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Il Patrimonio architettonico :
CHIESA MADRE
La creazione della prima parte della chiesa risale al 1629, lo stesso anno in cui fu fondato il paese, dopo questa prima realizzazione, relativa solo alle opere murarie, attuata anche grazie al contributo dei cittadini più facoltosi e con manodopera gratuita da parte di tutti gli abitanti, i lavori vennero ripresi nel 1641 per continuare a più riprese fino al 1648.
CHIESA MARIA SS. DEL MONTE CARMELO
La chiesa “Del Carmelo” edificata nel 1688 è stata interamente restaurata nel 1954 sia all’interno che all’esterno, rivestita in buona parte in marmo arricchita di statue e di arredi sacri, abbellita di un pregevole e armonico prospetto. Essa viene ampliata due secoli dopo grazie a Don Antonio Faldetta. Nell’arcata destra, vicino l’ingresso centrale, è esposto un bellissimo Crocifisso in legno, opera dello scultore Quarantino. Nella parte sinistra vicino l’ingresso principale, vi è il fonte battesimale in marmo cipollino scolpito a pietrasanta (Lucca) nel 1966.
Al centro del Coro e sopra l’altare maggiore è collocata una bella statua della Madonna del Carmelo scolpita in legno dallo scultore Giuseppe Ortisei 1956.
Successivamente nel 1960 nelle mura delle sue navate laterali, per dare luce a maggior decoro alla chiesa, vennero fatti ricavare due grandi vani luce e collocate due bellissime e preziose vetrate con delle figurazioni eseguite a mosaico di cristallo colorato.
CHIESA DI GESU' E MARIA
La chiesa di Gesù e Maria venne costruita in tempi molto lontani, e precisamente nell’anno 1690, ad iniziativa di alcuni benefattori e degli abitanti che andavano popolando quella zona sub-
Il SS. Salvatore, una stupenda statua in legno scolpita dallo scultore palermitano Vincenzo Genovese, Il volto radioso e sublime, tutti i rilievi anatomici del corpo nudo, che traspaiono dalel carni ricolme di vitalità, la raffinata modellatura della barba e dei capelli di Gesù, denotano la maestria e la sensibilità dell’artista.
CHIESA DI SAN GIUSEPPE
Per favorire una migliore assistenza religiosa agli abitanti della zona suburbana della parte oientale del nascente Comune, nell’anno 1641 venne costruita una chiesetta che nel tempo venne ampliata e migliorata fino a diventare quella che oggi è la bella chiesa di S. Giuseppe. Essa è l’unica rivolta a occidente anzicchè ad oriente, così come voluto dalla simbologia del periodo paleocristiano.
Guardata dalla Piazza Duomo e da tutto il Corso Umberto, appare, nell’alto della sua artistica e solenne scalinata, in tutta la sua bellezza architettonica e nello splendido originale barocco. Il suo prospetto semi-
CHIESA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE
La chiesa della Madonna delle Grazie, è la più piccola ma certamente una delle più belle e originali chiese di Casteltermini, per la sua semplicità ma soprattutto per la ricchezza delle statue di Quarantino che essa custodisce.Venne costruita nel 1860 interamente a spese del sacerdote Don Luigi Bellavia.
Nel 1886 la chiesa venne decorata e adornata da diversi gruppi statuario in terracotta colorata dal famoso scultore Castelterminese Michele Caltagirone detto Il Quarantino che trasformò la piccola chiesetta in una galleria d’arte in miniatura. Sul lato destro della chiesa sono collocati in apposita nicchia: Gesù nell’orto che riceve il calice dalle mani di un angelo.
Sul lato sinistro Gesù e la Madonna. Pregevole è anche una miniatura raffigurante San Francesco D’Assisi tra due frati e due angeli.
CHIESA DELLA PASSIONE
Questa Chiesa venne edificata nel 1650 con le generose offerte degli abitanti del quartiere. Essa è ad una sola navata, con Coro e 5 altari; architettonicamente ha la semplicità dello stile toscano.
Sulla destra (per chi guarda) del suo prospetto, si stacca un campanile con le 4 tipiche celle campanarie, dove sono alloggiate da secoli due armoniose campane.
EREMO DI SANTA CROCE
La Chiesa di santa croce è l’unica che non ha una precisa data di nascita. Possiamo dire, però, che essa è certamente la più antica di tutte le chiese, che anzi è stata costruita molto prima che sorgesse Casteltermini; dai documenti del Di Giovanneo emerge che essa esistesse già diversi secoli prima la fondazione del paese. All’interno della chiesa è possibile ammirare la croce originale. Sul sito, in epoca precedente all'insediamento urbano di Casteltermini, si narra che sia stata trovata una croce di legno rosso che sembra essere la più antica al mondo; infatti, sottoposta a specifici esami ha rivelato un'età di circa 2000 anni. Da allora è stata oggetto di culto e tuttora, ogni anno, la quarta domenica di maggio si celebra la festa di Santa Croce con la "Sagra del Tataratà", una cavalcata legata ad un rito propiziatorio che affonda le radici in antiche credenze pagane.
IL TATARATÀ', legato ai festeggiamenti della Santa Croce, è un riflesso della dominazione musulmana in Sicilia che testimonia il "modus vivendi" arabo e cristiano dopo la conquista normanna. Sulla scia dell'antica tradizione, il pellegrinaggio alla chiesa di Santa Croce si svolge con una cavalcata alla quale partecipa la corporazione della Maestranza che preleva la croce dalla chiesetta e la conduce in paese. L'indomani, i rappresentanti delle altre corporazioni, con cavalli riccamente bardati, riconducono la Croce nella chiesa preceduti dai rispettivi "Palii e Stendardi".
CHIESA DI SAN FRANCESCO
Nella chiesa parrocchiale di San Francesco D’Assisi vi sono due cappelle: la prima è dedicata alla “Madonna del Silenzio”, la seconda, adiacente alla prima, è dedicata ad un grande Crocifisso, posto dentro una custodia in legno e cristallo, al di sopra dell’altare, con ai due lati una statua dell’Addolorata ed un’altra della Veronica. In questa cappella si conservano da quasi due secoli, il teschio e alcune ossa del martire S.Fedele.
EX CHIESA DI SANT'ANTONINO
La chiesa di S Antonino di Padova (oggi sconsacrata) venne edificata nel 1645. Lo stile adottato era di tipo ionico, sul lato destro si erge il bellissimo campanile, che è di stile toscano in basso e Corinzio in alto. La parte superiore del campanile, sormontato da un pinnacolo piramidale, si erge nella piazza principale di Casteltermini.
Uscendo allo svincolo di Villabate si devia per Casteltermini, dopo avere attraversato la ferrovia e il torrente Palo, ci si inerpica per raggiungere Casteltermini.
Il comune, dominato dal pizzo Santa Croce, si è sviluppato attorno al casale arabo di Chiudia, l'attuale centro dell'abitato, dove nel XVII secolo venne realizzato l'impianto urbanistico a maglia regolare.
Nella piazza sorge la Matrice barocca, rimaneggiata e ampliata nel corso dei secoli e completata con il prospetto del XIX secolo, al cui interno sono custodite due tele di Velasquez. Sulla piazza prospetta anche la barocca chiesa di Sant' Antonio da Padova. La chiesa di San Giuseppe, in cima ad una scalinata al termine di corso Umberto, conserva una tela di Andrea Carreca e due statue di Salvatore Bagnasco. A circa tre chilometri dal paese, sul Monte Pecoraro si trova inoltre la chiesa di Santa Croce.
CHIESA DI SANTA CROCE
Sagra del Tataratà a Casteltermini
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la Festa di S.Croce o Sagra del Tataratà quarta domenica di maggio, riflesso della dominazione araba/musulmana in Sicilia, danza spettacolare travolgente che viene eseguita da duellanti armati di vere spade. Folclore unico nel suo genere, certamente uno dei più antichi nel mondo. Edizione 2012 dal 25 al 27 maggio.
La leggenda vuole che prima della fondazione di Casteltermini delle vacche si allontanavano e si inginocchiavano sempre nello stesso punto. Il custode di esse, sorpreso dal fenomeno, cominciò a scavare e con grande meraviglia venne alla luce una Croce lignea, risalente al 70 d.C. Fù subito costruito un Eremo per custodirla. Nel 1629, con la fondazione del paese, le varie corporazioni paesane (i cosiddetti Ceti) organizzarono la nuova festa. Sontuose cavalcate, bande musicali, corte storici, processioni, festeggiamenti e tanto altro rendono ricca e vivace la Sagra. Spettacolare il gruppo folkloristico del Tataratà, danza spettacolare travolgente che viene eseguita da duellanti armati di vere spade. Folclore unico nel suo genere, certamente uno dei più antichi nel mondo.
I festeggiamenti hanno inizio il venerdì sera quando i rappresentanti della Real Maestranza guidano l'antico carroccio decorato con fiori fino all'Eremo di Santa Croce per prendere in consegna la copia della grande croce. I rappresentanti dei ceti sfilano indossando splendidi costumi secenteschi su cavalli bardati con gualdrappe multicolori di velluto, a cavallo anche numerose amazzoni e ancora uno stallone al centro dei corteo che si ferma in piazza Duomo. E qui avviene la famosa danza-
www.afctatarata.com
www.tatarata.it
La miniera Cozzo Disi è stata sino al 1964 una delle più grandi miniere di zolfo d'Italia e, dopo la chiusura di Perticara e di Cabernardi, la più grande in assoluto.
L'attività estrattiva è definitivamente cessata nel 1988, in conformità a quanto disposto dalla legge regionale n. 34, che ha sancito la chiusura delle miniere di zolfo siciliane.
Ma, mentre le altre miniere sono state in pratica completamente abbandonate, la Cozzo Disi è stata tenuta in manutenzione sino al 1992, il suo sotterraneo, ben conservato sino all'ottavo livello, cioè per circa duecentotrenta metri di profondità, conserva peculiarità mineralogiche e naturalistiche di particolare rarità ed in qualche caso uniche al mondo, come le "grandi garbere" del terzo livello, che sono maestose cavità carsiche, con le pareti ricoperte da immensi cristalli di gesso di eccezionale purezza e trasparenza.