Menu principale:
La novità del Microstock?
A differenza dei tradizionali siti di fotografia stock, nei siti di Microstock. Le foto vengono vendute a cifre che oscillano fra 0.50 e 20 euro, a seconda della risoluzione alla quale l’immagine viene scaricata. Il sito che fornisce il servizio di vendita di tali immagini, trattiene una percentuale variabile tra il 50 e il 75, è proporzionale alla facilità con cui si vendono le fotografie. Oltre alle fotografie, è possibile anche uploadare illustrazioni e immagini vettoriali realizzate interamente sul nostro computer, per cui anche gli illustratori traggono un vantaggio economico da questa attività.
Guadagnare con i siti Microstock è un’operazione difficile che richiede una grande dedizione e soprattutto una grande quantità di immagini da caricare. Un consiglio potrebbe essere di iscriversi a più agenzie possibili in modo da massimizzare la possibilità di vedere accettati i propri lavori.
I risultati si ottengono nel lungo periodo, per cui occorre raggiungere un portfolio di centinaia di immagini per poter guadagnare.
Quali fotografie cedere, come fare e dove potete analizzare i trucchi e le strategie per ottimizzare i vostri guadagni con le proprie fotografie, per approfondire l'argomento visita : www.fotografi.org/microstock/
Sono gli archivi a basso costo. All'inizio erano disprezzati dai professionisti, ma da qualche tempo, visti i volumi di vendita che sviluppano, ci si può trovare anche qualche nome conosciuto nel mondo fotografico. Vendono con la licenza Royalty Free.
Per iniziare a vendere sul sito di un’agenzia microstock non serve essere dei professionisti anche se con alcune bisogna inviare delle immagini di “test”.
Le foto che vanno per la maggiore sono immagini che possono rappresentare bene un concetto o un’azione.
MidStock
Sono una via di mezzo. Vendono immagini con licenza Royalty Free a volte anche Rights-
MacroStock
Queste sono ciò che più si avvicina alla fotografia stock tradizionale. Le immagini vengono venture con licenza Rights-
Al Macrostock innanzitutto i target sono differenti, all’agenzia microstock si rivolgono più che altro grafici e webdesigner, mentre all’agenia macrostock fanno affidamento clienti più “grossi” come riviste e giornali o grandi pubblicitari che probabilmente cercano una fotografia da utilizzare in esclusiva.
Solitamente su questi siti si vendono meglio fotografie di carattere “editoriale” ovvero rappresentanti fatti di attualità e cronaca e fotografie paesaggistiche e naturalistiche.
Fondamentale è eseguire la fase del keywording al meglio, perché più accurate sono queste informazioni e più possibilità ci sono che vengano visualizzate le foto nelle ricerche. Il modo migliore di assegnare titolo, descrizione e chiavi di ricerca per un file è quello di farlo "a monte", prima cioè dell'upload. Se si utilizza un qualsiasi software in grado di catalogare ed editare le fotografie è possibile assegnare questi dati direttamente nella sezione relativa ai metadati prima di esportare le versioni JPEG del file. E' importante inserire i metadati in una sola lingua meglio l'inglese.
No si può fare
Le immagini proposte non devono quindi contenere marchi registrati, oggetti coperti da copyright, volti riconoscibili di persone a meno che non abbiamo la loro liberatoria. Niente foto di telefonini con il marchio visibile. E nemmeno immagini con la Tour Eiffel illuminata, perché le sue luci sono tutelate da diritti. Anche nelle panoramiche di città bisogna stare attenti a non inviare foto che contengano marchi visibili o una pubblicità stradale. Vietati anche i contenuti pornografici
Royalty-
E' un termine che indica una tipologia di contratto fra due entità l'agenzia ed utilizzatore o utente, che avviene quando la prima concede il diritto al secondo di utilizzare una fotografia. Il termine royalty-
Il concetto di royalty-
Opposta alla licenza royalty-
Royalty free non significa che l'utente sia libero di utilizzare la fotografia in modo indiscriminato; il termine stabilisce solamente uno specifico contratto tra le due entità. Il licenziatario, di solito il creatore del contenuto, rimane comunque sempre proprietario di tutti i diritti legati all'opera prodotta, compreso il diritto di distribuirla o di permetterne la distribuzione.
Limitazioni della licenza possono riguardare il numero di copie riprodotte, il numero di persone che possono utilizzare il file (la licenza è personale e non trasferibile) ed il tipo di materiale sul quale il file viene riprodotto; per superare questi limiti esistono estensioni della licenza che permettono di riprodurre il file illimitatamente, da parte di più persone e su prodotti particolari.
Sui prodotti digitali royalty free non è garantita l'esclusiva.
La fotografia di strada
Un fotografo che si rispetti si porta la macchina in giro e se vede un bel soggetto, da una fontana a una persona, vuole fotografarlo. Indipendentemente dall’uso che si farà poi dello scatto. In Italia la legge si limita a disciplinare la pubblicazione di queste foto, ma non c’è nessuna norma specifica che vieti di scattare foto per strada e non prevede consensi, licenze o permessi particolari da richiedere a chicchessia.
Fotografare i monumenti
Un altro dubbio può insinuarsi in un fotografo alle prese con vigili troppo zelanti che proibiscono da un luogo pubblico di fotografare monumenti o opere d’arte esposti al pubblico. Non possono impedire di fotografare, anche se in effetti le forze dell’ordine possono impedirci di posare il cavalletto sulla pubblica piazza invocando l’illegittima occupazione di suolo pubblico. In inglese la possibilità di fare questo genere di fotografie si chiama “panorama freedom”, libertà di panorama e una bella trattazione di questa libertà teorica che ci consente di poter fotografare un soggetto, un edifico o un’opera d’arte che si trovano in un luogo pubblico la troviamo su Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia:PANORAMA). La libertà di panorama è sancita in dalle leggi nazionali sul copyright. In genere è possibile scattare senza problemi, anche se alcuni edifici possono essere tutelati e le foto scattate non si potranno pubblicare senza liberatoria. Uno dei casi più eclatanti è rappresentato dalla Tour Eiffel. Niente ci può impedire di fotografarla giorno e notte. Ma se la immortaliamo dopo il tramonto non potremo pubblicare le foto in ambito pubblicitario, perché la sua illuminazione notturna è coperta da copyright. Potremo pubblicarla nell’esercizio del diritto di cronaca, ma non deve essere il soggetto principale della foto. Se la libertà di panorama consente di scattare foto, la loro pubblicazione non è però automatica. Anzi, spesso è il contrario perché ogni edificio o scultura è soggetto alle leggi sul copyright e la fotografia che lo riprende viola la legge sul copyright in quanto viene considerata un’opera derivata.
Niente liberà in Italia
Nel Regno Unito e in molti altri Stati vige la libertà di panorama, ma in Italia la normativa sul copyright non contiene alcuna eccezione per le fotografie scattate in luoghi pubblici e quindi la libertà di panorama teoricamente non è prevista. Una scappatoia? E’ rappresentata dall’articolo 70 della legge 633 del 1941, che consente la riproduzione fotografia di opere con fini di critica o di discussione e purché non costituisca concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera. Val la pena comunque di ricordare che in Italia il copyright sulle opere d’arte scade al settantesimo anno dalla morte dell’autore, per cui fotografare e diffondere un quadro, un monumento o un edificio dopo questo lasso di tempo non comporta alcun problema. Leonardo Da Vinci è morto da ben oltre 70 anni, ma non per questo entriamo spavaldi nel Convento di Santa Maria delle Grazie di Milano per fotografare il Cenacolo. Nei musei e in qualsiasi altro luogo privato, anche se aperto al pubblico, dobbiamo sottostare alle regole dei padroni di casa. E se c’è scritto che non si può fotografare, semplicemente non lo possiamo fare. Il custode può sequestrare la macchina fotografica o la memory card? Assolutamente no: si tratta di una cosa che può fare soltanto l’autorità di polizia con contestuale redazione e consegna di un verbale. Se non vogliamo andare troppo per le lunghe, magari per aspettare l’arrivo della Polizia che a quel punto il custode o chi per esso immancabilmente chiamerà, se abbiamo fatto delle foto in un luogo dove era proibito farle, cerchiamo una soluzione diplomatica offrendoci di cancellare le foto incriminate dalla scheda o di formattarla davanti alla persona che sta facendo valere il suo diritto.
I volti
Dobbiamo riferirci al diritto all’immagine, che trova risposte sia nel Codice Civile e sia nella legge sul diritto d’autore. L’articolo 10 del Codice Civile dice che non si possono pubblicare foto di una persona quando questa comporti pregiudizio al suo decoro o alla sua reputazione. L’articolo 96 della Legge 633 del 1941 sul diritto d’autore dice anche che il ritratto di una persona (in pratica qualsiasi volto riconoscibile) non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il suo consenso. Per fortuna viene in nostro soccorso l’articolo successivo della stessa legge, che recita così: “Non occorre il consenso della persona ritrattata quando la riproduzione dell'immagine è giustificata dalla notorietà o dall'ufficio pubblico coperto, da necessità di giustizia o di polizia, da scopi scientifici, didattici o culturali, o quando la riproduzione è collegata a fatti, avvenimenti, cerimonie di interesse pubblico o svoltisi in pubblico. Il ritratto non può tuttavia essere esposto o messo in commercio, quando l'esposizione o messa in commercio rechi pregiudizio all'onore, alla reputazione od anche al decoro della persona ritrattata”. Occorre la liberatoria che serve anche per foto riprese all’interno di musei o edifici privati, persone, ma in molti casi è quasi impossibile ottenerla, ed ottenere la liberatoria è comunque il primo passo da fare per avere la possibilità di avere un utilizzo più ampio degli scatti.