itinerario da patti a tusa
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Da Patti a Tusa :
Il comune di Patti fa parte del Consorzio Intercomunale Tindari-
Con bolla del 1094, il gran conte Ruggero d'Altavilla fondava a Patti il monastero del SS. Salvatore e conferìva la nomina di abate ,con funzioni vescovili, al frate benedettino Ambrogio, già reggente il monastero di Lipari.
Nel 1115, amareggiata per l'immane delusione avuta dal suo secondo sposo, si ritirò a Patti la regina Adelasia, moglie del gran conte Ruggero e madre di Ruggero II°, primo re di Sicilia. Adelasia, figlia di Manfredi, marchese del Monferrato, sposò Ruggero d'Altavilla, giunto al terzo matrimonio. Dal matrimonio nacquero due figli: Simone, deceduto a soli 10 anni, e Ruggero.
Rimasta vedova, Adelasia regnò saggiamente sulla contea di Sicilia e Calabria fino al raggiungimento della maggiore età del figlio Ruggero; stabilì la capitale a Palermo e, seguendo l'insegnamento del marito, tenne sotto controllo le conflittualità fra i nobili e le componenti religiose di rito bizantino e latino, dando alla Sicilia un periodo di grande prosperità e pace. Quando ,nel 1112, decise di unirsi in seconde nozze con Baldovino, re di Gerusalemme, con l'impegno che, se non fossero nati figli, il regno sarebbe andato a Ruggero, iniziò il suo declino e più che altro la sua infelicità. Dopo due anni dal matrimonio ,Baldovino fu costretto a sciogliere un voto in punto di morte e Adelasia scoprì che era già sposato e che, in virtù di quel voto, la moglie legittima doveva riprendere il proprio posto. Adelasia, truffata, derubata delle immense ricchezze che aveva portato in dote, affranta dal dolore per la grave delusione subita, non ebbe il coraggio di rientrare alla corte di Palermo e stabilì la sua residenza a Patti.
Adelasia morì nel 1118 e, per sua scelta, fu sepolta in una cappella del monastero. Oggi la sua sepoltura si trova nella Cattedrale in un sarcofago rinascimentale, ubicato nella cappella di Santa Febronia.
Nel 1197 moriva Enrico VI°, incoronato re di Sicilia dall'arcivescovo di Palermo Bartolomeo Offmil, dopo la morte di Tancredi, ultimo erede della dinastia Normanna. Essendo ancora minorenne il futuro Federico II, fu nominato reggente del regno di Sicilia il conte di Brenna.
Patti
Posto lungo la costa tirrenica tra i comuni di Gioiosa Marea e Capo d'Orlando, circondato dai monti Nebrodi e da una vasta pianura che degrada verso mare, il piccolo centro di Brolo il cui nome trae probabilmente origine dal termine latino "brolium", che significa giardino.
Il borgo sorse e si sviluppò intorno al castello, eretto nel 1200 su un costone roccioso a difesa del tratto di costa tra Capo d'Orlando e Capo Calavà
Brolo
Adagiato su una vallata a 314 m. l. m. la fondazione dell'attuale centro urbano si colloca storicamente in epoca normanna, attorno al monastero basiliano di S. Michele Arcangelo, di epoca bizantina. Nel 1084 il Conte Ruggero, dopo aver debellato i Saraceni, concesse in feudo gran parte dell'attuale territorio, compresi i casali greci di Lisycon (l'attuale contrada Lisicò, posta dirimpetto al paese) Anzan e Tondonconòn.
Sant'angelo di Brolo
è situato sui monti Nebrodi, a 450 m s.l.m., in mezzo a boschi il tessuto urbanistico di Ficarra e' di chiara origine medievale, la prima notizia della esistenza di questo agglomerato urbano con l'odierno nome risalgono a un diploma del Conte Ruggero Normanno del 1082 infatti Ficarra viene citato nel 1198 nel registro della chiesa di Messina, come un comune in cui sorge una fortezza costruita nel periodo Saraceno
Ficarra
il suo nome deriva dal greco nesos, cioè isola, da alcuni documenti si ricava che il conte Ruggero divise il territorio di Naso tra il Vescovato di Patti e Lipari ed il fedele cavaliere Goffredo di Garres. Intanto la presenza normanna favoriva l’insediamento dei frati Basiliani i quali costruirono un grande monastero esercitando un importante ruolo, non solo religioso
Naso
i primi documenti che la citano sono comunque della fine del secolo XI quando i Normanni istituiscono le diocesi di Troina e Messina. Sotto gli Svevi Tortorici è dominio feudale dei Pollichino e quindi dei Moncada e Mastrilli. E' nel 1300 che Tortorici avvia la sua espansione, costruisce le chiese oltre la cinta muraria, come S. Nicolò ed il SS. Salvatore, spingendosi anche oltre il fiume con la costruzione delle Chiese di S. Maria de Platea, S. Domenica, e S. Maria extra menia. Oltre la medievale cinta muraria non sorgono solo chiese, ma anche case, palazzi, opifici, botteghe; Se l'arte della fusione del bronzo è quella che ha dato maggior prestigio e notorietà a Tortorici, fiorente è anche la lavorazione del rame, l'agricoltura e l'estrazione dell'oro. È un comune del Parco dei Nebrodi.
Tortorici
Posto nel cuore dei Nebrodi a circa 430 metri sul livello del mare, Mirto, veniva denominato con privilegio di re Ruggero datato 1134, Myirti o Myrtus. Il nome è probabilmente connesso alla presenza dei mirteti di cui un tempo era ricco il territorio. Fu in passato un centro fiorente per la coltivazione del baco da seta e per la produzione di vino. Nel XIII secolo, re Federico II di Svevia per conquistare il monastero di San Filippo (a Frazzanò), importante centro di studi e formazione del monachesimo greco in Sicilia soggiorno in paese.
Mirto
posta sulla costa settentrionale sicula, fra il promontorio di tindari e Cefalù. Trae origine da un'antica città sicula denominata "Agatirno" dal nome del figlio di Eolo che fondò ai tempi della guerra di Troia (1218 a. C.).
Quando, dopo l'anno 1000, i Normanni arrivarono in Sicilia il toponimo "Agatirno" scomparve e i luoghi furono denominati Capo d'Orlando, in virtù del promontorio e in onore al celebre paladino di Carlo Magno.
Capo D'Orlando
È situato sulla sommità del massiccio del Castro a 540 metri s.l.m., ai lati delle vallate dei torrenti Rosmarino e Platanà, con alle spalle la catena montuosa dei Nebrodi. Questo borgo si trova su una collina dalla quale si gode un panorama meraviglioso. L’antica Alontion greca, divenne Haluntium con i Romani per essere Demenna con i Bizantini, San Marco con i Normanni e nel 1867 prese il definitivo nome di San Marco d’Alunzio.
San Marco d'Alunzio
la sua posizione si colloca tra il mare Tirreno e l’entroterra montuoso dei Nebrodi. È un comune del Parco dei Nebrodi.
Sant'Agata di Militello
è situato 420 metri sopra il livello del mare, sul versante dei monti Nebrodi. Sono due, secondo l’interpretazione del Dizionario Topografico della Sicilia del Vito Amico, le possibili spiegazioni etimologiche di Militello. La prima è mitologica e si riferisce al carattere forte e bellicoso degli abitanti.
La radice etimologica “Militum tellus”, si riferisce infatti, ad un agglomerato urbano costruito dai soldati che, dopo la morte di Archimede, fuggiti da Siracusa, si stanziarono nel territorio collinoso al di sopra di quella che in seguito, diventerà S.Agata.
La seconda ipotesi, vuole che Militello prenda il suo nome dalla ricca e fiorente produzione di miele, propria del territorio (melis tellus).
È un comune del Parco dei Nebrodi.
Militello Rosmarino
Il nome del borgo, fondato durante il dominio normanno della Sicilia da soldati e coloni provenienti dall'Italia settentrionale e dalla Francia meridionale, nella lingua locale gallo-
San Fratello
si trova sulla costa settentrionale della Sicilia, direttamente sul mar Tirreno. È un comune del Parco dei Nebrodi
Santo Stefano di Camastra
Fa parte del Consorzio intercomunale Valle dell'Halaesa
Motta d'Affermo
Caronia sorge sulla sommita' di due basse colline che, estreme propaggini dei monti Nebrodi, si allungano morbide e verdi verso il mare, è attualmente il comune più boscato della Sicilia e uno dei più verdi d'Italia
Caronia
La cittadina è sita su un colle a quasi 1000 m. s. l. m, nei boscosi monti Nebrodi, conosciuta dagli storici greci e latini come Amestratos, Amestratus , Amastra, Mestraton, Mitistratos , Mistretta è stata fin dalle sue origini, per la sua posizione dominante, un punto di riferimento e di passaggio tra il massiccio centrale della Sicilia ed il Tirreno per mercanti e soldati.
Mistretta
sul pendìo nord del pizzo Taverna (1027 m.) con ampi panorami sui Nebrodi, le Madonie e sulla costa che và da Capo d'Orlando a Cefalù. La città si divide tra il centro, che costituisce il nucleo più massiccio e più antico, a 600 metri s.l.m., e le due frazioni marine: Castel di Tusa e Milianni.
Tusa