempo sono inversamente proporzionali, ossia sono l'uno il reciproco dell'altro. La relazione che intercorre tra questi due elementi è definita quindi come reciprocità.

Fin dalle  origini della fotografia, l'esposizione è stato l'elemento fondamentale per ottenere una fotografia ottimale.

Lo strumento utilizzato per misurare la luce è l'esposimetro, che può essere esterno o interno. Un esposimetro può essere a luce riflessa, misurando così la luce che effettivamente proviene dal soggetto, oppure a luce incidente, che viene posto in prossimità del soggetto e ne misura l'illuminazione.

Un esposimetro a luce riflessa ha a disposizione lo stesso tipo di informazione che arriva al sensore, interno alla macchina e fornisce così una misura direttamente utilizzabile. L'esposimetro interno alle macchine fotografiche può essere solo del tipo a luce riflessa, perché non può essere posizionato in corrispondenza del soggetto.
la misurazione per luce riflessa :
è il tipo di misurazione che viene normalmente eseguita, e consiste nella misurazione della luce che dal soggetto viene riflessa nell'ambiente circostante.
La lettura viene eseguita puntando l'esposimetro contro il soggetto.
Vantaggi : il fotografo non si deve necessariamente muovere, è veloce e pratica, permette di controllare la luminosità dei particolari del soggetto.
Difetti : in condizioni di luce particolare (es.:controluce, forti contrasti, ecc..) la lettura può essere falsata, inoltre se il soggetto è troppo chiaro o scuro bisognerà compensare l'esposizione.

Nel caso dell'esposimetro a luce incidente, invece, si ha una misurazione molto più precisa: l'esposimetro si trova esattamente nel punto di interesse.  Di solito utlizizzato in modalità Spot 1°.
L'esposimetro misura la luce su una scala calibrata in valori di esposizione, già pronti, senza necessità di alcuna conversione, per essere utilizzati nelle formule per il calcolo di diaframma e tempo.
Nella lettura spot l'esposimetro limita la lettura ad un'area ben precisa e ristretta, permettendo la selezione della zona dove effettuare la misurazione. È disponibile con alcune fotocamere e anche con alcuni esposimetri esterni.
La lettura media utilizza tutto il campo inquadrato e può produrre grossolani errori a causa di fonti di luce o zone d'ombra all'interno della scena.
La lettura media a prevalenza centrale o semispot è un aggiornamento della lettura media e utilizza due sensori che leggono la scena in modo diverso. Il primo utilizza la zona centrale e la seconda il resto, il processore si occupa poi di unire i risultati privilegiando la zona centrale.

Calcolo dell'esposizione

La misura dell'esposizione può essere, fatta con modalità esposimetriche tradizionali: misura in un punto centrale (spot) o in un'area centrale (pesata centrale) dell'immagine. Sono però disponibili anche modalità intelligenti, che misurano una matrice di più punti, determinando la natura della scena inquadrata e di conseguenza l'esposizione più appropriata. Questi metodi intelligenti possono tenere conto della distanza del soggetto messo a fuoco, del suo colore, di indizi della presenza di particolari condizioni di illuminazione (presenza del cielo, controluce...).  
Le fotocamere elettroniche o digitali utilizzano dei programmi (vari-program) che, una volta calcolata l'esposizione corretta, scelgono la coppia tempo/diaframma più adeguata per la scena inquadrata. Esistono anche due programmi che permettono un utilizzo più creativo e determinano automaticamente un tempo adeguato in base al diaframma scelto dal fotografo (priorità di diaframmi), oppure il diaframma migliore una volta scelto il tempo (priorità di tempi). Infine, il valore scelto dall'automatismo può in ciascuno di questi casi essere modificato manualmente attraverso il controllo della compensazione del'esposizione, oppure attraverso il programma manuale.

Per convenzione, quindi, il calcolo dell'esposizione, il valore letto sull'esposimetro viene fatto in modo tale che la zona di riferimento, per esempio il centro nella modalità spot, sia reso con un livello luminoso intermedio. Tale valore è quello del grigio 18%, cioè quello di una superficie con riflettanza pari al 18%. Esistono in commercio appositi cartoncini che presentano tale livello convenzionale di riferimento. Il valore esposimetrico misurato, per questo motivo, è da intendersi come un punto di partenza su cui effettuare le proprie scelte, più che come una prescrizione.

A queste considerazioni fanno eccezione i metodi a matrice o multizona, che applicano criteri basati sull'analisi di casi reali per cercare di determinare l'esposizione più corretta, non solo quella intermedia.

Situazioni particolari  
In alcune circostanze è opportuno prestare particolare attenzione ai valori restituiti dall'esposimetro, interpretandoli per ottenere il corretto risultato. In special modo gli esposimetri per luce riflessa possono essere ingannati dalla riflettenza dei materiali, ovvero della capacità dei materiali di riflettere la luce in maniera diversa. Ad esempio una superficie di colore bianco o molto chiara restituisce gran parte della luce ricevuta, viceversa una superficie scura assorbe la luce. Questo influisce sull'esposimetro che interpreta la superficie chiara come una luce intensa, e la superficie scura come ombra. In queste situazioni è necessario compensare la lettura scegliendo un'esposizione maggiore nel caso del soggetto chiaro oppure minore con un soggetto scuro. In questi casi è d'aiuto l'utilizzo della tecnica del bracketing o di un cartoncino grigio medio, che possiede una riflettenza del 18%. L'esposimetro a luce incidente non richiede compensazioni per determinare la corretta esposizione.

Esistono diversi tipi di automatismi d'esposizione, sulle fotocamere sono simboleggiati da tre lettere dell'alfabeto:
A: esposizione a priorità di diaframmi: il fotografo imposta il diaframma e l'esposimetro calcola automaticamente il giusto tempo d'esposizione.
S: esposizione a priorità di tempi: il fotografo imposta il tempo d'esposizione e l'esposimetro calcola automaticamente la giusta apertura.
P: esposizione a programma: la fotocamera segue un programma per decidere l'accoppiata diaframma-tempo più adatta.

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