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Sede Comunale
Piazza Vittorio Emanuele, 32
CAP 95011
Telefono 095-
Fax 095-
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www.provincia.ct.it
www.promoloco.it
Il Patrimonio architettonico :
CHIESA di Gesù e Maria, ad una navata, a pianta rettangolare in stile barocco (sec.XVII), aperta al culto nel 1697.
La facciata è in muratura e pietra bianca con una torre campanaria che si erge su tre dadi. Il portale d'ingresso è in pietra lavica e al suo interno essa è decorata con stucchi e coperta con volte a botte.
Nelle pareti laterali vi sono quattro altarini in marmo policromo elevati su gradini . Tre altarini sono abbelliti da tele della metà del Seicento raffiguranti la "Madonna della Lettera, l'Immacolata e la Madonna degli Angeli con San Francesco.
Il tabernacolo è in legno scolpito, decorato in oro zecchino.
una statua su colonna di Santa Caterina d'Alessandria di scuola gaginiana
CHIESA del SS. Crocifisso la si incontra salendo al castello e presenta una struttura in muratura ed un sontuoso campanile a merli. Nella facciata principale, sul bel portale ogivale d'ingresso, si trovano le insegne dei Crujllas,. Nel fregio che sovrasta l'ogiva è possibile riconoscere la data della sua ricostruzione (1484). Alla stessa epoca appartengono, un altro portale sul lato destro della CHIESA con i resti un antico portico. Al suo interno si può notare un dipinto di madonna con bambino e la statua del santo protettore San Filippo Siriaco, collocata in una nicchia, per il quale ogni anno, il sabato precedente la terza domenica di maggio ha luogo la caratteristica calata di San Filippo.
Chiesetta della Madonna dell'Imperio
Resti del castello
ARTE in mostra e FESTE in piazza :
maggio il sabato antecedente la terza domenica la processione di San Filippo di Siriaca dalla CHIESA del Santissimo Crocifisso e la risalita del Santo al monte Castello la domenica successiva, il fercolo, portato a spalla dai fedeli, scende in una vertiginosa e spettacolare corsa dal castello di Calatabiano. La sua fama di guaritore e di esorcista accrebbe la sua popolarità.
Una leggenda narra che un giorno S. Filippo fu sfidato da Satana a provare la potenza di Dio. Il demonio legò il santo con delle pesanti catene, ma Filippo si liberò facilmente; in seguito Filippo legò Satana con un filo della sua barba e lo inseguì fino all'inferno, da dove uscì ricoperto di fuliggine, per questo motivo il Santo viene raffigurato tutto nero.
Filippo Siriaco, noto anche come Filippo d'Agira (Siria, 40 – Agira, 12 maggio 103), è stato un
taumaturgo ed esorcista, venerato come santo dalla Chiesa cattolica.
Filippo Siriaco nacque in Siria nel 40, ai tempi dell'imperatore Nerone, Successivamente giunse a
Calatabiano, dove venne ben accolto dalla popolazione e ascoltato attentamente nella predica del
vangelo
San Filippo d'Agira (80-
devozione a San Filippo Siriaco o d'Agira. Sono diverse le fonti che ne attestano la provenienza
dalla Siria e secondo la teoria più attendibile dovrebbe essere nato nella città di Cesaréa Marittima,
oggi nella Repubblica di Israele. Circa l'anno della nascita esistono due diverse tesi: secondo alcune
fonti sarebbe nato nel 21 d.C., secondo altre nel 40 d.C. e sarebbe stato il terzogenito. A sostegno
della prima tesi viene fatta la considerazione che San Filippo quando venne in Sicilia nel 66 d.C. da
uomo maturo come avvenne per molti Apostoli e Santi ai quali venne affidata una missione . Il padre
Teodosio e la madre Anesia o Eugea convertitisi al Cristianesimo lo educarono secondo i principi di
tale religione, così San Filippo poté crescere e rafforzare la sua fede in Cristo. Durante la sua
permanenza in Siria é possibile che abbia conosciuto l'Apostolo San Pietro e, assistendo sulla
spiaggia di Cesaréa alla sua partenza per Roma, abbia deciso di seguirne la stessa missione
evangelica. La data della sua partenza alla volta della città eterna viene fissata intorno al 64 d.C..
Filippo, dopo essersi congedato dalla famiglia, si imbarcò in compagnia di Eusebio sopra una nave
oneraria. Durante il viaggio, in prossimità dell'isola di Creta, si imbatterono in una tempesta che
stava per far naufragare l'imbarcazione. Filippo, imitato da Eusebio, si inginocchiò e pregò in silenzio
finché ad un tratto la tempesta si placò e il cielo tornò sereno e la nave poté dunque avvicinarsi a
Creta dove sarebbe stata riparata per ripartire per Roma. Gli occupanti della nave esterrefatti alla
vista di quel miracolo si convertirono. Giunto nella capitale dell'Impero, San Filippo fu accolto da
San Pietro che lo ordinò sacerdote . A Roma si fermò per un breve periodo, studiando e
perfezionandosi nelle sacre istituzioni, finché San Pietro gli conferirgli l'incarico di andare in Sicilia
per predicare il Verbo di Dio e liberare l'isola dal paganesimo.
La missione evangelica di San Filippo ha inizio nei primi mesi del 66 d.C., anno in cui giunse a Punta
Faro (Messina), dopo aver toccato alcune località del Salernitano e della Calabria, dove ancora oggi
é venerato. In quel tempo la Sicilia era sotto la dominazione dei Romani di religione pagana e
proprio presso questo villaggio del Faro inizia l'opera di conversione del Santo che con i suoi
miracoli promosse la fede nell'unico Dio. Il suo pellegrinaggio lo spinge verso i campi e le colline del
torrente Valle Longa (le odierne località di San Filippo Inferiore e Superiore) dove sostò per qualche
mese in compagnia di Eusebio e fondò una comunità cristiana che in seguito edificò una basilica
Basiliana a lui intitolata. Nel suo viaggio attraverso i Monti Peloritani Filippo sostò e predicò il
vangelo anche nelle vicinanze delle odierne Alì, Mandanici e San Filippo a confine del Comune di
Furci Siculo fino a raggiungere la foce del fiume Sabatus, oggi Torrente Agrò. Giunti al fiume,
proseguirono il viaggio dirigendosi verso la collina, dove oggi si trovano i paesi di
Limina e Roccafiorita, dopo essersi fermati nella località che oggi viene chiamata Passo Murazzo.
Gli abitanti del posto ascoltarono la parola del Santo e convertitisi alla religione Cristiana fondarono
la terza comunità dell'isola in questa zona.
Scendendo da Roccafiorita e da Melia, giunsero sulla costa, nella località dove oggi sorge Letojanni,
superarono Taormina senza sostarvi e arrivarono a Calatabiano, dove il Santo é ancora oggi molto
venerato, e successivamente a Castiglione e Randazzo. Dopo aver aggirato l'Etna, giunsero ad Agira,
località infestata dal demonio che faceva tribolare la popolazione. San Filippo schiacciò il maligno
dalla città e gli abitanti per gratitudine presero ad adorare il Santo convertendosi al Cristianesimo.
Successivamente evangelizzò anche Nicosia, Piazza Armerina e Aidone e la notizia dei suoi miracoli
e prodigi attirò da ogni parte della Sicilia una moltitudine di persone che speravano di essere guarite
dalle malattie e liberate dal demonio. Ad Agira (Enna) San Filippo morì nell'anno 103 d.C., il 12 del
mese di Maggio, dopo essersi ritirato in una grotta.
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