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Il Patrimonio architettonico :
Santuario della Beata Vergine Immacolata
Il tempio ha due torri campanarie e sul prospetto una statua in marmo bianco del santo di Assisi. Il santuario è stato fondato dai frati francescani nel 1295 e con gli aiuti economici della ricca famiglia dei Chiaramonti nel 1307 venne costruita un’altra chiesa. Il santuario fu restaurato e ristrutturato nel 1789 da monsignor Giovan Battista Peruzzo, sepolto, per suo volere, nella stessa chiesa.
Sull’altare centrale è collocata una tribuna di marmo con colonne (voluta da monsignor Michele Sclafani), contenente la Madonna della Catena, opera di Antonello Gagini (XV secolo). La statua dell’Immacolata risale al XVII secolo. Da segnalare anche un crocefisso ligneo del Settecento e i tondi di Domenico Provenzani e in particolare le cappelle risalenti al Duecento.
La Chiesa -
Il primo indica una costruzione consacrata, dedicata all’esercizio pubblico di atti di culto religioso.
Il secondo indica il tempio cristiano a sviluppo longitudinale, diviso in navate, terminante con una o più absidi, e solitamente intersecato da un transetto che gli conferisce forma di croce greca o latina; basilica è anche detta la chiesa di notevole importanza per dignità ecclesiastica, la quale è anche stata dotata di privilegi liturgici. Santuario indica, infine, un luogo diventato centro di particolare devozione e di forte culto popolare.
Il concetto di Santuario, per noi cattolici, è molto legato alla Madonna.
Le Cripte dell'Addolorata Le Cripte sottostanti il Santuario, in origine antiche cisterne greche, oggi sono adibite a piccolo museo della Confraternita stessa. La prima Cripta e' la piu' conosciuta, perche' serviva come fondaco ad un maniscalco, l'ultimo rimasto ad Agrigento, Mastru No'. A lui si deve il colore nero di carbone che riveste il tufo. La seconda e' la piu' grande misura 9 m x 12 m, circolare, le pareti sono state rinforzate dopo la frana da 9 rampanti di ferro, alta 5 m, presenta tracce dell'antico intonaco. La terza fatta scavare dalla nascente congregazione 1590, vi si accede dalla seconda superando un dislivello di 3,50 m, attraverso una scala. Qui si puo' notare un sedile in muratura, un altare e il luogo di essiccamento dei cadaveri. In merito non ci sono notizie certe sul rito funebre dei Confrati e le relative operazioni di sepoltura dei corpi.
La Cattedrale di San Gerlando
è una preziosa testimonianza di espressioni artistiche arabo-
Lungo la navata sinistra si susseguono sepolcri di arcivescovi e notabili appartenenti ai secoli che vanno dal XV al XVII.
Nell'urna di vetro, vicino alla porta meridionale si trova il corpo imbalsamato di San Felice Martire. La tradizione popolare riconosceva nella figura umana un cavaliere di Carlo Magno, Brandimarte, paladino del re. Morto nel duello dei "tri contro tri" a Lampedusa..
La Chiesa di Santo Spirito
Legata al nome di Marchisia Prefoglio che l'ha voluta nel 1299.
La facciata è costituita da un grandioso portale gotico, a sesto acuto, sormontato da un rosone risalente al tempo della fondazione. Il piano superiore con il complesso delle torrette a tre campane parla il linguaggio architettonico del tardo seicento.
La navata, senza abside, secondo il canone barocco, vivacemente mossa dalla fantasia. La navata è interrotta dall'Arco Trionfale, con decorazione in stucco raffigurante la Gloria della SS.Trinità.
Al di sopra dell'ingresso vi è la Cantoria, sorretta da quattro colonne.
Le pareti laterali della navata, gradevolmente ornate dagli stucchi del famoso maestro scultore Serpotta, mostrano scene dell'infanzia di Gesù Cristo. Ad iniziare da sinistra abbiamo: la Natività, l' Adorazione; a destra: la Fuga in Egitto e la presentazione al tempio.Sulla parete di sinistra, dentro una nicchia, subito dopo l'ingresso, ammiriamo la statua in marmo della Madonna del fonte con Bambino, di scuola gaginesca.
Nel Cappellone sono rappresentate la Gloria con Padre Eterno e lo Spirito Santo e, più in basso, San Bernardo e San Benedetto.
Il Monastero di Santo Spirito
Solenne e splendido documento dell'arte chiaramontana, realizzato per volonta della nobildonna Marchisia Prefoglio, intorno al 1299. Agli agrigentini il monumento è più noto col nome di Badia Grande.
L'ingresso al monastero immette in un grande chiostro. Di fronte all'ingresso, sul prospetto Ovest, è l'Aula Capitolare con accesso attraverso un grandioso portale fiancheggiato da due splendide bifore caratterizzate da un triplice ordine di colonnine centrali e collaterali, unite tra loro da numorose risorse decorative. Il soffitto dell'Aula è dominato da una serie di arconi trasversali.
Nel lato Nord è la Cappella del Monastero, eretta da Costanza II Chiramonte intorno al 1350.
All'estrema destra è il portale di ingresso al refettorio a pianta rettangolare. Il solaio piano che fa da pavimento al vano dormitorio con portale di accesso decorato con motivi di ghiera poggiati sulle colonnine, ubicato al centro della facciata principale, è sorretto da cinque arconi ad ogiva.
La Chiesa del Purgatorio o di San Lorenzo
Splendido monumento del barocco, eretto nella seconda metà del 700. La facciata è a due ordini coronati da timpano, elegantemente scandita verticalmente da una serie di pilastri, presenta un'alternanza di elementi funzionali e decorativi di notevole effetto scenografico.
L'interno, ricco stucchi, gli ori, le pitture, rivela con immediatezza che siamo di fronte a una chiesa a "sala di predicazione" . Il perimetro interno è concluso dagli stucchi decorativi del Serpotta (1656-
La cupola è decorata da un immenso e vorticoso affresco di Michele Narbone. Il Presbiterio, al centro, mostra le Anime del Purgatorio. La navata genera quattro cappelle nelle quali si ammirano la Deposizione e il Crocefisso.
La Chiesa di San Pietro
L'edificio religioso è stato eretto nel settecento sul luogo di una preesistente parrocchia. La facciata è spartita in due ordini sovrapposti coronati da una loggetta campanaria.
Nel primo ordine, scandito da due lesene concluse da capitelli dorici, è compreso un bel portale ligneo affiancato da quattro colonne con capitelli dorici e con frontone troncato che al centro presenta lo stemma papale con la tiara e le chiavi.
L'interno, a navata unica, presenta alle pareti, affreschi di Giuseppe Cristadoro, palermitano (1711-
La Chiesa di San Francesco o Immacolata
la chiesa fu voluta da Federico Chiaramonte II, terzogenito di Marchisia Prefoglio e Signore di Racalmuto, Siculiana e Favara. Nel 1313, Costanza Chiaramonte legò, per suo conto come dote alla cappella di famiglia sita nella chiesa, cinque botti di vino l'anno. Nel sacro edificio trovarono sepoltura gli antichi signori di Agrigento.
Eretta nella forma attuale nel 1788, secondo la tradizione barocca, la Chiesa si offre alla vista come una quinta scenografica, presentando la facciata, racchiusa tra due campanili, divisa in tre ordini sovrapposti, secondo noti schemi compositivi romani già proposti ad Agrigento nel prospetto della Chiesa di San Francesco da Paola.
L'interno è realizzato in unica navata con sei altari laterali di uguale grandezza. Fu gravemente danneggiato dalla incursione aerea del 12 luglio 1943. Era dominato dalla volta superbamente affrescata da Domenico Provenzani di palama di Montechiaro (1736-
Festa di San Gerlando il patrono ad Agrigento, Gerlando fu una pedina fondamentale nell'opera di riconversione della Sicilia voluta dai re normanni. Il Gran Conte Ruggero -
25 febbraio -
Dalla prima alla seconda domenica di luglio, festeggiamenti in onore di San Calogero il monaco Calogero, venuto in Sicilia ad evangelizzare e diffondere la fede cristiana, durante un lungo periodo di pestilenza andasse in giro a chiedere del pane da dare ai poveri. La gente, rintanata in casa per paura della peste, al passaggio del monaco avrebbe lanciato il pane dalle finestre per evitare che Calogero si avvicinasse troppo alle proprie abitazioni. A testimoniare la profonda fede nei confronti del santo legata alle antiche tradizioni, basta vedere le manifestazioni che pone in essere, chi abbia ricevuto una grazia.
I festeggiamenti iniziano il venerdì antecedente la prima domenica di luglio, il programma della domenica ha inzio la mattina con "l'Alborata”, lo sparo di mortaretti e la "Fiera" di equini, bovini, ovini. Alle 9 l'inizio delle celebrazioni religiose. A mezzogiorno la statua del Santo deposta dal suo abituale posizionamento sull'abside e fissato da robusti perni sulla "vara", viene portato in processione dai devoti portatori, a cui è affidata per tutta la giornata, e che trasporteranno in spalla per le vie della città lungo il tradizionale percorso che va da via Atenea fino a porta Addolorata. Qui alle 18 la statua del Santo viene posta sul carro trionfale. Alle 20.30 inizia la processione che si conclude al viale della Vittoria, con la partecipazione delle autorità comunali e delle confraternite di Agrigento. Dopo lo spettacolo pirotecnico, "a maschiata di San Calò" e la fiaccolata, la statua del Santo farà rientro al santuario.
La domenica successiva, giornata conclusiva dei festeggiamenti, la mattina hanno inizio la "Sagra del Grano", alle 13 inizia la processione diurna del Santo da via Atenea fino a porta Addolorata, che avrà poi percorso inverso con la processione serale prevista per le 20.30. I festeggiamenti si chiuderanno con il rientro del simulacro del Santo nella sua chiesa.
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