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castelli agrigento

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Una scalinata conduce dal belvedere all’eremo di San Pellegrino, da lassù l’occhio si perde in un panorama sconfinato, senza pari.
Forse edificata sui resti della leggendaria Camico del re Cocalo, Caltabellotta, l’antica Triocala romana e la Kalat al-Bellut degli Arabi, ha più di una meraviglia medievale da offrire. Ad esempio l’antico quartiere Terra Vecchia, in perfetto stile arabo, e ciò che resta dell’imponente castello normanno in cui trovarono rifugio la regina Sibilla e il figlio Guglielmo III, edificio in cui si tennero, nel 1271, le feste per il conte di Fiandra, Guy de Dampierre, reduce crociato. Una scalinata conduce dal belvedere all’eremo di San Pellegrino, di fondazione normanna ma ampliato nel Settecento. È ancora possibile visitare la grotta che forse fu dimora del santo. Imperdibile la Chiesa Madre, costruita per volere di Ruggero il normanno nel 1090 come ringraziamento a San Giorgio per avergli fatto vincere una dura battaglia contro i Saraceni. Particolare l’ubicazione del tempio, marginale rispetto al paese, quasi a conferma della leggenda che vuole l’edificio sorto proprio sul campo di battaglia. Ancora, la Chiesa del San Salvatore, di fondazione normanna, ma più volte rimaneggiata, e la Chiesa di Sant’Agostino con il suo bell’impianto trecentesco.

Castello Chiaramontano

Tra i diversi bei castelli chiaramontani in Sicilia, quello di Palma di Montechiaro è il solo edificato su su un costone roccioso a picco sul mare.
Realizzato nel 1353 fu, per la sua posizione strategica, di grande importanza nella storia della lotta contro i pirati.
Dopo la morte di Andrea Chiaramonte e la confisca di tutti i suoi beni, il castello passò alla famiglia Moncada che ne cambiò il nome in Montechiaro con il chiaro intento di cancellare la memoria dei precedenti signori.
Il Castello chiaramontano, conservato nelle sue parti principali, domina il paese; ha una forma di pentagono irregolare che si articola su tre piani i cui vani intercomunicanti delimitano un cortile interno.
www.comune.racalmuto.ag.it


CASTELLO DI RACALMUTO Racalmuto
Stato di consistenza: complesso architettonico conservato nelle parti principali.

CASTELLO O CASTELLUCCIO DI GIBELLINI Racalmuto

Potrebbe trattarsi della misteriosa Erbesso, la città sicula colonizzata dai Greci scomprasa totalmente dalla storia all’indomani della partenza dei Romani dopo aver risolto il problema con Agrigento nel III secolo a.C. Il paese torna - per così dire - a vivere in età bizantina quando, tra il VII e l’VIII secolo d.C., in questa zona si adibirono a posti di difesa le buche scavate nella Petra, una grande roccia in territorio di Comitini. E proprio per cercare riparo dalle incursioni nemiche, gli abitanti del luogo cercavano rifugio nelle tante grotte della zona, da cui il nome della nostra cittadina. Del suo periodo pre-normanno non resta molto perché saccheggiata ferocemente dagli Arabi diretti ad Enna nell’840 e, nell’868, da quelli diretti ad Agrigento. Delle tante battaglie che qui si sono combattute resta, oltre ai pochi ruderi della chiesetta di San Nicola, la cosiddetta Torre del Palo, la torre di guardia con tanto di merli in vetta a ricordo di quel fortilizio oggetto della concessione, datata 1471, con cui Giovanna d’Aragona autorizzava il Barone Montapero a costruire “... una turri seu fortiliziu cum soi barbacani, baglu et merguli per tutela et defentioni di li persuni coversanti in dictu fegu”.

L'edificazione della Torre San Carlo, appena oltre la foce del fiume Palma, risale al 1639 ad opera di Carlo Tomasi, primo duca di Palma, che ottenne il permesso da Filippo IV di Spagna ed ebbe scopi difensivi stante le continue incursioni dei pirati saraceni sul litorale palmese.


Torre San Carlo

Palmadimontechiaro


www.comune.palmadimontechiaro.ag.it

La torre del castello di Burgiomilluso, oggi ridotta a un frammento a causa del terremoto del 1968, è l'ultimo brandello superstite dello storico edificio.
E' tradizione storiografica far risalire la fondazione del maniero al 1239, anno in cui Federico II Hohenstaufen con una lettera da Lodi ordinava la costruzione di una habitationes nella terra demaniale di Burgiomilluso per ripopolare il territorio precedentemente abitato dai Musulmani.


Castello di Burgiomilluso

www.comune.menfi.ag.it

La torre che fa parte di un sistema di fortificazioni costiere, valute dal Viceré Giovanni de Vega e realizzate dal successore Marco Antonio Colonna, fu progettata dall'architetto fiorentino Camillo Cammilliani.


Menfi

La Torre di avvistamento

www.comune.menfi.ag.it

Il castello sorge sulla sommità di un colle situato a 600 m.s.m. denominato anticamente “Monte Agragante”. Esso fu costruito, con molte probabilità, durante il XII sec. sulle rovine di un preesistente fortilizio arabo risalente alla dominazione dei Berberi. Il castello fu ristrutturato nel 1330 per volontà di Federico III d’Aragona, il quale modificò la sua struttura originaria aggiungendo un Mastio, ossia una torre quadrata nella quale visse durante il suo soggiorno narese.


Naro

Castello dei chiaramonte

www.comune.naro.ag.it

Il castello di Burgio sorge su un’altura sopra l'attuale paese, la fortezza dal XIV secolo è sempre stata la residenza delle famiglie feudali succedutesi fino al 1812, data dell'abolizione del feudalesimo. Restaurato a cura della Soprintendenza di Agrigento nel 1981 è di proprietà pubblica. L'uso attuale è a spazio espositivo.


Burgio

www.comune.burgio.ag.it

CASTELLO DI CAMMARATA

CASTELLO DI FAVARA

Il comune di Favara si e sviluppato attorno al castello costruito su uno sperone di roccia posto a 390 m s.l.m.
Oggi risulta inglobato all'interno del centro storico del paese.

CASTELLO DI NARO
Lo stato di conservazione generale del complesso è discreto. Uso attuale: spazio espositivo per mostre temporanee.

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