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Il complesso architettonico conservato nelle parti principali sono attualmente in uso le fuorvianti denominazioni turistiche di “castello di Venere” e “torri del Ballio” per le due parti del complesso.
Il nucleo più interno del castello o “castello di Venere” è preceduto dalla basse cour protetta da un circuito murario a pianta rettangolare molto allungata con tre torri, pesantemente restaurate e in parte ricostruite dal Pepoli.
L’ingresso del “castello di Venere”, ad arco ogivale, è sovrastato dallo stemma degli Asburgo di Spagna; sulla medesima parete si apre una bifora e su di essa sporge una caditoia di lastroni calcarei: questi ultimi elementi potrebbero essere, almeno
in parte, frutto di restauri ottocenteschi, così come le merlature ghibelline.
Il “castello di Venere” consta di una vasta cinta muraria di perimetro irregolare, adattata alla topografia del sito. Il complesso edilizio principale sorge sul lato della cinta che guarda verso il centro abitato; altri ambienti di destinazione incerta si aprono sulla corte centrale. Scavi degli anni ‘30 hanno messo in luce i resti di una chiesetta.
Le sue antiche origini elime oggi si rintracciano tutte nel nome, Erice, re che qui ebbe il suo trono, ma anche la sua disfatta. Dopo varie vicissitudini, legate alla bellezza del centro abitato -
È in perfetto stile medievale, come abbiamo detto, l’impianto urbano, con le stradine strette che si aprono sui cortili delle case e i loro giardini, veri e propri piccoli capolavori. Indimenticabile il panorama che si apre dal balio, il giardino pubblico con una balconata a picco sul mare, che deve il suo nome al baiulo, funzionario del governo normanno che qui svolgeva i suoi compiti.
Erice
Denominazione: Castello di Erice; castrum Montis Sancti Juliani;
Comune: Erice -
Ubicazione: Spigolo sud di monte Erice
Proprietà attuale: pubblica Comune
Il nucleo originario del complesso fortificato è costituito dalla grande torre ottagonale, alta trentadue metri. L’aspetto decisamente imponente e massiccio della torre è alleggerito dalle riseghe marcapiano cui corrispondono all’interno quattro livelli. Il più basso era occupato da una cisterna, a pianta circolare scavata nella roccia, alla quale si accedeva attraverso una botola dal piano soprastante. Quest’ultimo si presenta come un unico ambiente di forma ottagonale, coperto con un solaio ligneo. Il secondo ed il terzo piano, collegati da una scala in pietra a due rampe in aggetto, si presentano molto simili al primo; unica variante è la copertura del terzo piano costituita da una volta a ombrello con costoloni smussati che poggiano su otto semicolonnette con capitelli. Da quest’ultimo piano una scaletta ricavata nello spessore murario conduce alla terrazza.
Nell’insieme la tipologia mostra innegabili influssi svevi a partire dalla pianta ottagonale che rinvia immediatamente a Castel del Monte ed alla torre “di Federico” di Enna.
Una bassa bastionatura venne aggiunta nel XVII secolo sul lato dell’isolotto che guarda verso il porto di Trapani.
Ulteriori grandi corpi di fabbrica furono edificati quando il complesso venne adibito a luogo di detenzione, uso durato fino a qualche decennio fa.
Trapani
Denominazione: castello, torre o fortezza della Colombara; turris Columbariae.
Provincia: Trapani.
Comune: Trapani.
Ubicazione: isola della Colombara, nella rada del porto di Trapani.
Proprietà attuale: pubblica (Demanio marittimo).
Uso attuale: nessuno.